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martedì 1 dicembre 2020

LOONEY TUNES: "THAT'S ALL FOLKS!"

 
 
 

Warner Bros.
LOONEY TUNES
"THAT'S ALL FOLKS!"
Mondadori
cartonato, 2006
254 pagine


I cartoni animati americani della serie "Looney Tunes", gemelli delle "Merrie Melodies" (tutti e due i titoli si riferiscono a musiche pazze e infatti nacquero per imitazione delle Silly Symphonies della Disney) iniziarono a venire realizzatidalla Warner Bros., fin dal 1930, per le platee cinematografiche, ma a partire
dagli anni Settanta diventarono prodotti televisivi, fino ai giorni nostri, nelle loro varie incarnazioni: una, per esempio, quella de i Tiny, con i personaggi dei cartoni immaginati bambini (confesso che questi non lui ho mai potuti digerire). Personaggi comunque davvero molto popolari e divertenti, quali Bugs Bunny, Daffy Duck, Titti e Silvestro, il diavolo della Tasmania, Willy il Coyote, Beep Beep (a me piacevano le versioni dei cartoni animati degli anni d'Oro, quando poi sono stati snaturati facendo fare loro, per esempio, i detective, ho sempre scosso la testa). Dei personaggi della Warner sono state realizzate molte versioni a fumetti, ricordo quelle italiane della Cenisio, in albi di grande formato, molto belli. Ma, sfogliando questo volume, si scopre una produzione di strip come quelle delle strisce sindacate. Strisce quotidiane e tavole domenicali, come nel modello dei Peanuts, per intendersi. Però, la Mondadori, che le pubblica in una antologia, non ci dice chi sono gli autori, dove sono state originariamente pubblicate, in che anni. Lo stile grafico sembra recente. Fa piacere rivedere in carrellata tutti i protagonisti dei vecchi cartoni animati e alcune battute sono divertenti.

sabato 7 luglio 2018

LE GRANDI FAVOLE DI WALT DISNEY





Walt Disney
SILLY SYMPHONIES
LE GRANDI FAVOLE DI WALT DISNEY
Mondadori
cartonato, 1981
240 pagine, 30.000 lire

Quando, nel 1927, il cinema venne rivoluzionato dall'avvento del sonoro (accadde con il film "The Jazz Singer"), l'allora ventiseienne Walt Disney intuì immediatamente che musica e parole avrebbero potuto arricchire anche i cortometraggi animati che stava producendo, e provvide a dare personalmente la voce al suo Topolino. Il successo del personaggio aumentò a dismisura, perché la sonorizzazione si prestava a rendere ancora più godibili i cartoons, che anzi potevano giocare sugli effetti sonori ancor di più delle pellicole con attori in carne e ossa. Così, nel 1929 Disney mise in produzione una serie di corti di cui proprio la musica fosse la protagonista: il primo fu "The Skeleton Dance", curato da Ub Iwerks, basato sulla "Marcia dei nani" di Grieg: quattro scheletri usciti da un cimitero si esibivano in una serie di buffi balletti, salvo poi rientrare nelle loro bare. Tra il 1929 e il 1932 gli Studi Disney produssero ventotto di questi corti in bianco e nero, chiamati Silly Symphonies. Successivamente venne adottato il colore. In tutto, le Silly furono settantasei, durando fino al 1939 e vincendo otto Oscar. Se le prime Symphonies tendevano a suscitare emozioni grazie alla visualizzazione di quanto suggerivano le musiche scelte per fare da perno (come nel lungometraggio "Fantasia"), successivamente si puntò anche sul racconto di vere e proprie storie con una trama, pur narrata con il supporto fondamentale della musica, e quindi si usarono favole classiche (Il brutto anatroccolo, La cicala e la formica) o storie originali. Il volume "Le grandi favole di Walt Disney", libro strenna di grande formato della Mondadori datato 1981, propone una selezione di trame delle Silly Symphonies adattate a fiabe per bambini, con immagini tratte dai cartoni animati a colori a illustrare i brevi testi. Troviamo appunto gli adattamenti delle novelle della tradizione e il racconto delle vicende nate invece negli Studios. Una interessante introduzione e una cronologia delle animazioni aprono e chiudono il libro. Probabilmente i bambini, a cui venne destinato il volume, avranno apprezzato. Noi cultori disneyani avremmo preferito un librone in cui le Symphonies venissero analizzate una per una e in cui la scelta dei fotogrammi fosse migliore (la qualità della riproduzione non è particolarmente entusiasmante). Ma, del resto, non era questo l'intento dei curatori.

lunedì 12 dicembre 2016

IL MIO CARO WEST


IL MIO CARO WEST
di Moreno Chiacchiera
Fabrizio Fabbri Editore
2014, brossurato
56 pagine, 15 euro

A parte il fatto che tutti i Moreno sono persone speciali e d'ingegno fuori dal comune, Moreno Chiacchiera è davvero strepitoso. Umbro di Foligno, classe 1957, persona di grande umanità e simpatia, faccia da attore comico, meraviglia il fatto che non sia considerato un fumettista di prima grandezza (ma già che oggi la gente preferisce i disegnatori umoristici che scarabocchiano invece di disegnare). In ogni caso non risulta che abbia disegnato dei gran fumetti (nel suo curriculum trovo solo qualche accenno), mentre sicuramente è un illustratore di prim'ordine noto e attivo soprattutto all'estero (Inghilterra, USA, Canada, Australia, Giappone, Spagna, Francia, Austria, Paesi Arabi). Illustra libri per ragazzi con garbo e ironia, e basta vedere una delle sue opere per rendersi conto del suo talento. In Italia si rintracciano una serie di divertenti libri pubblicati da Fabrizio Fabbri Editore, tutti consigliati, e dedicati ciascuno a una particolare tematica: i pirati, il medioevo o, come in questo caso, il West. Si tratta di singole tavole con una sola illustrazione umoristica a colori, regolarmente azzeccata (fa ridere) e comprensibile al primo sguardo. Esilaranti i suoi Cavallo Pizzo e Cavallo Puzzo, senza dimenticare Toro Sudato e Toro Sedato. Sono lieto di essergli amico, ma si sa che fra Moreni ci si intende.