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sabato 10 aprile 2021

SOTTOSOPRA 2




 
 
Riccardo Crosa
Luca Enoch
SOTTOSOPRA 2
Sergio Bonelli Editore
2020, cartonato
74 pagine, 19 euro


Di "Sottosopra" parte prima abbiamo già parlato in questo spazio. Qui trovate la recensione: http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/01/sottosopra.html
Di punto in bianco, la gravità si è invertita, anche se solo per uomini e animali. Come spiega l'intraprendente teenanger Giorgia all'amico Alessandro (i due giovani protagonisti), "la materia viva organica cade verso il cielo e quella inorganica verso terra". Però, poi, dice anche: "Il fiume è sparito! Tutta l'acqua di questo fottuto pianeta è volata via!". Quindi ci sono delle eccezioni, dato che l'acqua non è materia viva organica. Però, il succo è che all'improvviso, non si sa perché chi si trova all'aperto viene proiettato verso lo spazio. Se il primo volume si poteva leggere in modo autonomo, risultando autoconclusivo (anche se con un finale aperto e la situazione non risolta), il secondo si riallaccia strettamente al primo e si interrompe sul più bello rimandando al terzo. Alla realtà già descritta nell'episodio di esordio vengono aggiunti nuovi elementi. Alla setta di fanatici che predicano il suicidio (e a volte lo impongono) saltando verso il cielo, si oppone l'esercito che, nel modo peggiore possibile, di prendere in pugno la situazione. Ma, in generale, lo scenario è quello post-apocalisse, da fine del mondo, civiltà finita e pochi sopravvissuti, senza troppe speranze vista la mancanza d'acqua sul pianeta. Alessandro e Giorgia sono una sorta di novelli Adamo ed Eva che rappresentano ciò che resta dell'umanità in un mondo degenerato in un incubo. Bravo Enoch a inventare situazioni sottosopra e ancora più bravo Crosa nel visualizzarle.

sabato 6 febbraio 2021

LA FINE DEL MONDO

 
 



 
Alfredo Castelli
Giovanni Freghieri
Tiziano Sclavi
LA FINE DEL MONDO
Sergio Bonelli Editore
cartonato, 2020
180 pagine, 19 euro

Nell’ottobre del 1990 e poi in quello del 1992 uscirono in edicola due albi speciali di Martin Mystère in coppia con Dylan Dog, scritti da Alfredo Castelli insieme a Tiziano Sclavi: “Ultima fermata: l’incubo!” e “La fine del mondo”. Le storie erano state precedute da apparizioni “cameo” negli albi regolari delle rispettive serie. Il team-up fra il Detective dell'Impossibile e l'Indagatore dell'Incubo era stato fortemente voluto dal BVZA, che riuscì a convincere Sergio Bonelli e il Tiz che, stando a quanto racconta Castelli stesso nella postfazione al volume cartonato che ha ristampato la prima avventura, non erano, inizialmente, del tutto entusiasti e che, in corso d'opera, pare avessero palesato qualche mugugno. Ma il redazionale dell'albo che pubblicò il secondo team-up rivela che cosa accadde: "Il primo DD & MM, in realtà, doveva rimanere un numero unico, ma le vendite stratosferiche e, soprattutto, le vostre lettere hanno convinto Bonelli a dargli un seguito". Se: "Ultima fermata l’incubo" (di cui abbiamo parlato in questo blog, come potete vedere cliccando) era stato scritto da Castelli e supervisionato da Sclavi, "La fine del mondo" venne scritto da Sclavi e supervisionato da Castelli: si è così potuto notare il differente approccio alla narrazione, decisamente più “martinmysteriano” in un caso e più “dylandoghiano” nell’altro”. Nel 2018 c'è stato un terzo team up, "L'abisso del male", scritto da Carlo Recagno (e allargato anche alla partecipazione di Zagor). Tutti e tre gli incontri sono stati realizzati graficamente da Giovanni Freghieri. Nel Nel 2019 e nel 2020 la Bonelli ha ripubblicato le prime due avventure in altrettanti volumi cartonati. Rileggendo "La fine del mondo" (che inizia esattamente là dove si era interrotto l'episodio precedente, ma che poi prende del tutto un'altra strada, anzi, parecchie altre strade) si nota come Sclavi, per scelta o per istinto, non abbia cercato in alcun modo di "mysterizzare" la sua storia (mentre Castelli si era sforzato di "dylaniare" la sua), dando vita a una sorta di Hellzapoppin' apparentemente senza né capo né coda, giocato comunque sui prodromi dell'Apocalisse e sulle visioni della Fine del Mondo, in cui la suggestione delle immagini e dei paradossi conta più che il senso logico e la sensatezza del narrato. Se Castelli, in Martin Mystère, offre tutta la documentazione utile al racconto, Sclavi a un certo punto, quasi provocatoriamente, inserisce alcune informazioni scientifiche su un animale inesistente, un insetto, ma precisa, rivolgendosi direttamente al lettore: "di biologia non so un granché". Tutta la storia è percorsa del resto da tentativi, riusciti, di marcare le differenze tra Dylan e Martin, che si riempiono di cazzotti a ogni più sospinto, e, pare di capire, fra Sclavi e Castelli. Scrive Franco Busatta nella sua postfazione: "Se questa storia non ha rappresentato la fine del mondo, di certo ha siglato la fine del loro sodalizio". Sodalizio di cui lo stesso Busatta traccia la storia, iniziato con qualche primo incontro al salone di Lucca, dove il giovane Tiziano andava da semplice lettore accompagnato dalla madre, e proseguito nella redazione del Corriere dei Ragazzi prima dello sbarco di entrambi, in tempi diversi, in casa Bonelli. "Quando i Nostri si ritrovarono a unire gli ingegni per mettere in cantiere questo team up, le loro carriere erano al top e le loro visioni autoriali, ormai perfettamente focalizzate, avevano preso strade molto lontane, per lo stile di scrittura e per il modo in cui l'immaginifico, la scienza, il fantastico e l'inconoscibile venivano trattati. Sempre lirico, elusivo e labirintico quello sclaviano, mentre quello castelliano si distingueva per la netta vocazione alla divulgazione. Non è quindi un caso, che dopo 'La fine del mondo', i loro due sentieri non si siano più incrociati, se non in maniera sporadica", scrive ancora Busatta. Una annotazione a proposito dell'insetto immaginario la cui estinzione (a causa di una imprevedibile pioggia nel deserto di Atacama, in Cile, dove non piove mai) causa la fine del mondo con la complicità degli alieni del pianeta AIW (acronimo anche di "Alice In Wonderland") e di un ragazzino dotato di poteri paranormali che si mette in contatto con loro grazie a un computer costruito con una vecchia macchina da scrivere e la tromba di un grammofono. L'insetto si chiama Pisum Alatum. Lo stesso nome dato da Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, a un rarissimo coleottero che Cico usa come esca per pescare nel classico zagoriano intitolato "Il mostro della laguna". Peccato che Giovanni Freghieri, per il resto inappuntabile, non gli abbia dato lo stesso aspetto

sabato 9 gennaio 2021

SOTTOSOPRA

 

 
 
Riccardo Crosa
Luca Enoch
SOTTOSOPRA
Sergio Bonelli Editore
cartonato, 2019
80 pagine, 19 euro

Immaginate che, di punto in bianco, la gravità si inverta. Ovvero, non proprio così. Come spiega l'intraprendente teenanger Giorgia all'amico Alessandro (i due giovani protagonisti), "la materia viva organica cade verso il cielo e quella inorganica verso terra". Però, poi, dice anche: "Il fiume è sparito! Tutta l'acqua di questo fottuto pianeta è volata via!". Quindi ci sono delle eccezioni, dato che l'acqua non è materia viva organica. Però, il succo è che all'improvviso, non si sa perché chi si trova all'aperto viene proiettato verso lo spazio. "La Terra è un organismo senziente e si sta liberando della perniciosa razza umana che l'affligge da millenni", azzarda un commentatore della TV, sopravvissuto all'apocalisse, però se così fosse si sta liberando anche di tutte le specie animali. Alessandro ha perso suo padre, sceso avventatamente di macchina dopo essere finito sul soffitto dell'abitacolo subito dopo il ribaltone. Giorgia ha visto cadere in cielo entrambi i genitori che stavano facendo colazione in terrazza. Ma anche chi si trovava al chiuso ha fatto, spesso, una brutta fine: dipende da quant'era alto il soffitto, contro cui in molti si sono spiaccicati. Non è chiaro quanti siano i sopravvissuti, è chiaro però che si è subito creata una sorta di setta religiosa, soprannominata degli "ascensionisti", che attribuendo al castigo di Dio il misterioso fenomeno, spinge i superstiti a gettarsi volontariamente verso il cielo e ci getta anche contro la loro volontà quelli che non intendono farlo, di cui vanno a caccia. Luca Enoch, nella postfazione, ricorda di aver usato una trovata del genere (quella del mondo sottosopra) in un albo di Gea del 2002. Io rammento una storia di Don Rosa in cui la gravità è orizzontale. Comunque sia, la situazione post apocalittica è drammatica e coinvolgente, e non si può che applaudire all'interpretazione grafica di Riccardo Crosa (valorizzata dai colori di Paolo Francescutto) , bravissimo nel capovolgere il mondo. Testi e disegni di puro fumetto. Pare che la serie completa conterà tre numeri.

venerdì 24 febbraio 2017

L'ULTIMO CRIMINE




L'ULTIMO CRIMINE
di Ben H. Winters
Piemme
2016, cartonato
310 pagine, 17.90 euro

La trilogia gialla dell'asteroide in rotta di collisione verso la Terra giunge a conclusione. O almeno così sembra, anche se potrebbe esserci lo spazio per proseguire visto che il finale del terzo romanzo lascia ancora un piccolo spazio di manovra. Ho già parlato, qui sopra, dei primi due titoli della serie di Ben Winters: "Un omicidio alla fine del mondo" e "Il conto alla rovescia". Protagonista ne è un poliziotto (poi ex-poliziotto, visto il "rompete le righe" collettivo che si è data l'intera umanità), Hank Palace. Con lui, il cane Houdini incontrato nel primo racconto, ambientato sei mesi prima dell'impatto. Il secondo ci aveva portato a settanta giorni. Adesso siamo a meno di una settimana. Della civiltà come la conoscevamo è rimasto ben poco, e proprio il disfacimento sociale è l'aspetto più interessante della trilogia, che però conserva le caratteristiche della narrativa poliziesca. Palace, in qualche modo e come può, indaga comunque su dei casi misteriosi: omicidi, scomparse di persone, ricostruzione di eventi sulla base di indizi. A pochi giorni dalla fine del mondo (in realtà non è possibile prevedere che conseguenze avrà in Nord America la caduta di un asteroide di sette chilometri di diametro sopra l'Indonesia) Hank decide di lasciare un rifugio che offre qualche possibilità di sopravvivenza per cercare sua sorella Nico, sparita dopo essersi unita a una setta complottista convinta che il Governo nasconda la verità sulla catastrofe imminente. Le indagini lo portano in una piccola cittadina, praticamente deserta, dove il gruppo di Nico sembra aver allestito un bunker sotterraneo. Nei paraggi, una comunità Amish che non ha contatti con il resto del mondo non sa ancora nulla dell'asteroide in arrivo. Il meccanismo giallo in questo romanzo è più labile, ma si resta con il fiato sospeso in attesa dell'impatto...

giovedì 16 febbraio 2017

UN OMICIDIO ALLA FINE DEL MONDO


UN OMICIDIO ALLA FINE DEL MONDO
di Ben H. Winters
Piemme
2016, cartonato
320 pagine, 17.90 euro

Cosa fareste se fosse data la notizia che fra meno di un anno un asteroide di quasi sette chilometri di diametro si schianterà contro la Terra? Il detective Hank Palace, ostinato poliziotto in servizio a Concord, nel New Hampshire, continua a fare il suo lavoro: indaga sui casi di omicidio, mentre il mondo attorno a lui va a rotoli. A sei mesi dall'impatto, ci sono già evidenti segni di disgregazione sociale: ognuno si prepara a modo suo per la fine del mondo, anche se ancora non si sa dove cadrà Maia (così è stata chiamata la pietra in rotta di collisione e in rapido avvicinamento) e non sono chiari gli effetti: di sicuro la maggior parte della popolazione mondiale morirà subito o quasi subito, per i superstiti (se ce ne saranno) si tratterà di resistere a un lungo oscuramento del sole causato dalla polveri sollevate nell'atmosfera, che provocheranno la fine della vita vegetale basata sulla fotosintesi. C'è chi reagisce alla prospettiva drogandosi, chi finendo preda di deliri religiosi, chi abbandona la famiglia per realizzare una lista di ultimi desideri, e chi si suicida. Proprio un caso (fra i tanti) di suicidio attira l'attenzione di Palace: Peter Zell, assicuratore apparentemente impiccatosi con la cintura dei pantaloni nel bagno di un MacDonald's, secondo Hank in realtà è stato ucciso. Ma che senso ha cercare un assassino, ammesso che di omicidio si tratti, mentre il mondo sta per finire? Il giallo, che pure è un giallo coi fiocchi, è soltanto un pretesto per provare a immaginare come potrebbe essere il conto alla rovescia verso l'apocalisse. Attorno a Palace si intrecciano storie personali, d'amicizia, d'amore e di famiglia. Hank ha una sorella, Nico, entrata a far parte di una sorta di setta complottista convinta che il Governo nasconda la verità e ci sia qualcosa riguardante Maia che non viene detta; si innamora di una donna che però gli viene quasi subito uccisa sotto gli occhi; rischia di farsi arrestare per abuso d'ufficio e di attendere la fine del mondo dietro le sbarre di una cella, magari abbandonato dagli stessi carcerieri. Però, nonostante tutto, Palace indaga: e il caso di Peter Zell si rivela sintomatico rispetto appunto al dramma che l'umanità sta vivendo. "Un omicidio alla fine del mondo" è il primo capitolo di una trilogia che scandisce il conto alla rovescia verso l'impatto. Si può leggere autonomamente ma fa venire voglia di scoprire il seguito: anche perché nelle ultime pagine viene rivelato dove cadrà Maia.