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domenica 28 marzo 2021

DORMY WEST DEVI CROCK E GLI ALTRI

 

 
 
 
Pier Luigi Sangalli
DORMY WEST DEVI CROCK E GLI ALTRI
Allagalla
2020, brossurato
210 pagine, 15 euro


"Il western a fumetti di Pier Luigi Sangalli", spiega il sottotitolo. E ancor meglio, l'informatissimo Luca Boschi, nella sua prefazione, spiega l'importanza di Sangalli (Monza, classe 1938) nell'ambito della produzione a fumetti per ragazzi targata Bianconi, editore (scomparso nel 1993) di una sterminata quantità di albi e di personaggi negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta. Sue le serie dedicate a Soldino, Geppo, Nonna Abelarda, realizzate da autori straordinari quali Giovanni Battista Carpi, Giorgio Rebuffi, Luciano Bottaro, Giulio Chierchini, Nicola del Principe, Tiberio Colantuoni, Alessandro Dossi. E, appunto, Pier Luigi Sangalli, a cui, secondo Boschi, soprattutto si deve la sedimentazione di uno "stile Bianconi". Snobbata per lungo (troppo) tempo, la produzione bianconiana è stata di recente oggetto di una riscoperta che ha portato alla pubblicazione di vari volumi antologici dedicati ai vari autori e ai vari personaggi, oltre che a saggi sull'argomento. Questo volume raccoglie dodici storie scelte da Sangalli stesso, dedicate a quattro personaggi che hanno tutti la caratteristica di essere la parodia di classici personaggi dei film western, che negli anni Sessanta erano popolarissimi fra i ragazzini: Dormy West (uno sceriffo pelandrone), Giannina Calamity (un bambina molto arzilla), il Caporale Pignata (una Giubba Rossa, ma dei nostri giorni - visto che si muove in Jeep - anche se ha a che fare con le riserve indiane canadesi) e Devy Crock (parodia di Davy Crocket). Le due storie più belle hanno come protagonista proprio quest'ultimo alle prese con i Magnifici Sette e Mezzo. Le dodici avventure sono leggere, ilari, gradevoli, riposanti. Graficamente eleganti nella loro essenzialità. Sono, ecco il termine, fumettose.

sabato 1 luglio 2017

L'ALBERO




Shel Silverstein
L'ALBERO
Salani
cartonato, 2000
60 pagine, 14.90 euro

C'è tutto un mondo, nella produzione libraria per bambini, da scoprire ed esplorare. Cinquant'anni fa, avevamo soltanto le favole dei fratelli Grimm o di Hans Christian Andersen, ma anche del precursore Gianni Rodari, da cui passavamo ai romanzi per ragazzi, partendo da Collodi e da Vamba, magari, per arrivare a Verne e Salgari, e a tutti quei classici scritti per gli adulti ma che in versione rimaneggiata venivano fatti passare come romanzi per la giovane età (le opere di Dumas, Dickens, la Alcott, London, Defoe). Da molto tempo le cose sono cambiate e fin dalla più tenera infanzia i pargoli hanno a disposizione testi di grandi autori (scrittori e illustratori) considerati talvolta dei maestri nel loro campo, come Leo Lionni con il suo "Piccolo Blu e Piccolo Giallo" (tanto per fare un esempio). Anche Shel Silverstein (scomparso nel 1999) viene considerato un punto di riferimento nel settore dei libri illustrati per l'infanzia (da lui scritti e disegnato). La cosa singolare è che è stato anche vignettista di "Playboy" (oltre che poeta, musicista, autore di canzoni e di colonne sonore). "L'albero", uno dei suoi libri più pubblicati in tutto il mondo, colpisce anche gli adulti per la sua amarezza di fondo: non è una favola a lieto fine, e forse non è neppure una favola. I bambini forse riescono a vederci qualcosa di rasserenante, io fossi in loro mi spaventerei. La storia è quella di un melo che fa amicizia con un bambino venuto a giocare sotto i suoi rami. Poi il fanciullo cresce, e quando torna (prima da adolescente, poi da uomo maturo, poi da vecchio) non lo fa con lo spirito spensierato che aveva nell'infanzia: è tormentato da mille problemi. L'albero invece è sempre lo stesso e si offre in dono per aiutare l'amico: prima si lascia depredare dei frutti, poi dei rami, poi del tronco, che servono all'inquieto essere umano per fare soldi, costruirsi una casa, partire per mare. Alla fine il bambino è diventato vecchio: il melo, ridotto a ceppo, si offre per fargli da sedia. Metafora della donazione gratuita, ma anche dei cambiamenti e della volubilità umana, del tempo che passa e della morte che arriva. Poetico ma anche, ai miei occhi, terribile.