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domenica 29 settembre 2024

AGOSTINO



Alberto Moravia
AGOSTINO
Bompiani
1989, brossurato
142 pagine, 8000 lire

A volte i libri devono aspettare il momento giusto della vita di un lettore per riuscire a farsi apprezzare, o addirittura amare. Confesso di aver avuto per la prima volta per le mani “Agostino”, di Alberto Moravia (1907-1990), durante gli anni del liceo, e di aver smesso di leggerlo, infastidito se non disgustato, dopo il primo capitolo, giunto a pagina venti. Mi era sembrato che l’argomento fosse un insano rapporto edipico fra madre e figlio, o quantomeno che si parlasse, più o meno morbosamente, di un adolescente attratto dal corpo della giovane mamma, o di lei innamorato. Mi parve qualcosa di cui non volevo sapere niente, e lasciai perdere il romanzo. Ma, convinto come sono che un libro iniziato lo si deve finire per forza, e con il bagaglio di letture e conoscenze maturato in oltre quarant’anni dal primo tentativo, eccomi a recuperare il racconto, anche perché, tutto sommato, poco più di cento pagine si leggono, volendo, in una sera. E mi sono accorto così che il romanzo comincia in realtà con il secondo capitolo, e la narrazione dà luogo a uno sviluppo del tutto diverso, in cui la figura della madre di Agostino si dissolve piano piano, fino a trasformarsi in qualcosa da cui il figlio si vuole allontanare, alla scoperta del resto del misterioso e conturbante universo femminile, e ancora di più alla scoperta del resto del mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1943 in una edizione semiclandestina a causa della censura fascista che giudicò il romanzo troppo scabroso (in realtà, anche i temi dell’omosessualità, della pedofilia e della prostituzione vengono affrontati senza compiacimento, per allusioni, lasciando immaginare cose non dette), si ebbe una edizione definitiva nel 1945, a guerra conclusa. La vicenda è ambientata durante un’assolata estate in Versilia, e Agostino, che frequenta uno stabilimento balneare riservato ai benestanti, scopre l’esistenza delle spiagge popolari dove bivaccano ragazzi di strada da cui viene “iniziato” alla vita così com’è, al di là delle protettive braccia della mamma, fuori dalla bambagia. Non gli si rivela il “male” del mondo, ma la sua “non purezza”. L'adolescente scopre che vivere è crescere, scegliere, imparare a cavarsela, a fidarsi e a non fidarsi. La scrittura di Moravia è magistrale. Insomma, lieto di averti ritrovato, Agostino.



domenica 7 marzo 2021

CHIAMATEMI EMANUELE

 


 
Giorgio Alloisio
Simone Balzano
Aurora Marchetti
CHIAMATEMI EMANUELE
Astromica
brossurato, 2019
100 pagine, 18 euro

"Astromica è una casa editrice di nuova generazione che, grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia, propone una nuova concezione di fumetto. Sono più di settanta la serie inedite che vengono pubblicate nei nostri portali telematici. Ora è nata anche l'edizione cartacea", spiega una nota in apertura di libro. E noi proprio della versione a stampa di una di questa ci stiamo occupando. "Chiamatemi Emanuele" è dunque uscita prima in rete, poi i sei capitoli iniziali sono stati raccolti in questo primo volume distribuito in alcune fumetterie e on line. Immagino ce ne saranno altri, perché la storia non si conclude. Di che storia si tratta? Giorgio Alloisio, uno degli sceneggiatori, ne racconta così la nascita: "Quando Simone Balzano mi ha proposto di raccontare la storia di una giovane transessuale, ho pensato: questo è pazzo. Non perché l'argomento non mi interessasse, ma perché - non essendo transgender - non ho mai vissuto questa esperienza e il rischio di sbagliare era altissimo. Poi ho capito che, in fondo, si parlava di una cosa che avevo vissuto: essere un adolescente e sentirmi un estraneo nel mio stesso corpo". Non si tratta della stessa storia affrontata da Fumettibrutti (Yole Signorelli) in "P. La mia adolescenza trans", ma certamente "Chiamatemi Emanuele" si inserisce nello stesso filone. Questa volta non si tratta di un passaggio da una identità maschile a una femminile, ma al contrario. L'adolescente Anna vuole diventare Emanuele. Balzano e Alloisio sembrano conoscere l'argomento, o almeno citato articoli di legge e raccontano un percorso credibile (dal punto di vista medico, farmacologico e psicologico) lungo il quale una ragazza possa effettivamente diventare un ragazzo. A complicare la vicenda ci sono non solo i problematici rapporti con i genitori (la madre accetta, il padre no - anzi, diventa attivista di una organizzazione politica fortemente ostile ai diritti LBGT), ma anche quelli con la fede (lo stesso protagonista, con tutta la famiglia, è credente e fa parte di una comunità parrocchiale che li ripudia). Ci sono poi i rapporti con gli altri ragazzi, di ambedue i sessi. I disegni di Aurora Marchetti, fortemente debitori verso le suggestioni manga, sembrano indirizzare il prodotto verso un target adolescenziale, coetaneo di Anna/Emanuele. L'argomento è trattato con misura e delicatezza, senza comunque sconti al dramma che, comunque lo si voglia vedere, vive chiunque attraversi un percorso di cambiamento di sesso.

domenica 19 giugno 2016

I NEOPLATONICI



I NEOPLATONICI
di Luigi Settembrini
Sellerio, 2001
brossura, 80 pagine
6.20 euro

Non inganni il titolo. Il libro non parla di filosofia, almeno non nella comune e più immediata accezione del termine. Si tratta, a tutti gli effetti, di un romanzo breve erotico, e per giunta dedicato a raccontare l'amore (vero, delicato ma completo e carnale) di due giovani adolescenti dell'Antica Grecia, Callicle e Doro. Dunque, si parla di un amore omosessuale. La storia, narrata in modo poetico e con incredibile candore ma senza tacer di nulla, colpisce soprattutto per l'anno in cui venne redatta (il 1859) e per il nome dell'autore: Luigi Settembrini. Vale a dire un rivoluzionario napoletano (1813-1876) protagonista dei moti antiborbonici del 1848 e autore del celebre "Protesta del popolo delle due Sicilie", per questo condannato a morte con pena commutata in ergastolo, quindi professore universitario e senatore del Regno dopo l'Unità. Insomma, un luminare. "I neoplatonici" venne scritto in carcere e rimase inedito fino al 1977, quando lo studioso Raffaele Cantarella ne scoprì il manoscritto fra i fogli dell'autore, che volontariamente li aveva celati per il loro contenuto scabroso. Dopo la prima edizione in cui Cantarella, non senza imbarazzo, provvide a inserire l'opera nel contesto di un interesse di Settembrini (sicuramente esistente) verso l'eros del mondo greco (il racconto è infatti estremamente dotto), Beppe Benvenuto cura dopo oltre vent'anni un nuovo ritorno alla ribalta commentando: "ci pare che che oggi il libretto possa essere apprezzato, persino meglio, senza troppe bardature erudite". Callicle e Doro (addirittura fratelli adottivi, essendo il primo andato ad abitare nella famiglia del secondo dopo la morte dei genitori) scoprono da soli la sessualità esplorando i propri corpi di giovinetti e vivono un amore libero senza paturnie. Forse era quello che Settembrini auspicava potesse accadere in un mondo utopico assai lontano dal suo e, purtroppo, anche dal nostro.