sabato 3 giugno 2023

IL RITORNO DI TILT

 

 

Alfredo Castelli
Daniele Fagarazzi
IL RITORNO DI TILT
Cut-Up Publishing
2023, cartonato
98 pagine, 26.90 euro


La definizione più sintetica e calzante per questo volume è “must”. Lo si deve avere per forza, perché racconta e antologizza un “cult”, vale a dire “Tilt”. Insomma è un must su quel cult al top che fu “Tilt”. E dopo questo incipit, a cui diciamo stop, passiamo a illustrare meglio di che cosa si tratta. Bisogna innanzitutto partire da una rivista umoristica intitolata appunto “Tilt”, uscita tra il 1968 e il 1969, alla cui realizzazione lavorarono Alfredo Castelli, Marco Baratelli, Mario Gomboli e Carlo Peroni. Ne uscirono soltanto due numeri, che sono stati raccolti in un precedente volume targato Cut-Up, “La preistoria di Tilt” (2022), copertina in calce, di cui abbiamo parlato qui:

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2022/04/la-preistoria-di-tilt.html

Questa prima versione di “Tilt” era ispirata alla rivista americana “Mad” (1952) che, nei suoi primi 23 numeri pubblicava essenzialmente parodie. Ed essenzialmente parodie furono quelle proposte dal "Tilt" degli anni Sessanta. Nel 1972 Alfredo Castelli propose al direttore del “Corriere dei Ragazzi”, Giancarlo Francesconi (1925-2015), di trasformare “Tilt” in una rubrica del rivista, per la quale lavorava come redattore. Visto approvato il progetto, adattò i contenuti a un nuovo genere umoristico, il “kibitzer”, esattamente come aveva fatto “Mad” dal numero 24 in poi. Il “kibitzer” (termine Yiddish che letteralmente significa “spettatore”) si differenzia dalla parodia perché si occupa di commentare temi di attualità in modo satirico o ironico. Le prime puntate del “Tilt” del “Corriere dei Ragazzi” furono illustrate da Bonvi (1941-1995), che poi passò il pennello a Daniele Fagarazzi (con sporadiche intromissioni di Silver, Gomboli e ancora di Bonvi). In tutto, uscirono 119 puntate di due pagine, tra il 1972 e il 1975, con alcune eccezioni che ne contarono tre o quattro. Il secondo volume Cut-Up dedicato a “Tilt” raccoglie appunto una selezione di tavole scritte da Castelli e illustrate da Fagarazzi (1944-2019). Si tratta di materiale uscito tra il 1972 e il 1974, per metà a colori (ricavato dalle pagine della rivista), per metà in bianco e nero (ricavato da un rimontaggio fatto nel 1976 per un volume progettato dalla Dardo che però non uscì mai, e che vide la luce invece nel 1978 grazie a Luigi F. Bona).
Tutti questi dati non sono frutto di una mia attenta ricerca ma della mia attenta lettura delle esaustive prefazioni e postfazioni di Alfredo Castelli che, con precisione maniacale, cita dati e dati, nomi e cognomi, allegando una puntuale cronologia e perfino un dizionario dei personaggi citati (da Paolo Cavallina e Gabriella Farinon), nel caso i lettori più giovani non sappia a chi ci si riferisca (io, ahimè, per motivi anagrafici li conosco tutti). Una caratteristica delle inesauribili gag ideate da Castelli e illustrate da Fagarazzi è quella di dar vita a una sorta di “trasmissione in diretta” dalla redazione del “Corriere dei Ragazzi”, chiamando in causa gli stessi autori obbligati dal direttore Francesconi a trovare sempre nuovi argomenti settimana dopo settimana; direttore caricaturizzato in quasi tutte le puntate della rubrica, impegnato in una strenue lotta contro i suoi redattori (Castelli in primis, ugualmente caricaturizzato con i colleghi) troppo sfaticati, oppure troppo pungenti per un giornale destinato ai ragazzi. Su “Tilt” esordirono personaggi indimenticabili di Castelli, quali l’Omino Bufo e Otto Kruntz, vennero proseguite serie come “Zio Boris” e “Lo zoo pazzo” (di Mario Gomboli”). Castelli cita una dichiarazione di Alessandro Barbero, che scrive. “All’immortale Tilt credo di dovere la scoperta, a 14 o 15 anni, del senso dell’umorismo”. Anche tanti altri, professor Barbero, glielo assicuro. L’antologia di Cut-Up, che si spera possa essere la prima di una serie, si fregia di una mirabolante copertina di Massimo Bonfatti, disegnatore a cui io affiderei in toto, se fossi un editore, una ripresa delle pubblicazioni di “Tilt”. Con testi sempre scritti da Alfredo Castelli, naturalmente.
 
 

 

Nessun commento:

Posta un commento