sabato 31 gennaio 2026

FILOSOFI IN LIBERTA'

 

Umberto Eco
FILOSOFI IN LIBERTA’
La Nave di Teseo
2022, cartonato
226 pagine, 12 euro

Che Umberto Eco fosse, oltre che illustre studioso e acclamato scrittore, anche un solenne giocherellone è cosa arcinota. Senza bisogno di citare (ma intanto la cito) la sua traduzione degli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau, e neppure di far correre il pensiero (ma intanto il pensiero ci corre) alle parodie letterarie del “Diario minimo”, basterà dire che sono innumerevoli i suoi articoli e i suoi interventi sull’enigmistica e i giochi di parole (e altri pieni di giochi enigmistici e di parole di propria invenzione), così come lo ricordiamo per testi decisamente umoristici scritti per le sue rubriche su alcune riviste o come divertissement. Esilarante, per esempio, il suo elenco di quaranta regole per scrivere bene in italiano, pubblicato in una "Bustina di Minerva" su "L’Espresso". 
Un convegno di studi dell’Università di Bari si intitolò, non a caso, “Umberto Eco, il giocoliere dell’intelligenza: l’umorista, il filosofo, il narratore”. Esattamente queste tre figure sono rappresentate in “Filosofi in libertà”, aureo libello (citando Vittorio D'Aste) contenente ventidue componimenti umoristici che scherzano, in modo irriverente ma affettuoso, su illustri pensatori e scrittori. Componimenti ritmati in versi di varia metrica, ma sempre scandibili da chiunque, su esempi che vanno dalla Vispa Teresa al Signor Bonaventura, dalla donzelletta leopardiana al decasillabo dei manzoniani squilli di tromba. 
Dopo aver riassunto in filastrocche le dottrine dei filosofi più famosi, da Aristotole a Karl Marx, riuscendo in sintesi perfette più efficaci di un Bignamino, Eco si dedica a un elenco di scrittori (Proust, Mann, Joyce, Sofocle, Manzoni) e prova persino a cambiare i testi di alcune celebri canzonette per fare parodia sui più sommi autori di trattati filosofici. Per esempio, “Canto quel motivetto che mi piace tanto” diventa «Kant / filosofetto che mi piace tant». 
Il primo componimento si intitola “I presocratici” e i versi iniziali fanno così: «Nel dì che gli Argivi / vivevan beati / correndo giulivi / per boschi e per prati / alcuni messeri / con tono profondo / si chiesero seri: / “di che è fatto il mondo?”». Ai componimenti si aggiungono quindici vignette satiriche in tema, disegnate con mano felice dallo stesso Eco. 
Sempre lui, il semiologo piemontese, firma una “Nota dell’autore” in cui spiega che le sue filastrocche (di cui “Filosofi in libertà” costituiscono una limitatissima raccolta, avendone egli composte molte altre) sono state da lui improvvisate “durante convegni noiosissimi” e lette poi nei bar, a congresso finito, a un uditorio di divertiti colleghi. Prima di arrivare all’edizione de La Nave di Teseo del 2022, alcuni componimenti erano stati raccolti nel 1958 dalla Casa editrice Taylor in volumetto rilegato tirato in soli cinquecento esemplari numerati. Spiega Eco, concludendo la sua introduzione: «L’alto ideale etico che ha dominato ciascuna di queste esercitazioni conviviali è sempre stato quello di una assoluta correttezza scientifica. E questo sia di monito per le generazioni a venire: scherzare sì, ma seriamente».
Musica per le mie orecchie, autore a mia volta di (assai meno dotte) filastrocche e avido lettore di libri come "Biancaneve i settenari" o "L'urlando furioso", di cui ci siamo occupati  in questo stesso spazio.
 




martedì 6 gennaio 2026

BRIAN THE BRAIN L’INTEGRALE



 
Miguel Angel Martin
BRIAN THE BRAIN
L’INTEGRALE
Nicola Pesce Editore
2015 – cartonato
b/n – 470 pagine -Euro 25.00

“Ho conosciuto Brian The Brain agli inizi degli anni Novanta, quando sono andato al Salon del Comic di Barcellona. In una fanzine molto colta, Krazy Komics, mi appaiono due pagine, pulitissime, asciutte, cariche di emozioni varie e contrastanti, che mi rimasero impresse nella memoria e nel cuore”, racconta nella sua prefazione Jorge Vacca, il primo editore di Brian in Italia. Il quale prosegue: “Due anni dopo torno al Salone e un caro amico mi presenta Miguel Angel Martin, una persona amabile, gentile, solare, a cui piace il vivere. Ma al di là delle qualità umane, il suo profilo artistico confina con il genio. La nostra amicizia è cresciuta attraverso le vicende giudiziari, saloni di fumetti, centri sociali e, principalmente, trattorie e bar. In quegli anni usciva in Spagna il primo albo di Brian The Brain. Appena arriva nelle mie mani, ricordo subito le due pagine viste anni prima: di nuovo fa una breccia nel mio intelletto. Mai fino a quel momento avevo letto un fumetto del genere, dove tutti i sentimenti contrastanti erano condensati in trentadue pagine. Un gioiello letterario e grafico”.

L’editore fa cenno ad alcune vicende giudiziarie. Assurdo, ma vero. 
Nel maggio del 1995 la Digos sequestra nella sede delle Edizioni Topolin albi e tavole originali di  Miguel Angel Martin, quelle del suo volume Psycho Pathyas Sexualis, incurante del valore artistico dell’opera e della fama mondiale dell’autore spagnolo (definito dal Time “uno dei migliori fumettisti europei” e incluso dalla rivista The Face  nella lista dei disegnatori del secolo). L’accusa è di istigazione al delitto e al suicidio. Nel 1997 giunge, fortunatamente, l’assoluzione. Quelli erano gli anni del processo, altrettanto assurdo, a un gruppo di disegnatori e sceneggiatori della rivista Intrepido. Chi volesse saperne di più, può leggere un mio articolo sulla vicenda pubblicato sul blog “Freddo cane in questa palude” (cliccare dove evidenziato).

Ma torniamo a Brian The Brian – L’integrale, volume pubblicato da Nicola Pesce Editore. Brian è un bambino nato deforme (senza calotta cranica) ma con poteri paranormali superiori, a causa degli esperimenti fatti da una società biotech sul corpo della madre - che sottoponeva come cavia volontaria a radiazioni e a farmaci. Vediamo Brian crescere per tutto il volume fino alla morte, attraversando incubi tecnologici e abissi di disumanità, dotato però di una purezza e una delicatezza tutte sue a contatto con altri bambini ammalati o handicappati o freak, messi a confronto con persone ritenute "normali", ma non meno mostruose. 
Un capolavoro inquietante, raggelante, angoscioso eppure accattivante. Martin ha portato avanti altre serie unite da questi comuni denominatori, tutt'altro che minimi. Una, Life fading, racconta di un individuo che fa il libero professionista che si occupa di staccare la spina ai malati terminali e nello stesso tempo di donare il seme per la procreazione in provetta. Un’altra, Bug, parla di un insetto che vive tra i peli pubici di una donna. Da leggere e da restare di stucco: mai disegni tanto semplici, quasi elementari, hanno avuto un simile potere sul lettore. Entrambe queste serie sono state raccolte in volume da Nicola Pesce.