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martedì 4 gennaio 2022

BLU TRAMONTO

 

 





Leo Ortolani BLU TRAMONTO Feltrinelli Comics cartonato, 2021 226 pagine, 22 euro
  Continua la collaborazione fra Leo Ortolani e la ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Ne avevamo già parlato recensendo il libro "Luna 2069", come potete leggere qui: http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2020/04/luna-2069.html In quel precedente volume, tra una gag e l'altra, Ortolani aveva ripercorso tutte le tappe della conquista della Luna (in barba ai negazionisti dello sbarco). Adesso, in "Blu tramonto", l'azione si sposta su Marte. Anche in questo caso l'autore trova il modo di raccontare gli innumerevoli tentativi terrestri di inviare sonde sul Pianeta Rosso, a partire dal 1960: ci provarono per primi i russi, in una gara serrata con gli americani. Nel 1971 i sovietici fanno atterrare un primo lander, che però funziona solo per 15 secondi; nel 1976 fanno meglio gli statunitensi con i Viking. Il racconto di Ortolani è ambientato alcuni decenni nel futuro, dopo un primo sbarco di esseri umani su Marte. Esseri umani che, annoiati dall'essersi ritrovati su un pianeta arido e senza vita, se ne vanno lasciando uno di loro, unica sentinella volontaria e solitaria. Solitaria non del tutto, visto che l'ingegner Petorelli, così si chiama o si fa chiamare, ha per compagno immaginario Nicholas Cage (proprio l'attore) e vive una romantica storia d'amore con una colonia di batteri metanogeni che hanno preso le sembianze (attingendo dai segreti desideri dell'umano) di una bellissima fanciulla. Si ride parecchio (Ortolani si conferma umorista e fumettista eccelso) e si trova la risposta al perché Marte sia rimasto senz'acqua.

domenica 16 maggio 2021

BEDELIA

 
 

 
 
Leo Ortolani
BEDELIA
Bao
cartonato, 2020
180 pagine, 19 euro


"Amerete una stronza", recita lo slogan in quarta di copertina. In effetti è così, Bedelia si finisce per amarla, ma del resto si comincia anche, fin dalla copertina intendo, non importa arrivare alla fine. La si ama perché, grazie a Dio (che è uno dei protagonisti della storia), sarà pure stronza ma almeno non è falsa. E' senza cuore (perché la disegnano così) ma non finge di averlo. Si scopa chiunque, ma non si spaccia per santerellina. Di sé, dice: "Ci sono ragazze di cui si sente dire 'si è fatta mezza città'. Ma non sentirete mai dire questo di me. Perché io detesto non portare a termine i miei impegni". Ma anche: "In molti hanno pregato almeno una volta nella vita 'Dio, fammi incontrare una donna bellissima che me la dia!'. E poi incontrano me. Io sono la risposta alle loro preghiere." In che dimostra appunto come Bedelia sia solo un personaggio dei fumetti, perché donne bellissime che la danno non esistono. Le donne bellissime se la tirano, come sanno tutti. In ogni caso, Bedelia è una top model all'apice del successo, che non ha rapporti umani che vadano al di là del sesso e dei soldi. Ma, a un certo punto, una modella più giovane, Elaiza, giunge a insidiare il suo primato in classifica. Anzi, la spodesta proprio dal trono. Come lei, anni prima, aveva spodestato un'altra, suo madre, che la chiama affettuosamente "la mia piccola vigliaccheria", perché non la abortì. Bedelia è un personaggio dei fumetti anche perché, nel momento del tracollo, le viene consentito di recuperare la propria umanità. Occasioni del genere, con Dio che proprio interviene di persona mandando un angelo custode ad aiutarci, nella vita reale non esistono (come le donne bellissime che la danno). Il finale è a sorpresa e non lo svelo, ma Bedelia si comincia e si finisce per amarla, sì. Si ride meno, rispetto ad altri libri di Leo Ortolani, ma questo è un fumetto un po' diverso. Una delle sue cose migliori, peraltro, che si potrebbe definire uno spin off di "Venerdì 12" (dato che Bedelia è la donna amata dallo sfigatissimo protagonista di quel fumetto, ma non è immediata la sovrapposizione tra le due figure - e lo stesso vale per l'ometto stesso). Definizione che preferisco non dare, tenendo distinte le due opere.

giovedì 4 marzo 2021

VENERDI' 12

 
 

 
 
Leo Ortolani
VENERDI' 12
Bao
cartonato, 2020
330 pagine, 21 euro


Se dovessi consigliare uno, e uno solo, fra i fumetti di Leo Ortolani, suggerirei senza dubbio "Venerdì 12", una saga qui raccolta, dopo venticinque anni, in un volume completo e definitivo. Sono stato fra i primi, e probabilmente pochi, ad averne letto gli inizi sulla rivista "L'isola che non c'è", sfortunatamente durata pochissimo. Dopo la chiusura della testata, nel 1997, i brevi capitoli della serie iniziarono a venire prima ristampati e poi portati avanti sulle pagine di "Rat-Man", fino alla conclusione, con tempi e spazi più dilatati. Perché "Venerdì 12" è il lavoro di Ortolani che preferisco? Uno dei motivi potrebbe essere che non è una parodia, e dunque non bisogna per forza conoscere a menadito il film, il libro o il fumetto che viene preso in giro (fermo restando che certe parodie di Leo sono memorabili). Poi, perché ci si riconosce: la parodia, va a finire, è fatta su noi stessi, sulla nostra difficoltà (adolescenziale, ma anche successiva) di relazionarci con le donne, con le stronze che inseguiamo, le altre di cui non ci accorgiamo, quelle ancora a cui cerchiamo di sfuggire. Quindi, perché "Venerdì 12" è felicemente politicamente scorretto e si permette (ancora) di fare body shaming, allorché facendolo ne condanna la cattiveria. Infine, perché fa ridere vignetta dopo vignetta, fino a scompiscirsi, e questo chiude il discorso, che altro c'è da aggiungere, che volete di più? Ridere per le battute, ridere per i disegni: Ortolani è un fior di disegnatore, tanto di cappello. Bedelia, la bella senz'anima che provoca la trasformazione di Aldo in un mostro orrendo il cui unico amico è il fido Giuda, si è vista dedicare un volume monografico uscito in contemporanea con questa raccolta. Non è proprio lei, ma quasi.

venerdì 15 maggio 2020

IL BUIO IN SALA





Leo Ortolani
IL BUIO IN SALA
Bao Publishing
206, cartonato
200 pagine, 17 euro


Devo confessarvi che non sarò in grado di recensire questo libro con il minimo di competenza che si richiede anche all'estensore di queste brevi annotazioni, che vado di tanto in tanto pubblicando man mano che leggo roba. Mi limiterò perciò a segnalarvi che il volume esiste, vi dirò più o meno di che cosa tratta in modo da darvene un'idea, però poi dovrete leggervelo per poterlo giudicare (nel caso, fatemi sapere). Il motivo per cui, con l'umiltà e la modestia che mi contraddistinguono, chino la testa e mi dichiaro inabile a recensire le recensioni (perché appunto di recensioni, cinematografiche, si tratta) è che della quarantina di film di cui si occupa Leo Ortolani, io ne avrò visti si e no cinque. Ora, capirete il mio imbarazzo, Leggo la recensione a fumetti, capisco che c'è una battuta di cui si dovrebbe ridere, ma non ho idea di ciò a cui ci si riferisce e ci rimango male. Mi sento ignorante come una capra di fronte a Frank Capra. Del resto, Ortolani dice di sé: "Io non sono un amante del cinema. Io sono il marito". E sembra esserlo davvero, perché dimostra una competenza strabiliante, almeno nei film di genere di cui si occupa in "Il buio in sala". Ora, io del cinema sono al massimo un trombamico, toccata e fuga, e di solito nei cinema d'essai. Finché Leo ha fatto le parodie di Avatar o di The Walking Dead me la sono cavata, avendo visto il film e la serie di riferimento, e ho riso moltissimo. Ci ho capito meno nel "Signore dei Ratti" non avendo visto quello "degli Anelli", però almeno lì c'era una contro-storia leggibile e godibile come tale. Ne "Il buio in sala" la battuta è più legata alla contingenza, al merito, alla polemica del momento, non si può apprezzare allo stesso modo fuori dal contesto, come un pur esilarante commento in sala. Del resto in molte recensioni compaiono proprio gli spettatori che guardano il film e lo commentano. Il target del volume è costituito, mi pare di capire, dai personaggi di "Big Bang Theory". Bisogna essere adepti della setta di quelli che aspettano dalle quattro del mattino l'apertura di un cinema alle quattro del pomeriggio per essere i primi a vedere il ventiquattresimo film degli Avengers, sapendo a memoria tutte le battute dei ventitrè precedenti e il cast completo, fino ai nomi degli stuntman, di ognuno. Purtroppo, io dei film Marvel ho visto i primi tre Uomo Ragno, poi hanno cambiato l'attore e ho smesso. In realtà credo di aver smesso un po' dopo, quando mi sono accorto che per vedere un nuovo film di supereroi dovevo averli visti tutti, se no non ci capivo più nulla. E siccome ne ho persi un paio, non ci ho capito più nulla e basta là. Mi sono sempre informato dagli amici se la trama seguiva quella dei fumetti, ed ero contento quando mi dicevano di sì. Poi mi è parso che i film non seguissero più neppure quella e ho perso interesse. Va detto, a mio sommo disdoro, che io i film li vedo al cinema e lì non c'è modo di recuperarli quando escono di programmazione. Non sopporto di vederli in televisione interrotti dalla pubblicità, non ho una smart TV, non ho mai fatto un abbonamento a Sky, Premium, Netflix e compagnia bella. Non ho mai visto un film in streaming perché sul PC balla la connessione, la qualità è pessima, lo schermo piccolo. In buona sostanza, o al cinema o in DVD. Ma avendo smesso di praticare i film con effetti speciali, recupero piuttosto i grandi classici main stream del passato piuttosto che Star Trek Ultimissina Frontiera. Quindi, come fare? Devo gettare la spugna. Come promesso cercherò, però, di spiegarvi lo stesso di che cosa si tratta. Leo Ortolani, con il talento che gli è proprio, ha cominciato a pubblicare da qualche parte su Internet le sue personalissime recensioni a fumetti dei film che andava regolarmente a vedere al cinema, quelli Marvel, DC, di Star Wars, di Star Trek. Un po' come Stefano Disegni su Ciak, per intenderci. Però Disegni spazia ovunque, Leo si attiene al genere di cui abbiamo detto. Le recensioni apparse in Rete sono stare poi raccolte in volume, un po' pigiate per motivi di spazio. Ho letto tutto, e il miracolo è che ho riso lo stesso, pur senza aver visto il film di cui ci si fa beffe. Perciò, consiglio caldamente "Il buio in sala" a tutti, anche a quelli come me (che come fan trentennale di Ortolani dai tempi di "Made in USA", in possesso di tutte le cose da lui pubblicate, non potevo perdermi questa). Una cosa però mi sento di aggiungere: Leo i film di supereroi li va a vedere tutti, ma non gliene va bene uno. Li smonta sistematicamente, li distrugge pezzo per pezzo. Ecco: mi fa piacere aver capito che ho fatto bene a smettere di andarli a vedere.

lunedì 6 aprile 2020

LUNA 2069




Leo Ortolani
LUNA 2069
Feltrinelli
2019, cartonato
242 pagine, 20 euro


Realizzato con la sponsorizzazione delle Agenzie Spaziali italiana ed europea in occasione del cinquantennale della conquista della Luna da parte dell'equipaggio di Apollo 11, questo divertente ma anche documentato e a tratti commovente volume a fumetti conferma il grande talento di Leo Ortolani, che si dimostra in grado di affrontare qualsiasi argomento (del resto, "Cinzia" aveva già tolto ogni dubbio in proposito, se mai ce ne fossero stati). "Luna 2069" ripercorre tutte le tappe della gara spaziale fra sovietici e americani negli anni Cinquanta e Sessanta, mentre porta avanti una storia contemporanea e una che si svolge ancora cinquant'anni più avanti nel tempo, nel 2069, quando già sul nostro satellite naturale ci saranno (così almeno viene pronosticato) le installazioni di una base lunare. Protagonisti del racconto sono l'astronauta italiano Fortunato (chiara controfigura di Luca Parmitano) e il miliardario Mask, interpretato da un simil Rat-Man (chiara controfigura del patron della Tesla, Egon Musk, tycoon con ambizioni di imprenditore dello spazio. Musk vuol battere le missioni governative sbarcando per primo sulla Luna nell'anno del cinquantennale e per farlo ingaggia Fortunato. Con grazia, poesia, umorismo, satira e alcune pagine di documentazione sulla stazione internazionale orbitante (di cui Parmitano è stato anche comandante), Ortolani porta avanti un racconto forse un po' più lento delle storie di Rat-Man ma, alla fine, godibilissimo.