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domenica 30 aprile 2023

RE DEL PORNO

 

John Holmes
RE DEL PORNO
Derive Approdi
1999 - brossurato
194  pagine, 24.000 lire

Un libro che si legge d’un fiato come se si stesse ad ascoltare il narratore, lo stesso John Holmes, mentre racconta a voce la propria vita. E proprio come accade quando il racconto è detto piuttosto che scritto, alcune parti sono meglio sviluppate, finanche con una buona capacità affabulatoria, in altre invece gli avvenimenti sono appena accennati, en passant, nel modo tipico della narrazione non strutturata. Del resto John Holmes, Mister 35, King of Porn, il pornodivo  più pagato d’America, sulla breccia per vent’anni consecutivi e con all’attivo oltre 2000 film, non ha scritto materialmente questo libro: l’ha dettato, sul letto di morte, al giornalista Fred E.Basten e alla sua seconda moglie Laurie Rose, meglio nota come pornoattrice sotto il nome di Misty Dawn. Dopo la morte di Holmes, per dieci anni il testo è rimasto nelle mani di Laurie perché la famiglia del marito era contraria alla pubblicazione, infine comunque avvenuta. Chi si aspetti un libro “morboso” resterà deluso. Al contrario, la lettura finisce per essere uno spaccato drammatico e inquietante della società americana, con risvolti addirittura da thriller metropolitano nelle pagine in cui l’autore narra del suo coinvolgimento in una strage avvenuta per un regolamento di conti fra malavitosi trafficanti di droga. La vicenda, che costò all’attore quasi due anni di carcere prima del proscioglimento, e che comunque lo segnò per il resto della vita ossessionandolo dal pensiero di poter essere a sua volta ucciso, segna il punto culminante della discesa agli inferi di un uomo passato da una infanzia povera a una gioventù squattrinata e quindi al successo e alla ricchezza, per poi venire inghiottito dal baratro della tossicodipendenza. John Holmes non nasconde nulla ai suoi lettori, e lo fa con una franchezza che a tratti pare addirittura disarmante. Non cerca sconti, racconta di come spacciasse droga e trafficasse con armi e merce rubata come se fosse la cosa più normale del mondo, che nella sua condizione di allora evidentemente lo era. Il John Holmes giunto alla fine della sua vita, iniziata l’8 agosto del 1944, pare aver preso coscienza del fatto di aver vissuto in ambienti dove l’unico intento era quello di accumulare denaro, scopo per il quale si era disposti a trasformare in merce qualsiasi cosa. Nelle ultime pagine commuovono l’amore di John per la madre e la moglie Laurie, la sua convinzione di essere stato comunque un uomo fortunato solo per il fatto di averle avute accanto, la sua determinazione a non fare niente per prolungare la sua agonia, desiderando solanto di morire, e infine la preoccupazione perché il suo corpo fosse cremato intero, nel timore che qualcuno potesse evirarlo, già cadavere, per mettere in formalina o imbalsamare il pene che lo aveva reso un fenomeno in tutto il mondo. Ma non c’è solo questo: il racconto dell’attore consente anche di seguire l’evoluzione dell’industria del porno, dalle fasi iniziali dei primi anni Sessanta, con il mercato clandestino e la produzione di “loop” di brevissima durata, sempre realizzati con il rischio che la polizia facesse irruzione sui set, fino al mercato dei video che verso la fine degli anni Ottanta cominciarono a soppiantare definitivamente le pellicole cinematografiche. Infine, una considerazione: la (discutibile) postfazione di Roberta Tatafiore mette in dubbio che Holmes sia davvero finito vittima dell’ AIDS, sostenendo che la sua morte fosse dovuta piuttosto ai suoi otto pacchetti di sigarette il giorno, all’abuso di droghe e di alcool. Holmes era già un uomo morto prima che AIDS se lo portasse via. Dal di fuori, si può solo notare che l’una cosa non escluda l’altra e che ci possano essere state delle concause.


 

giovedì 8 aprile 2021

CARNIVORA

 
 


Paolo Eleuteri Serpieri
CARNIVORA
Comic Art
1991, cartonato
64 pagine

Quarto capitolo della saga di Druuna. A questo link trovate la recensione del terzo, che rimanda a quelle dei capitoli ancora precedenti: https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/04/creatura.html.
Nonostante non si possa che rimanere a bocca aperta di fronte allo straordinario talento grafico di Paolo Eleuteri Serpieri, e alla formidabile efficacia con cui sono state realizzate alcune sequenze, tuttavia il racconto è meno riuscito rispetto ai precedenti tre episodi dal punto di vista narrativo. La storia, pur riuscendo a colpire e spiazzare in molti singoli e ben riusciti passaggi, è confusa nell'insieme. Difettano di chiarezza soprattutto nei dialoghi, farraginosi quando si tratta di fornire spiegazioni del complesso degli avvenimenti. Eppure, le singole sequenze sono non di rado magistrali: la trasformazione dei replicanti in creature aliene, il supplizio dei bozzoli, le scene di sesso violento, mostrano un Serpieri al massimo della forma, sicuramente uno dei migliori autori di fumetti al mondo. Al di là delle personali (e, per quanto mi riguarda, condivisibili) "ossessioni" del disegnatore (la sodomia nei confronti della sua eroina, la passione per le forme piene delle natiche e dei seni, il gusto per la rappresentazione della protagonista sempre svestita e spesso incatenata), Druuna continua ad apparire come metafora di una umanissima Eva in un universo di mostri, da cui subisce continue violenze. Mani deformi la palpano, creature orrende la violentano, la stuprano, se ne impossessano. Quando il rapporto amoroso è appassionato e goduto, si tratta di sogni: il suo amato non ha un corpo, è solo pensiero all'interno del computer. Il Doc che cerca di salvarla e di proteggerla è proprio lui, Serpieri: la bella scena in cui la raccoglie ferita a un fianco, scelta per essere messa in evidenza in quarta di copertina, è davvero paradigmatica dell'autentico amore dell'autore per la sua creatura.
In breve: scopriamo che Lewis è riuscito a trasferire sia la propria entità telepatica, sia quella di Schastar, di cui si è impadronito quando ha accompagnato la ragazza al suo cospetto, nel computer dell’astronave di Will, CP1, che comincia a mal funzionare. Druuna si risveglia, dopo essere stata sottoposta a indagini sul suo corpo e sulla sua mente da parte dei macchinari di bordo, in una realtà in cui anche la nave spaziale su cui è stata portata è caduta vittima di mostri simili a ragni che, dai loro bozzoli, tirano fuori replicanti dell’equipaggio. Doc, il medico di bordo, riesce (grazie alle informazioni che la visione di Schastar fornisce a Druuna) a riportare il velivolo indietro nel tempo, prima dell’incontro con l’anomalia spaziale che ha originato il caos.La manovra riesce, e l’equipaggio si ritrova sano e salvo. In una scena del finale, Doc rivive, mentre viene proiettato indietro nel tempo, una scena del proprio passato: si trova, giovane, ancora sulla Terra e rivede una sua antica compagna e la propria madre, mentre sembra sia in corso una sorta di caccia all’uomo da parte delle macchine. Uno spunto, veicolato dal film “Terminator”, che farà ritorno ne “Il pianeta dimenticato” e in “Clone”.



domenica 10 gennaio 2021

CROQUIS

 




Paolo Eleuteri Serpieri

CROQUIS

Bagheera

Prima edizione originale francese -  1995

cartonato - 80 pagine - p.n.i.

 

«Mi piace viaggiare fin da quando ero bambino - scrive Paolo Eleuteri Serpieri nella sua introduzione (che traduco dal francese) - forse per il fatto d'essere veneziano. Ho girato il mondo per oltre vent'anni, sia come turista, sia come invitato alle manifestazioni fumettistiche. Così, nel corso dei miei spostamenti, mi è capitato di incontrare delle donne. E' grazie ai miei disegni, realizzati lì per lì o un po' più tardi, che ho potuto conservare un ricordo di questi incontri. Un giornalista, ad Angouleme, nel gennaio 1994, mi pose una strana domanda: "Che ne pensa di quella ragazza che gestiva il vostro stand, l'anno scorso? Era identica a Druuna!". Restai interdetto. Quale ragazza? Possibile che, dopo tanti anni che cerco Druuna, avessi passato quattro giorni accanto a lei  senza vederla? In quel momento ho capito che stavo cerando l'impossibile e che, spesso, avevo incontrato Druuna senza rendermene conto. La Druuna  che io disegno, infatti, non è che la sintesi di tutte le donne incrociate nei quattro angoli del pianeta. Ho semplicemente preso il sorriso di Vanessa, i capelli di Monica, le curve del corpo di Greta, e così via. Di ritorno da Angouleme, ho cercato il mio carnet di schizzi, dimenticato da molto tempo in fondo a un cassetto. Quei disegni mi ricordavano con emozione di certi momenti particolari e indimenticabili che avevano segnato la mia vita: nomi, situazioni strani, città...».

Paolo Eleuteri Serpieri comincia così a presentare una serie di schizzi in bianco e nero  (croquis, in francese) raffiguranti nudi femminili (talvolta in azione rispetto a compagni maschili), divisi per capitoli: "Les Perverses", "Les impudiques", "Les Libertines".  Accanto a ogni disegno, un nome e un resoconto scritto sulla ragazza e su dove e quando il disegnatore l'ha incontrata.  I disegni sono sempre belli, anche se la qualità della riproduzione non è ottima. A volte, i soggetti sono molto audaci, in alcuni casi decisamente hard, spesso incompiuti. Il volume risale al momento di massima fama e fortuna di Serpieri in terra di Francia, grazie al successo della saga di Druuna. 


giovedì 20 aprile 2017

THE BIG BOOK OF PUSSY





THE BIG BOOK OF PUSSY
di Dian Hanson 
Taschen
2011, cartonato, 

374 pagine, 40 euro

Si tratta di uno dei cinque imperdibili e monumentali tomi dedicati dalla benemerita Casa editrice di Colonia, specializzata in libri di foto e illustrazione, ad altrettanti parti del corpo umano. Esistono infatti i "big book" riservati, oltre che alle pussy, ai breast, alle legs, al butt e ai penis. I testi sono multilingue (tra cui l'italiano) ma ovviamente sono le immagini a fare da padrone. Il grande formato enciclopedico consente una visione panoramica dei soggetti fotografati. La copertina, geniale, dotata di un lato A e di un lato B che mostrano appunto il davanti e il didietro di un bacino femminile, è corredata da una sovraccoperta di plastica trasparente con una mutandina nera che si può togliere mettendo a nudo quel che c'è sotto. Il sommario prevede una suddivisione per anni, a partire dal 1900 fino al 2011, in cinque grandi sezioni. Se si fosse voluto partire dalle raffigurazioni pittoriche il libro avrebbe potuto mostrare graffiti rupestri nelle caverne degli uomini primitivi, come spiega l'autrice, tanto il soggetto ha sempre interessato gli esseri umani. Si parte invece da fotografie dell'inizio del secolo scorso (una scena lesbo alquanto hairy) fino a recentissime rappresentazioni in 3D. Lo scopo è mostrare come si è evoluto nel corso dei decenni il gusto estetico sia nell'esibire (da parte della donna) che nel riprodurre (da parte del fotografo) il sesso femminile. Ci sono, ovviamente, immagini elaborate e di buon gusto artistico e pose triviali e ginecologiche, e tutte comunque hanno un senso perché se qualcuno le ha realizzate e riprodotte vuol dire che c'è sempre stato un perché, un bisogno da soddisfare, un tabù da infrangere, un gioco da giocare, un brivido da provare e far provare. E' interessante confrontare la parte al tutto, per cui la "pussy" ha sempre una corrispondenza estetica e caratteriale con la sorridente e complice proprietaria che la ostenta. Inoltre, il volume sfata la credenza (ammesso che ci sia chi la crede) che le "pussy" siano tutte uguali. Assolutamente no, come ben sanno gli intenditori.

sabato 15 aprile 2017

PORN TO BE ALIVE



PORN TO BE ALIVE
di AA.VV.
80144 Edizioni
2015, brossurato
220 pagine, 14 euro

Partendo dal presupposto che s', assolutamente, porn to be alive, il porno per sentirsi vivi (suvvia, senza il brividini del porno la vita non sarebbe speziata allo stesso modo), questa brillante antologia propone nove racconti in prosa e quattro brevi storie a fumetti, assolutamente hard e assolutamente gradevoli. Nessuna ipocrisia sul "porno d'autore, inteso nel senso che se una cosa l'ha scritta un famoso scrittore allora è erotismo e dunque la si accetta, mentre se la firma non è di quel tale che scrive sul giornale allora no, che schifo. I pornografi che hanno scritto (bene) i racconti di questo aureo libretto, pur niente affatto dilettanti allo sbaraglio (e di sicuro senza alcuna soggezione), non hanno voluto fingere di dedicarsi a raccontare nient'altro se non il sesso goduto. Peraltro, una autrice come Elena Bibolotti è tutt'altro che sconosciuta e fra i fumettisti spicca Giuseppe Manunta, la cui fama è internazionale. Si accusa spesso il porno di non essere sostenuto da una trama, come se, in quest'ambito, l'intelaiatura fosse importante e non contassero di più i particolari, i momenti, i passaggi, gli scambi, le danze dei corpi, le luci, i sospiri, i dettagli. Ma, in "Porn to be alive", l'accusa è ingiustificata perché tutti i racconti hanno una storia a sostegno. Una chicca, senza pretese, ma una chicca.

giovedì 16 marzo 2017

EROS & COMIC ART



EROS & COMIC ART
a cura di Giuseppe Pollicelli
Little Nemo
2017, brossurato
280 pagine, p.n.i.

Ci sono cataloghi preziosi come alcune delle opere di cui offrono la riproduzione. Questo, per esempio, raccoglie le immagini di tavole e illustrazioni di un gran numero di disegnatori italiani e stranieri (ma soprattutto italiani, che nel genere siamo dei maestri), riguardanti l'erotismo a fumetti, radunate per essere messe all'asta Torino il 24 marzo 2017. Sono rappresentati autori di serie A e di serie B, con alcuni di serie B più bravi di quelli di serie A. Di moltii capita, sfogliando il voluminoso libro, di scoprire il nome dopo aver riconosciuto una mano da sempre considerata anonima. Quanti hanno ammirato le copertine di "Lucifera" senza sapere che il talentuoso autore era Averando Ciriello, superbo (e da poco scomparso) cartellonista cinematografico? E sapevate che il disegnatore di Nonna Abelarda, Nicola Del Principe ha illustrato "Fiabe Proibite" e "Messalina"? E che a realizzare graficamente il mitico Lando è stato Giuseppe Montanari, acclamato autore di Dylan Dog? Insomma, non ci sono soltanto Milo Manara o Guido Crepax, e neppure solo Leone Frollo o Paolo Eleuteri Serpieri, a fare la storia del fumetto erotico di casa nostra, ma anche Alessandro Biffignandi, Sandro Angiolini, Giovanni Romanini, Birago Balzano o, per citare nomi più contemporanei, Giovanna Casotto e Bruno Brindisi. A questi si aggiungono maestri "prestati" all'erotismo come Magnus, Guido Buzzelli, Giuseppe Viglioglia e molti altri. Insomma, l'arte erotica e la Comic Art sono un mare magnum da scoprire e da esplorare. Giuseppe Pollicelli, partendo dalle immagini messe all'asta, propone le schede biografiche di quasi tutti gli autori (salvo un paio di cui proprio manca ogni notizia). Ma è intetessantissima la prefazione di Tinto Brass, che scrive un articolo intelligente e folgorante, a partire dalla citazione iniziale di Pasolini, secondo il quale i moralisti "non sono capaci di distinguere la barzelletta del marito cornuto da una novella di Boccaccio". E qual è la differenza fra erotismo e pornografia? Secondo Brass, "la pornografia sta all'erotismo come il pompino alla fellatio".