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sabato 19 novembre 2022

13

 


 

Nik Guerra
13
Edizioni Di
brossurato, 2022
126 pagine


Del talento di Nik Guerra come illustratore ci siamo già occupati in questo spazio (per esempio qui: https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2015/11/amara-vervelia-e-cripzia.html ). Il suo personaggio più famoso, Magenta, protagonista di raccolte di pin up e di graphic novel glamour-erotici, è noto anche al di là dei confini nazionali, e compare in alcuni racconti di questa antologia. Perché, appunto, di una antologia di racconti si tratta, tredici per la precisione. Tanti quanti gli sceneggiatori che hanno scritto per Nik una sceneggiatura a fumetti, di genere erotico, tutte di quattro tavole, che poi lui ha illustrato da par suo. Tredici sceneggiatori, peraltro, tra cui figurano nomi insospettabili o davanti ai quali levarsi tanto di cappello (io sono solo l'ultimo fra cotanto senno). Due le donne, che cito per prime: la giallista Cristiana Astori e Cristina Simonelli che, con lo pseudonimo di You Bad Girl ha assistito Nik in tutte le altre sue produzioni. Poi undici uomini, che cito in ordine alfabetico escludendo me: Jordi Bernet, Alfredo Castelli, Marco Delizia, Paolo Di Orazio, Massimo Giacon, Mario Gomboli, Celestino Pes, Pasquale Ruju, Franco Saudelli, Enrico Teodorani. Si noterà la presenza di due illustri disegnatori, che qui figurano come autori di testo: Bernet e Saudelli, messisi in gioco al punto da tirare in ballo rispettivamente Chiara di Notte e la Bionda. Ma anche Marco Delizia e Alfredo Castelli hanno prestato a Nik Guerra due loro personaggi: Ramba e Bloody Mary (la bella tenebrosa della strip “Zio Boris”). Puro horror (come c’era da aspettarsi), il racconto di Paolo Di Orazio e thriller (come poteva essere) quello di Pasquale Ruju. Imprevedibili i finali delle storie di Giacon e Gomboli, Teodorani affida a Guerra la sua pistolera Djustine, Pes sceglie di dedicarsi a Magenta. Di che cosa mi sono occupato io, nel mio racconto “Nato con la camicia”? Diciamo dei modi alternativi di usare la cravatta. Sono partito infatti dall’idea di sfruttare il talento di Guerra non solo in campo erotico ma come fashion designer, attento a usare i capi di abbigliamento come strumenti di seduzione (qui sotto una vignetta). Lieto di far parte dei tredici.
La squadra si allarga a Marco Grasso, autore di brillanti introduzioni a ciascuno dei racconti, e a Loris Cantarelli puntuale prefatore.
 
 

 


venerdì 3 febbraio 2017

DOSSIER MAGENTA



DOSSIER MAGENTA
di Nik Guerra
Edizioni Di
2016, brossurato
120 pagine, 20 euro

Se accettare un consiglio, non fatevi sfuggire nessun volume di Nik Guerra: e non lo dico solo ai maschietti, che si beano gli occhi di fronte alla bellezza intrigante dei personaggi femminili che escono dalle sue matite e dai suoi pennelli, ma anche alle fanciulle che sicuramente sapranno apprezzare acconciature, abbigliamento e accessori delle eroine raffigurate (e mai raffigurate del tutto nude o in pose oscene: solo seducenti). Con "Dossier Magenta", Guerra riporta sulle scene il suo personaggio più celebre e celebrato in mezzo mondo (quello almeno che non vela le donne): Magenta. E lo fa con una storia d'azione, di spionaggio, di sparatorie, di inseguimenti e vendette che si si susseguono dalla prima all'ultima pagina, senza che mai, però, le esplosioni e le sparatorie riescano a far passare in secondo piano la sinuosità delle forme delle belle donne sulla scena. Eric Stanton, Bill Ward, John Willie, Gene Bilbrew e chissà quanti altri autori fetish fanno parte dell'immaginario di Nik Guerra quando disegna le sue amazzoni dominatrici e volitive ma anche ammiccanti e seducenti. In "Dossier Magenta" le donne sono assolute protagoniste, sia dalla parte del bene che da quella del male. Gli uomini sono assolutamente superflui. Siamo a Parigi nel 1962: qualcuno distribuisce film hard con protagonista una sosia di Magenta, per screditare la dark lady che vive a Londra (ladra come nei migliori fumetti neri italiani, ma anche detective, alla maniera di Zakimort). L'attrice però muore strangolata sulla scena e il film, vero e proprio snuff movie, utilizzato per ricattare il riccastro colpevole dell'omicidio. Sembra di ritrovare Magnus & Bunker, nei loro migliori episodi di Kriminal. Anzi, di Satanik.

domenica 29 novembre 2015

AMARA, VERVELIA E CRIPZIA


AMARA, VERVELIA E CRIPZIA
STORIE BREVI DI BELLISSIME ZOMBIES
di Nik Guerra e Cristina You-Bad-Girl
Edizioni Di
2015, brossurato
116 pagine, 20 euro

"Nik è il diminutivo di Nicola, nonché l'anagramma di Ink, inchiostro", scrive di sé il disegnatore nelle Note in appendice. D'altro canto, "You-Bad-Girl" vuol dire "Tu, ragazzaccia", e dunque anche la sceneggiatrice si sceglie un nome d'arte che, in qualche modo, identifica la sua originale calligrafia applicata al fumetto dark, trasgressivo persino nei confronti della trasgressione. Già, perché Nik e Cristina trasgrediscono le regole dello splatter, dell'horror, dell'erotico e del macabro realizzando un volume che evita i luoghi comuni e spiazza il lettore: niente sesso, anche se le storie e i disegni sono carichi di sensualità; nessun morto, anche se abbondano le tombe; nemmeno un po' di paura, ma strizzate d'occhio ironiche e maliziose. Il che non significa che non ci siano emozioni: al contrario. Le figure femminili di Nik Guerra sono sempre estremamente conturbanti, e il loro abbigliamento (curato nei minimi dettagli) eccita più di un nudo integrale. Cristina You-Bad-Girl, dal canto suo, gioca con gli zombie, anzi, le zombie, ideando tre eroine (una diversa dall'altra) che non obbediscono alle regole di George Romero e non sono come la consuetudine prevede debbano essere. Amara Long, procace morta vivente sui tacchi a spillo, non mangia ma si rigenera venendo mangiata (in questo il segreto della sua immortalità); Vervelia Bones, pantera bionda, si risveglia in un cimitero per andare ad aprire ogni notte un negozio di tatuaggi e si nutre dell'acqua marcia dei vasi da fiori delle tombe; Cripzia Coffin, la più pericolosa delle tre, dorme in una bara e ne esce periodicamente per andare a nutrirsi di cervelli umani, ma andando in giro ai giorni nostri non ne trova più, così come sono spariti i negozi di dischi: "in che epoca di merda sono finita?", si chiede, poco prima di venire addirittura scambiata per una cosplayer. Le tre macabre vamp sono protagoniste di varie storie brevissime e divertenti, in cui gli ammiccamenti erotici si fondono con folgoranti frecciate di satira sociale e di costume. Non manca un incontro con Magenta, il più celebre dei personaggi usciti dal pennello di Nik Guerra. La seconda parte del volume, come era già successo con il precedente, presenta le bellissime matite del disegnatore e una carrellata di pin up a colori.