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domenica 9 marzo 2025

SOPRAVVISSUTO – THE MARTIAN

 
 

 
Andy Weir
SOPRAVVISSUTO – THE MARTIAN
Newton & Compton
2014, cartonato
380 pagine

Si dice, di solito, che “era meglio il libro”. Nel caso di “The Martian”, pubblicato negli USA nel 2014 (dopo una prima edizione autoprodotta in ebook uscita nel 2011) e tradotto in italiano nello stesso anno, non sono così certo che si possa ripetere la frase fatta. Questo soprattutto perché la forza delle immagini della versione cinematografica che Ridley Scott ha tratto nel 2015 dal romanzo aggiunge e non toglie emozioni alle pagine di Andy Weir (classe 1972). Ma, di certo, “The Martian” è un gran bel libro, e se una volta tanto forse è “meglio il film” è per i meriti della pellicola e non per demerito del racconto scritto. Che, anzi, approfondisce di più gli aspetti scientifici di ogni singola soluzione trovata dall’astronauta Mark Watney, interpretato sullo schermo da Matt Damon. Astronauta creduto morto durante una tempesta di sabbia che costringe i suoi compagni, giunti in missione esplorativa sul Pianeta Rosso, a lasciare il suolo marziano in modo drammatico e frettoloso. Ma Watney in realtà è vivo e si trova solo su Marte, impossibilitato persino, inizialmente, a comunicare con la Terra. Si tratta indubbiamente di una versione spaziale del Robinson Crusoe di Daniel Defoe, con un naufrago che cerca di sopravvivere con i pochi mezzi a sua disposizione. Weir descrive minuziosamente gli stratagemmi di Mark per ricavare una scorta di acqua, di ossigeno, di cibo, sulla base di tecnologie e procedimenti scientificamente plausibili. Seguiamo Watney nel suo (riuscito) tentativo di coltivare patate nel terreno del pianeta alieno, e ci viene in mente il racconto “I fondatori” (Founding Fathers) scritto da Isaac Asimov nel 1965 in cui sono i cadaveri degli astronauti naufragati su un pianeta inabitabile a fertilizzare il terreno e a creare le condizioni per la terraformazione grazie alle specie vegetali da loro coltivate. Ma tra i precedenti c’è anche il romanzo “Martirio lunare” (The Moon is Hell!”, 1950) di John W. Campbell, che descrive la lotta per sopravvivere in un ambiente ostile, quello lunare, di un gruppo di astronauti in attesa di una spedizione di soccorso. Spedizione di soccorso che anche Mark Watney attende per centinaia di “sol” (così sono chiamati i giorni marziani), dovendo percorrere migliaia di chilometri sul suolo di Marte per raggiungere il punto da cui venire prelevato. Ciò che colpisce è non soltanto la lucidità con cui il naufrago affronta uno alla volta i problemi che gli si parano davanti, ma anche la sua incrollabile fiducia di riuscire a superarli. Mancano, e questo un po’ dispiace, le pagine che indaghino invece sui dubbi e lo sgomento dell’uomo di fronte alla concreta possibilità di una morte imminente. Mark sembra non avere una famiglia a cui pensare (ha due genitori a malapena citati), una donna che lo aspetta, un gruppo di amici di cui avere nostalgia, a parte l’equipaggio di colleghi a cui cerca di ricongiungersi. Questo anche perché la descrizione di ciò che Watney fa è affidata a quanto lui stesso racconta in un diario giornaliero in cui si limita ad annotare i fatti e non le emozioni. Il narratore diventa invece impersonale quando lo scrittore descrive ciò che accade sulla Terra. Comunque sia, è meglio il film, ma anche il romanzo è tanta roba.



martedì 4 gennaio 2022

BLU TRAMONTO

 

 





Leo Ortolani BLU TRAMONTO Feltrinelli Comics cartonato, 2021 226 pagine, 22 euro
  Continua la collaborazione fra Leo Ortolani e la ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Ne avevamo già parlato recensendo il libro "Luna 2069", come potete leggere qui: http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2020/04/luna-2069.html In quel precedente volume, tra una gag e l'altra, Ortolani aveva ripercorso tutte le tappe della conquista della Luna (in barba ai negazionisti dello sbarco). Adesso, in "Blu tramonto", l'azione si sposta su Marte. Anche in questo caso l'autore trova il modo di raccontare gli innumerevoli tentativi terrestri di inviare sonde sul Pianeta Rosso, a partire dal 1960: ci provarono per primi i russi, in una gara serrata con gli americani. Nel 1971 i sovietici fanno atterrare un primo lander, che però funziona solo per 15 secondi; nel 1976 fanno meglio gli statunitensi con i Viking. Il racconto di Ortolani è ambientato alcuni decenni nel futuro, dopo un primo sbarco di esseri umani su Marte. Esseri umani che, annoiati dall'essersi ritrovati su un pianeta arido e senza vita, se ne vanno lasciando uno di loro, unica sentinella volontaria e solitaria. Solitaria non del tutto, visto che l'ingegner Petorelli, così si chiama o si fa chiamare, ha per compagno immaginario Nicholas Cage (proprio l'attore) e vive una romantica storia d'amore con una colonia di batteri metanogeni che hanno preso le sembianze (attingendo dai segreti desideri dell'umano) di una bellissima fanciulla. Si ride parecchio (Ortolani si conferma umorista e fumettista eccelso) e si trova la risposta al perché Marte sia rimasto senz'acqua.

giovedì 25 novembre 2021

HOMO CAELESTIS

 


Tommaso Ghidini
HOMO CAELESTIS
Longanesi
cartonato, 2021
224 pagine, 18 euro

Un libro di cui è facile innamorarsi, se si è sognatori, se si crede nel progresso dell'umanità, se ci si incanta davanti al cielo stellato, se si è affamati di nuove scoperte e di nuovi orizzonti. Tommaso Ghidini, con la penna intinta nel cosmo, racconta con entusiasmo contagioso, da abile affabulatore e da competente qual è (ingegnere spaziale e portavoce dell'ESA), l'avventurosa storia delle esplorazioni astronautiche e prospetta quelle, incredibili, che ci aspettano nei prossimi anni (spero di vivere abbastanza a lungo di assistere alle più vicine). Vengono narrati successi e fallimenti, tragedie e imprese leggendari, ma soprattutto si smontano una per una le assurde teorie di chi vorrebbe bloccare i programmi spaziali perché ci sono problemi da risolvere sulla Terra. Come se la ricaduta tecnologica dei progetti astronautici non avesse contribuito (e continui a contribuire) allo sviluppo dell'intero pianeta, come se i progressi nella conoscenza e nella scienza non aiutassero il progresso complessivo dell'umanità, come se non ci si dovesse preparare a un futuro (e probabilissimo) impatto di qualche colossale meteorite, e via dicendo. "Dallo spazio non si vedono i confini", disse un astronauta guardando la Terra dall'alto. Dovrebbe bastare questa visuale dall'alto a mettere tutti d'accordo.

martedì 14 aprile 2020

STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE





Bepi Vigna - Sergio Giardo
STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE
Sergio Bonelli Editore
2019, cartonato
146 pagine, 19 euro


Realizzato in collaborazione con le Agenzie Spaziali italiana ed europea nel quadro di un'operazione di promozione delle attività astronautiche del Bel Paese e del Vecchio Continente, questo bel volume racconta dell'incontro fra Nathan Nevere (personaggio immaginario) e Luca Parmitano (personaggio reale) nella Stazione Spaziale Internazionale, di cui Parmitano è stato anche il comandante dopo aver compiuto numerose missioni come astronauta. Il bello è che Nathan Never è da sempre il personaggio dei fumetti preferito da AstroLuca, il quale pare sia stato particolarmente felice di vedersi raffigurato come personaggio nella storia a fumetti scritta da Bepi Vigna (uno dei tre creatori dell'Agente Alfa, con Michele Medda e Antonio Serra) e disegnata da Sergio Giardo (attuale copertinista degli albi di Nathan Never). La storia, semplice ma efficace, vede l'Agente Alfa (e l'equipaggio che con lui, nel suo tempo spostato nel futuro rispetto alla nostra realtà, sta collaudando un nuovo tipo di velivolo spaziale) rimanere vittima di un vortice temporale e venire messo in pericolo da un ignoto sabotatore. Tornato nel passato e trovatosi di fronte la Stazione Spaziale con Parmitano a bordo, Nathan Never riceve l'aiuto che gli serve per tornare là da dove era partito, non senza aver dovuto faticare un bel po' per convincere gli astronauti del 2019 a credere alla sua storia. Alla fine del racconto ci sono alcune pagine di redazionali promozionali, tecnici e scientifici, che spiegano le attività di Asi ed Esa. Un bel volume, da conservare e da regalare.

lunedì 6 aprile 2020

LUNA 2069




Leo Ortolani
LUNA 2069
Feltrinelli
2019, cartonato
242 pagine, 20 euro


Realizzato con la sponsorizzazione delle Agenzie Spaziali italiana ed europea in occasione del cinquantennale della conquista della Luna da parte dell'equipaggio di Apollo 11, questo divertente ma anche documentato e a tratti commovente volume a fumetti conferma il grande talento di Leo Ortolani, che si dimostra in grado di affrontare qualsiasi argomento (del resto, "Cinzia" aveva già tolto ogni dubbio in proposito, se mai ce ne fossero stati). "Luna 2069" ripercorre tutte le tappe della gara spaziale fra sovietici e americani negli anni Cinquanta e Sessanta, mentre porta avanti una storia contemporanea e una che si svolge ancora cinquant'anni più avanti nel tempo, nel 2069, quando già sul nostro satellite naturale ci saranno (così almeno viene pronosticato) le installazioni di una base lunare. Protagonisti del racconto sono l'astronauta italiano Fortunato (chiara controfigura di Luca Parmitano) e il miliardario Mask, interpretato da un simil Rat-Man (chiara controfigura del patron della Tesla, Egon Musk, tycoon con ambizioni di imprenditore dello spazio. Musk vuol battere le missioni governative sbarcando per primo sulla Luna nell'anno del cinquantennale e per farlo ingaggia Fortunato. Con grazia, poesia, umorismo, satira e alcune pagine di documentazione sulla stazione internazionale orbitante (di cui Parmitano è stato anche comandante), Ortolani porta avanti un racconto forse un po' più lento delle storie di Rat-Man ma, alla fine, godibilissimo.