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domenica 22 settembre 2024

PICCOLO CACTUS E… LA SIGNORA C



 
Cristina Contini
PICCOLO CACTUS E… LA SIGNORA C
Tielleci
2024, spillato
24 pagine

A volte non servono libri pubblicati da grandi editori e firmati da autori famosi per regalare delle emozioni. Né questo blog deve intendersi riservato a pubblicazioni blasonate. Perciò mi fa piacere parlare, questa volta, di un opuscolo spillato di formato orizzontale, del tutto simile ai vecchi album da disegno di quando andavamo a scuola, e persino stampato su una carta particolarmente adatta alle illustrazioni a matita che vi sono riprodotte. E in effetti di un album scolastico si tratta, essendo il risultato finale di un corso di illustrazione dell’anno accademico 2023-2024 dell’Università Popolare di Parma, sotto la guida della docente Roberta Ferretti. La particolarità della pubblicazione è rappresentata dal fatto che l’autrice, Cristina Contini, non lavora come illustratrice, né intende farlo (non almeno per mestiere). E’ una simpatica signora dal pollice verde, felicemente in pensione, che cerca di dedicarsi a tutto ciò che non aveva il tempo di fare quando lavorava, compreso frequentare un corso di disegno. Il risultato della sua applicazione è un piccolo libro dalla grafica deliziosa che racconta benissimo una storia “vera” tratta dal vissuto quotidiano, con protagonisti la Signora C (lei stessa), la sua gatta Macchia e un Piccolo Cactus rinato a nuova vita e dimostratosi incredibilmente prolifico. Il racconto è minimale, ma non sono minimali (non almeno nel senso di essere poca e piccola cosa) i disegni, assolutamente semplici quanto accattivanti e (miracolo della sensibilità, dell’istinto, del talento naturale) perfettamente funzionali alla narrazione rivolta, e non ci se ne meravigli, a grandi e bambini.
 


domenica 26 settembre 2021

LEO E ALISEO

 
 
 

 
 
Stefano Voltolini
LEO E ALISEO
Allagalla
2021, cartonato
200 pagine, 25 euro


"Nell'ottobre 1987 mi sono presentato, con la cartella sottobraccio, al grande sceneggiatore e disegnatore Gino D'Antonio, allora responsabile dei fumetti de 'Il Giornalino' delle Edizioni San Paolo. Nella cartella, oltre ai fumetti realizzati negli anni precedenti, avevo inserito una tavola che avevo disegnato rapidamente il giorno prima, spinto dalla mia passione per il medioevo, in cui presentavo Leo e Aliseo. Nelle mie intenzioni potevano essere i protagonisti di una nuova serie. Potete ben immaginare la mia sorpresa quando vidi D'Antonio interessarsi proprio a quella tavola e chiedermi di scrivere la sceneggiatura del primo episodio". Così Stefano Voltolini racconta l'inizio della saga di Leo e Aliseo, nella sua prefazione al volume. Volume che si inserisce nella meritoria opera portata avanti da Allagalla (e da altri editori) tesa a recuperare le cose migliori (e ce ne sono tante) tra i fumetti pubblicai da "Il Giornalino" ai bei tempi che furono. La serie "Leo e Aliseo", scritta e disegnata dal talentuoso Stefano Voltolini (oggi in forza a Zagor), esordì il 24 aprile 1991, e è proseguita fino al 2016. Proprio per festeggiarne i trent'anni lo stesso Voltolini ha selezionato diciannove storie che sono state raccolte in volume. L'autore parla di una sua passione per il medioevo, incoraggiata, probabilmente, dalla lettura de "Il nome della rosa" (1980) e dalla visione del film che nel 1986 ne trasse Jean-Jacques Annaud, dato che la figura del giovane Leo può ricordare quella di Adso da Melk e il suo maestro vecchio e saggio sembra Guglielmo da Baskerville. Però, Leo assomiglia anche (forse molto di più) al Semola de "La spada nella roccia" di Walt Disney (un film di animazione del 1963) e Aliseo pare Mago Merlino. Anche Crak, l'uccello fedele amico di Leo (a qualunque specie appartenga), da a questo punto di vista, potrebbe corrispondere al disneyano gufo Anacleto. In realtà, nella saga di Voltolini confluisce tutto l'immaginario medievale fiabesco, magico, leggendario, storico, con gnomi, giganti e draghi, ma anche tornei cavallereschi e macchine volanti di Leonardo. Le storie, disegnate sempre meglio man mano che Voltolini mette a punto la propria linea grafica (molto presto il suo stile raggiunge la piena maturità con eccellenti risultati, sia nella caratterizzazione dei personaggi che nella ricostruzione degli scenari) sono ottimamente raccontate in funzione del target di giovanissimi. Non resta che sperare in un secondo volume.

giovedì 13 maggio 2021

IL LIBRO SEGRETO DI JULES VERNE

 
 

 
Luca Crovi
Peppo Bianchessi
IL LIBRO SEGRETO DI JULES VERNE
Solferino
2021, cartonato
122 pagine, 12 euro

Davvero deliziosa, questa indagine immaginaria su un libro immaginario che collega fra loro scrittori reali e le opere che hanno fatto sognare generazioni di lettori degli ultimi duecento anni. Il titolo cita Jules Verne, e l'illustrazione di Peppo Bianchessi cita a sua volta la grafica dei volumi dei "viaggi straordinari" pubblicati dall'editore Hetzel, ma Luca Crovi, addetto ai lavori e scrittore a sua volta, segue un fil rouge che mette in relazione Edgar Allan Poe, Edmondo De Amicis, Emilio Salgari, Carlo Collodi, Robert Louis Steveson e James Barrie, passando per Alexandre Dumas e Nellie Bly. Tutto comincia con un libro magico scoperto da Poe negli anni in cui frequentò un collegio inglese, libro in grado di ispirarlo per tutta la vita e che finito in mare, viene ritrovato dal giovane Verne, e così via, in continui passaggi avventurosi di mano in mano, illustrati da Bianchessi con incisioni dal tratto d'epoca. Ogni autore che ne viene in possesso trova fra le pagine del libro materia per scrivere, da cui attingere senza fine. Il bello è che la realtà si mescola con la fantasia, dato che dei "fatti incontestabili" mettono davvero gli scrittori di cui si parla in rapporto fra loro. Viene da chiedersi se il libro scoperto da Poe non esista davvero, e chissà quale famoso scrittore lo possegga adesso...

lunedì 1 marzo 2021

IL TRATTAMENTO RIDARELLI

 

 
Roddy Doyle
IL TRATTAMENTO RIDARELLI
Salani
brossura, 2001
112 pagine, 8.26 euro


Il "trattamento Ridarelli" è quello a cui i Ridarelli, appunto, sottopongono le persone che, a loro insindacabile giudizio, si comportano male nei confronti dei bambini. Dei genitori che impartiscono una ingiusta punizione, per esempio. Ma anche San Patrizio che, mentre era impegnato nello scacciare tutti i serpenti dall'Irlanda, si tolse dai piedi con una spinta il monello Elvis O'Leary che protestava perché a lui i serpenti piacevano. Chiariamo subito, dunque, che si tratta di un romanzo per ragazzi, e che Roddy Doyle (1958) è un irlandese. Per la precisione, "Il trattamento Riderelli" è il primo romanzo per bambini di uno scrittore molto noto per molto altro, scritto per i propri figli che, lo racconta lui stesso, gli hanno detto cosa conservare e che cosa buttare via in ciò che stava scrivendo, ciò che li faceva ridere e ciò che non li faceva. I Ridarelli sono una specie di gnomi o di elfi, pelosi e in grado di cambiare colore, così da risultare invisibili. Non sanno fare, però, il colore viola: perciò, a volte, non si mimetizzano perfettamente e qualcuno li vede. Il "trattamento" consiste nel far pestare la cacca di un cane (una cacca esagerata) alla loro vittima, colui che si merita il trattamento stesso (si sa che i bambini ridono se si parla di cacca). La loro vittima, in questo romanzo, è un certo signor Mack, che è ha messo in punizione i propri figli. I Ridarelli collocano, con tutta l'abilità di cui sono capaci, la cacca del cane Rover sulla percorso del signor Mack, in modo tale che sarà inevitabile per lui finire con il pestarla. Sennonché, per una serie di circostanze, i figli del malcapitato scoprono la cosa e convincono i Ridarelli che il proprio papà è buonissimo e non si merita il trattamento. Comincia dunque la corsa contro il tempo per fermare il piede di Mack prima che calpesti la cacca. Il tutto raccontato in maniera veramente divertente, in grado di far ridere pure i grandi. Il libro è corredato dalle illustrazioni di Brian Ajhar,

domenica 3 gennaio 2021

PINOCCHIO

 
 

 
 
Sandro Dossi
Alberico Motta
PINOCCHIO
LE STORIE MAI NARRATE DA COLLODI
Sbam!Libri
brossurato, 2020
210 pagine, 13 euro


Il Pinocchio edito da Renato Bianconi, vulcanico editore milanese, comparve in edicola tra il 1974 e il 1980, sull'onda del successo dello sceneggiato televisivo firmato da Luigi Comencini (1972), potendo dunque contare sulla rinnovata popolarità di un personaggio su cui, peraltro, non c'erano diritti d'autore da pagare a Carlo Collodi (il cui romanzo è datato 1881). "Erano passati gli anni necessari per far scadere i diritti su Pinocchio: siccome Bianconi era perennemente in cerca di nuovi personaggi da stampare per far girare le sue macchine, ci chiedeva se avevamo qualche idea nuova - ricorda Sandro Dissi, il disegnatore - Un giorno gli abbiamo detto che c'era questo famosissimo personaggio che non costava niente, che si poteva sfruttare senza dover pagare i diritti a nessuno. L'idea però era quella di farlo agire ai giorni nostri". Bianconi pubblicava già da anni decine di testate come Felix, Braccio di Ferro, Geppo, Trottolino, Nonna Abelarda, e poteva contare su uno staff di autori molto efficaci in quel tipo di fumetto, quali Pier Luigi Sangalli, Tiberio Colantuoni, Umberto Manfrin, Nicola Del Princope, e appunto Sandro Dossi. I testi del Pinocchio bianconiano furono quasi tutti scritti da Alberico Motta, e non si trattò di una trasposizione a fumetti del romanzo di Collodi, ma di prenderne in prestito i protagonisti e l'universo narrativo per dar vita a storie del tutto nuove: naturalmente semplici e ilari come da tradizione di Bianconbi. La Casa editrice Cliquot, nel 2016 diede addirittura vita a una campagna di crowdfunding per riportare quel Pinocchio in libreria, in un elegante volume di cui abbiamo parlato qui: http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/.../pinocchio..

mercoledì 16 agosto 2017

L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI


Jean Giono
Tullio Pericoli
L'UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI
Salani Editore
cartonato, 64 pagine
16.80 euro

Pubblicato nel 1953, "L'uomo che piantava gli alberi" raccontanta una storia che comincia prima della Grande Guerra e finisce nel 1947 con la morte del protagonista, il pastore solitario Elzéard Bouffier. In tutto sono una ventina di pagine appena, tradotte però in tutto il mondo con grande successo e, in questa bella edizione della Salani, illustrate da par suo da Tullio Pericoli (le sue tavole però sono poste tutte in fondo al testo, raddoppiando lo spessore del volume, come se si trattasse di due libri separati: questo, secondo me, è un peccato: racconto e illustrazioni avrebbero dovuto essere fuse in un unicum). La sensazione che si ha è che la storia sia vera: l'io narrante, un camminatore solitario che incontra per caso il pastore durante una sua lunga escursione nell'alta Provenza, pare essere lo stesso Giorno e all'esistenza di Bouffier fa a tal punto piacere credere che non si fatica a immaginare il racconto come reale. Nel 1957, però, lo scrittore ha rivelato che no, non è così: "Mi dispiace deludervi, ma Elzéard Bouffier è un personaggio inventato. L'obiettivo era quello di rendere piacevoli gli alberi, o meglio, rendere piacevole piantare gli alberi". Intento perfettamente riuscito. Elzéard ogni giorno della sua vita, da quando si è ritirato in eremitaggio sulla montagna dopo la morte della moglie, pianta cento piantine di albero sulle nude e brulle cime che l'uomo ha lasciato deforestare e che per questo sono state abbandonate dai suoi abitanti dopo che è venuta a mancare anche l'acqua non più trattenuta dalle foreste. In trent'anni ha fatto crescere una selva di chilometri e chilometri di estensione che ha riportato la vita nella regione, modificandone il regime idrico e il clima. Bellissimo leggere la favola di come ci sia riuscito.