venerdì 9 giugno 2023

IL TERRORE CHE MORMORA



 

John Dickson Carr
IL TERRORE CHE MORMORA
Polillo Editore
2013, brossurato
302 pagine, 16.90 euro

John Dickson Carr (1906-1977) amava talmente l’intreccio giallo classico di impronta inglese (quello alla Agatha Christie, per intenderci), che nel 1932 si trasferì dagli Stati Uniti, dove era nato, in Inghilterra, luogo che riteneva più congeniale per architettare le sue trame, sempre complesse e misteriose, distanti dal comune poliziesco d'azione, e ambientate spesso in antichi manieri, se possibile in mezzo alla nebbia. I suoi ispiratori furono Arthur Conan Doyle (a cui dedicò una biografia) e Gilbert Keith Chesterton (sulla cui figura modellò il criminologo protagonista di molti suoi romanzi, il professor Gideon Fell). Straordinariamente prolifico (al punto da pubblicare opere anche sotto pseudonimo), il suo nome è legato ai delitti della “camera chiusa”, quelli in cui si scopre un cadavere assassinato in una stanza bloccata dall’interno, dalla quale non è potuto uscire nessuno, ma dove si trova soltanto la vittima e non c’è traccia dell’uccisore. Anche questo “He Who Whispers”, del 1946, prevede un meccanismo del genere anche se non proprio: immaginatevi una vecchia torre rotonda affacciata su un precipizio, di cui restano soltanto le mura circolari, completamente vuota all’interno, con una serie di scalini di pietra che salgono fino al camminamento in alto. Figuratevi adesso che alcuni testimoni abbiano lasciato il ricco Howard Brooke lassù in cima, ancora vivo, e siano scesi facendolo restare solo. Dopodiché, ponete che ci sia la certezza che nessuno è più risalito sugli spalti: tuttavia, Howard non discende e viene ritrovato ucciso da una lunga lama, quella del suo bastone animato che portava sempre con sé. Com’è possibile? Naturalmente c’è tutto un teatrino di personaggi che rendono vivace e talora inquietante la trama (si parla persino di una vampira a cui potrebbe essere imputato l’assassino), e c’è Gideon Fell che indaga. La spiegazione del caso, come al solito, è impeccabile - anche se bisogna stare al gioco guidato da Dickson Carr, che non propone soluzioni plausibili ma possibili. Cioè, il caso può darsi, anche se non è esattamente la cosa più facile che possa accadere. Del resto, spiega lo stesso autore nel suo capolavoro, “Le tre bare”, nessuno chiede a un giallista che l’assassino si riveli il personaggio più probabile, ma il più insospettabile, per quanto strano sia. Due parole infine sulla collana “I bassotti” della della benemerita Polillo Editore: Marco Polillo (1949-2019), giallista a sua volta, ha pubblicato in agili volumi dall’inconfondibile copertina color arancio, a partire dal 2002, le migliori detective stories della produzione più classica, recuperando titoli di autori anche dimenticati o poco noti, ma di straordinario valore.

Nessun commento:

Posta un commento