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sabato 3 aprile 2021

BREVE STORIE DELLE PSEUDOSCIENZE

 
 

 
 
Marco Ciardi
BREVE STORIE DELLE PSEUDOSCIENZE
Hoepli
2021, brossura
168 pagine, 14.90 euro


Nella sua introduzione, Marco Ciardi (docente di Storia della scienza all'università di Firenze) scrive: "La scuola è il luogo in cui si dovrebbe iniziare riflettere su cosa sia e come funzioni la scienza". A partire, evidentemente, da come si è evoluta nel corso dei secoli, mentre invece, purtroppo, si insegna la scienza senza la sua storia. Il breve e brillante saggio di Ciardi dimostra come il progressivo sviluppo delle conoscenze scientifiche abbiano tolto il terreno sotto i piedi alle pseudoscienze, come l'astrologia o l'alchimia, o alle credenze, come lo spiritismo o il creazionismo, ma anche accompagnato la nascita di altre, come la teosofia o l'ufologia, secondo gli ormai noti meccanismi psicologici da cui nascono il complottismo, il razzismo, la fantarcheologia. Di ogni pseudoscienza o credenza propagandata come verità, l'autore traccia la storia e riassume i contenuti, dimostrando quanto variegata sia stata la fantasia umana nell'inventarsi le cose più incredibili, e come sia stato facile, peraltro, per un gran numero di persone crederci. Inizialmente la scienza non si distingueva dalla magia, poi i percorsi si sono fortunatamente divisi. Scrive ancora l'autore: "Esistono pseudoscienze che hanno un'origine antica e non sempre sono state qualificate come tali, mentre altre sono sorte in tempi più recenti, e questo implica la necessità di ricordarsi sempre che il confine tra scienza e pseudoscienza non è definibile in maniera astratta, una volta per tutte, ma varia costantemente nel corso del tempo". Le pseudoscienze sostanzialmente rimangono sempre uguali a se stesse, la scienza si evolve. Nota Ciardi, molto acutamente: "Le pseudoscienze continuano tranquillamente a esistere anche quando ne viene dimostrata l'infondatezza". E conclude: "Ognuno può credere quello che vuole. L'importante è che conosca l'origine delle proprie credenze e se hanno un fondamento più o meno plausibile. La scienza modera è nata proprio a capire questo". Per chi volesse approfondire, oltre a puntuali note che rimandano in modo chiaro alle fonti, in appendice è presente una ricca bibliografia.

martedì 24 novembre 2020

HELGOLAND

 
 



 
Carlo Rovelli
HELGOLAND
Adelphi
brossurato, 2020
230, 15 euro


Helgoland è un'isola del Mare del Nord dove, nel 1925, il giovane studente Werner Heisemberg (aveva solo 23 anni, all'epoca) si era ritirato per combattere la sua allergia ai pollini (non ci sono pollini, su un'isola tanto freddo e rocciosa). Allievo di Max Born a Gottingen ma chiamato da Niels Bohr (non si confondano i due nomi) a lavorare con lui e uno staff di giovani menti a Copenaghen, Heisenberg a Helgoland aveva tutto il tempo che gli serviva per interrogarsi sui problemi che le ultime scoperte nel campo della fisica ponevano a tutti gli scienziati. Uno, in particolare, lo ossessionava: il salto delle orbite degli elettroni che ruotano attorno al nucleo atomico. Racconta il fisico: "erano più o meno le tre del mattino quando il risultato finale dei miei conti fu davanti a me. Mi sentivo profondamente scisso. Ero così agitato che non potevo pensare di dormire. Lasciai la casa e mi misi a camminare lentamente nell'oscurità. Mi arrampicai su una roccia a picco sul mare, sulla punta dell'isola, e attesi il sorgere del sole".  Heisenberg aveva trovato la soluzione del problema e gettato le basi della meccanica quantistica, cancellando anche, nel tempo stesso, il nostro concetto di realtà. Lo spiega bene Carlo Rovelli, fisico di fama internazionale, quando racconta di una sua passeggiata in riva al mare in margine a un congresso, assieme a un collega: i guardano le onde e si chiedono come sia possibile, come in effetti è, che tutto ciò che vedono non esista. Tutto è assurdo, parlando di quanti. Rovelli, con sincero entusiasmo, racconta gli sviluppi successivi della scoperta di Heisenberg, fino ai Nobel assegnati a lui, e a quasi tutti quelli che seguirono la sua scia, come Schrödinger, Pauli, Dirac. Oltre a spiegare i principi della nuova fisica, che si applicano solo a livello infinitesimale (così come visto dall'alto il mare può sembrare una tavola blu, ma scendendo si vedono le increspature), Rovelli racconta anche aneddoti gustosi, tra cui quello secondo il quale Schrödinger elaborò la principale delle sue teorie mentre era in una baita alpina con sua amante (c'era e non c'era). Nella seconda parte del saggio, l'autore si dilunga sulle teorie filosofiche che giustificano e sostengono i principi della quantistica, come la concezione della realtà come percezione. "La realtà non è come ci appare" è del resto il titolo di un precedente libro dello scienziato, di cui ci siamo già occupati in questo spazio.