giovedì 21 maggio 2026

DAMMI UN BACIO DA FUMETTO



                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

Andrea Leggeri

DAMMI UN BACIO DA FUMETTO

Coniglio Editore

Collana ThermoPOP

2007, brossurato

96 pagine, 6.50 euro

Il 14 febbraio 2026 ho inaugurato sul sito uBC Magazine una rubrica intitolata “Saggiamente”, rigorosamente aperiodica e dedicata a riprendere in mano testi critici sul fumetto (anche di qualche tempo fa) per dire la mia, spesso con il senno di poi o con qualche aggiunta di sapore personale. La prima puntata è stata proprio una recensione di Dammi un bacio da fumetto di Andrea Leggeri, libro che si prestava perfettamente al San Valentino di quell’anno. L’aureo libello, però, non è mai stato segnalato qui sul blog “Utili Sputi di Riflessione” e da inguaribile collezionista a me fa piacere la completezza. Colleziono anche delle mie stesse cose e mi diverte l’idea di avere tutto archiviato in casa. La recensione che leggerete è leggermente diversa da quella apparsa su uBC. Per esempio, le note biografiche su Andrea Leggeri (Roma, 1974), che vado subito brevemente a esporre, là erano del tutto assenti. Davo per scontato, infatti, che tutti lo conoscessero per la sua lunga collaborazione con Francesco Coniglio (2002-2012), scrivendo su riviste come Blue, XComics, e Scuola di Fumetto, oltre a contribuire a siti come LoSpazioBianco.it e alla rivista Fumetto dell’ANAFI. Negli ultimi anni si è dedicato alla narrativa.

Leggeri ha collezionato ritagli di baci alla maniera di Giuseppe Tornatore nel finale di Nuovo Cinema Paradiso, e ha confezionato il regalo di San Valentino ideale: romantico, economico, con una copertina iconica che invita a esporla frontalmente sullo scaffale, e gradevolissimo da sfogliare anche per chi non è appassionato di fumetti. Possiamo chiamarlo un aesthetic book? Sì, se è vero che con questo termine si etichettano talvolta le compilation di immagini suggestive. Dammi un bacio da fumetto dimostra che tutti gli eroi della Nona Arte, anche i più duri, in fondo hanno il cuore tenero e lo fa quasi esclusivamente attraverso i disegni, riducendo i testi al minimo indispensabile, riproducendo vignette celebri o significative, tutte dedicate a romantici tête-à-tête. Ogni immagine è accompagnata da una didascalia di una ventina di righe che presenta i personaggi e i loro creatori. L’introduzione è ridotta all’osso: il libro si spiega da sé. Sfogliandolo, però, viene naturale riflettere su quanto il semplice (semplice?) gesto di un bacio sia cambiato nel corso dei decenni nel fumetto. All’inizio, nelle strip americane degli anni Venti, i baci erano rari, castissimi e spesso comici. Con l’arrivo dei supereroi diventarono uno strumento per umanizzare gli eroi, che comunque restavano pudichi. Poi esplose il genere romance negli anni ’40-’50, con baci più passionali (per l’epoca), finché la censura del Comics Code Authority del 1954 non impose regole rigidissime: niente baci appassionati, niente sensualità, in favore di una visione del rapporto fra i sessi in funzione del matrimonio e in difesa dei valori familiari. Solo dalla metà degli anni Sessanta le cose cominciarono a sbloccarsi: relazioni più complesse nei supereroi, primi baci interrazziali, e in Italia il piccolo grande terremoto del fumetto nero. Anche in casa Bonelli, da un certo momento in poi, le figure femminili acquistano un peso diverso e i personaggi smettono di essere eroi monolitici e asessuati (basterà pensare a Mister No e Ken Parker). In totale, Dammi un bacio da fumetto in ci sono quaranta schede, ordinate alfabeticamente da Alan Ford agli X-Men. Sette dedicate ai manga, altrettante ai supereroi, sei ai classici italiani, sei agli eroi bonelliani, tre a quelli disneyani… insomma, un giro d’orizzonte rapido ma godibile. Velocissimo, se pensiamo a quanto si sarebbe potuto includere (per esempio dal fumetto franco-belga, assente). A voler trovare il pelo nell’uovo, si potrebbe discutere se il bacio tra Julia e Alan Webb costituisca davvero una love story, se Tarzan e Jane siano nati sulle strisce come coppia, o se Krazy Kat e Ignazio si siano mai scambiati un vero bacio da fumetto. Sfogliando l’album di Leggeri viene spontaneo chiedersi perché certi personaggi ci siano e altri no. Dove sono i Fidanzatini di Peynet? Andy Capp e Flo? Kriminal e Lola? Capitan Miki e Susy? Il Piccolo Ranger e Claretta? Tex e Lilith? I Puffi e la Puffetta? La risposta è ovvia: con sole quaranta schede bisognava scegliere. Ovviamente. Però, un posticino per Zagor si poteva trovare. Non solo perché la "Z" avrebbe chiuso degnamente l’ordine alfabetico, non solo perché il bacio tra lo Spirito con la Scure e Frida Lang era tanto caro a Sergio Bonelli (che teneva incorniciata nel suo ufficio la tavola originale di Gallieno Ferri), ma soprattutto perché quella scena rappresentò un autentico punto di svolta nel fumetto bonelliano. La sequenza del dicembre 1974 in cui Zagor bacia Frida Lang rimase scolpita nella memoria di noi zagoriani dell’epoca, regalando più emozioni di tante avventure rocambolesche.

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