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sabato 27 ottobre 2018

ZANNA BIANCA



Jack London
Caterina Mognato
Walter Venturi
ZANNA BIANCA
Mondadori Comics
2018, cartonato
60 pagine, 7.90 euro


Dal romanzo di Jack London del 1906, ecco un adattamento a fumetti realizzato per la Francia da autori italiani e pubblicato infine anche nel nostro Paese nella collana "La grande letteratura a fumetti" di Mondadori Comics. In questo caso, e dal mio punto di vista, il principale motivo di interesse consiste nel fatto che i disegni sono di Walter Venturi, disegnatore di punta dello staff di Zagor. Abituato a disegnare foreste, pellerossa, Wild e scenari del Grande Nord, Venturi gioca in casa. Bravo, come al solito. Del film si dice che "era meglio il libro", in questo caso è ovvio che la prosa di London e gli spazzi del romanzo danno partita vinta all'opera letteraria. Resta però l'utilità di un adattamento di questo tipo sia per rinfrescare la memoria per chi ha letto "Zanna bianca" e ne recupera la trama e suggestioni grazie a un riassunto ben fatto , sia per chi non l'ha letto ma, per mezzo della più agile versione a fumetti, se ne fa un'idea (e magari decide di approfondire). Ottimo volume da mettere in mano a un ragazzo appena più curioso della media. Come sceneggiatore avrei dato un po' di spazio in più alla sequenza iniziale della slitta i cui cani e i cui occupanti uomini vengono uccisi dal branco dei lupi, una delle scene più drammatiche che io abbia mai letto, ma capisco che sia anche la più politicamente scorretta.

sabato 5 maggio 2018

IN ALASKA



Raffaella Milandri
IN ALASKA
Ponte Sisto
2017, brossura
150 pagine, 14 euro

Viaggiatrice solitaria, attivista in favore dei popoli indigeni, giornalista giramondo, adottata da una tribù di pellerossa americani, autrice di reportage geografici e antropologici, Raffaella Milandri racconta in questo suo libro un viaggio compiuto in Alaska sulle tracce di Jack London e dei cercatori d'oro lungo il corso dello Yukon ma anche alla ricerca di ciò che rimane delle tradizioni degli Inuit. Ma c'entrano anche i fumetti, dato che nella sua nota finale l'autrice confessa un debito di riconoscenza verso Tex Willer, "personaggio che da bambina ha nutrito i miei sogni d'avventura, alimentando i miei principi di giustizia. La coerenza e la integrità morale dei personaggi dei fumetti bonelliani sono infatti le fondamenta di un mondo romantico dove i protagonisti si muovono su binari di eroica e nobile avventura, e dove gli ideali trionfano. Tex mi ha spinto ai miei primi viaggi tra i Navajos, alle esplorazioni di miniere d'oro, su su fino al leggendario Klondike, dove eravamo in tre: io, Tex e London". La Milandri non racconta di un viaggio con finalità sportive estreme, come discendere lo Yukon in canoa o raggiungere il Polo in slitta, ma fa piuttosto la cronaca di un itinerario alla portata di tutti, sia pure correndo qualche rischio. Lei, di sicuro ha rischiato la vita quando il suo fuoristrada si è piantato nel guado di un fiume, a causa del permafrost in disgelo, e si è trovata da sola, a piedi, a centinaia do chilometri dal carro attrezzi più vicino, con il cellulare senza campo. Colpiscono le messe in guardia più volte ricevute sul pericolo degli orsi (bianchi, grigi e bruni), con tutte le avvertenze nel caso di un incontro ravvicinato: non fuggire, alzare le braccia per sembrare più grossi, oppure fingersi morti rannicchiati in posa fetale, arrampicarsi sugli alberi dato che i grizzly non lo sanno fare ("ma neppure io", confessa Raffaella). Inquieta l'invito ad allontanarsi se solo si vede muovere "qualcosa di bianco", cioè un orso polare. D'altro canto ci sono però i magnifici scenari descritti molto bene, anche se attraversati dagli oleodotti, e gli incontri con le persone, bianche o indigene, con cui l'autrice entra subito in empatia riuscendo a documentate persino la caccia alla balena degli Inuit, che dei cetacei si nutrono (e hanno il permesso di cacciarli). La Milandri affronta il tema del riscaldamento globale e della progressiva perdita di diritti e delle tradizioni delle popolazioni locali. Arricchiscono il libro una sezione fotografica (in bianco e nero) e una guida per chi volesse fare un viaggio del genere. Io, per esempio.

mercoledì 25 ottobre 2017

SOLE DI MEZZANOTTE





Jo Nesbø
SOLE DI MEZZANOTTE
Einaudi
2016, brossura
202 pagine, 16.50 euro

A dispetto della difficoltà di trovare il simbolo ø con cui scrivere il cognome dell'autore, e quello å per indicare la località della Lapponia dove il protagonista del romanzo si rifugia, Kåsund, "Sole di mezzanotte" è una lettura straordinariamente gradevole, scorrevole senza mai essere banale. E' un thriller insolito, ambientato nella contea del Finmark, duemila chilometri a nord di Oslo, in Norvegia, durante l'estate del 1977, quando il sole non tramonta mai e dove quindi è anche più difficile nascondersi per un uomo braccato dai killer della mala. Jo Nesbø (norvegese, classe 1960) è celebre per la serie di romanzi di Harry Hole, ma questo libro è scollegato dalla saga del poliziotto alcolizzato. Il talento di Nesbø tuttavia è sempre il medesimo (e si tratta di un talento multiforme, essendo l'autore, oltre che scrittore, anche musicista e attore). La trama è semplicemente perfetta nel suo meccanismo implacabile: non c'è un solo elemento fuori posto. Forse, in realtà, si potrebbe eccepire sul fatto che Jon Hansen, un piccolo spacciatore di hashish nei suburbi di Oslo, venga assunto tra sua manovalanza dal Pescatore, il boss della droga norvegese, convinto che si tratti di un killer (un amico di Jon si è suicidato con la pistola di Hansen e tanto basta a far credere che l'abbia fatto fuori lui), mentre il nostro non è in grado di uccidere nessuno. Anzi, è un vero cuore tenero visto come si è accollato una figlia non sua, che però si è ammalata e necessita di soldi per le cure. Così Jon deruba il Pescatore di un grosso quantitativo di denaro, che non basta a salvare la ragazza ma gli garantisce la caccia spietata da parte degli uomini del suo ex-capo. Hansen fugge verso l'estremo Nord della Scandinavia e si rifugia nel villaggio di Kåsund, fingendosi un cacciatore di nome Ulf agli occhi degli abitanti, quasi tutti di etnia Sami e seguaci di una setta religiosa ultra conservatrice. Ma, ovviamente, i killer lo inseguono anche lì. Lui però non può o non vuole andarsene perché nel frattempo si è innamorato di Lea, figlia del rigoroso pastore della setta, moglie di un marito violento che picchia lei e il figlio Knut. Intrigante, ipnotico, coinvolgente, tachicardico come tutti i romanzi, ciascuno a suo modo, dovrebbero essere.