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venerdì 16 luglio 2021

THORGAL VOLUME 3

 
 
 

Jean Van Hamme

Grzegorz Rosinski
THORGAL VOLUME 3
Panini Comics
cartonato, 2021
310 pagine, 33 euro


Prosegue, con questo terzo corposo volume, la riedizione cartonata targata Panini dell'intera saga di Thorgal. Dei primi due tomi avevamo già avuto modo di parlare: trovate qui le recensioni in cui si spiega chi sia l'eroe di Rosinski e Van Hamme.

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/.../thorgal...

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Il Volume 3 contiene nove storie pubblicate originariamente in Belgio, Francia e Svizzera tra il 1988 e il 1992. Di questi, quattro sono brevi episodi dell'infanzia di Thorgal e di Aaricia, con cui gli autori ricostruiscono il passato dei due giovani destinati poi a sposarsi. La storia con cui comincia il libro, invece, è quella conclusiva della saga nel Paese di Qa, al di là dell'Oceano (una terra fantastica ma che corrisponde, si direbbe, al Messico), dove Thorgal, Aaricia e il loro figlioletto Jolan erano stati costretti a recarsi per una trama ordita dall'avventuriera Kriss di Valnor. Dopo aver scoperto (o capito meglio) il segreto delle proprie origini (legate al naufragio sulla Terra di un velivolo spaziale), Thirgal riesce a riportare in Scandinavia la propria famiglia, e proprio nella terra dei vichinghi (già, perché Thorgal, figlio delle stelle, è stato adottato da una famiglia vichinga e cresciuto come uno di loro) Aaricia dà alla luce, in circostanze molto drammatiche, sua figlia Lupa. A questo punto, però, Van Hamme decide di separare Thorgal dalla moglie e dai figli, facendolo finire schiavo in una terra lontana, si direbbe nell'Europa continentale, dando vita a un nuovo ciclo di avventure vissute in solitaria dall'eroe. Eroe desideroso solo di una vita tranquilla, ma che il destino segnato dalle sue origini coinvolge in vicende crudeli. Il disegno realistico di Rosinki e l'ambientazione vichinga dei primi racconti non devono far credere che Thorgal sia un fumetto storico: è sostanzialmente fantastico, anche se la magia proposta da Van Hamme non trascende mai i limiti del rigore logico: si rispettano regole di coerenza interna del racconto ed è facile accettarle e crederci. La più affascinante delle storie è appunto un ben congegnato meccanismo di viaggi nel tempo, "Il signore delle montagne".

venerdì 8 novembre 2019

LA VALLE DEGLI IMMORTALI





Yves Sente

Teun Berserik
Peter Van Dongen

LA VALLE DEGLI IMMORTALI

Alessandro Editore
cartonato, 2018
60 pagine, 18.99 euro


Con tutto il rispetto per i moderni graphic novel, ritrovare il sapore delle vecchie, fumettose avventure di una volta, è sempre una sensazione impagabile. Peraltro, "La valle degli immortali" è, in effetti, una moderno graphic novel, essendo datato 2018, ma ha lo stesso identico sapore delle storie di Edgar P. Jacobs, di cui è una perfetta imitazione - senza che questa definizione costituisca un limite, un difetto o una diminuzione del merito. Lo sceneggiatore Yves Sente e in disegnatori Teun Berserik e Peter Van Dongen sono riusciti a proseguire le avventure di Blake & Mortimer come se a scriverle e disegnarle fosse ancora il loro creatore. Per Sente è la settima prova, per i disegnatori la prima. Priecedentemente, del resto, si erano cimentati con successo anche Jean Van Hamme (ai testi) e vari altri disegnatori, tutti con lo sguardo fisso sull'obiettivo di continuare l'opera jacobsiana per la gioia dei lettori, senza cercare di dare interpretazioni dei personaggi in stili diversi. Una scelta controcorrente, ma assolutamente vincente e convincente. "La valle degli immortali" è un racconto così lungo da essere diviso (come altre volte è accaduto, anche per mano di Jacobs) in più albi - in questo caso, due. La seconda puntata si intitola "Il millesimo braccio del Mekong" - torneremo a parlarne. "La valle degli immortali" è il sequel della primissima avventura di Blake & Mortimer (dipanatasi in tre volumi) "Il segreto dell'Espadon", così come "Il bastone di Plutarco" (un precedete episodio di Sente e Juillard, datato 2014) ne era il prequel. "Il segreto dell’Espadon" (storia che apparve a puntate sull risorto settimanale Tintin a partire dal settembre 1946, e fu raccolta in due albi nel 1950 e 1953) proponeva un infido nemico, il Colonnello Olrik, e una "minaccia gialla" rappresentata da un usurpatore tibetano chiamato Basam-Damdu. Costui, impadronitosi di arsenale militare atomico, scatena un attacco contro l’Occidente distruggendo Parigi, Roma, Londra e altre capitali. A cercare di fermare Olrik e Basam-Dandu ci sono ill capitano dei servizi segreti britannici Francis Blake e il suo amico scozzese Philip Mortimer, esperto progettista di futuribili invenzioni. 

"La valle degli immortali" è ambientata nel secondo dopoguerra, verso la fine degli anni Quaranta, in uno scenario fantapolitico (Londra è stata distrutta) ma "fanta" fino a un certo punto, perché poi sono reali le vicende legate al conflitto tra i nazionalisti di Ciang Kai-Shek e i comunisti di Mao Zedong, che portano alla fuga verso Hong Kong di grandi masse di profughi. I nazionalisti hanno portato a Taiwan migliaia di casse con reperti archeologici cinesi, per farli sfuggire alla temuta iconoclastia comunista, ed è proprio in una di queste casse che si nasconde un documento di fondamentale importanza, legato all'antica storia cinese.
Alcune tavole iniziali ridisegnano il finale del "Segreto dell'Espadon", mostrando la distruzione della città di Lhasa e la battaglia aerea degli Espadon (velivoli fantascientifici progettati dal professor Mortimer). Si vede anche come Olrik abbia potuto cavarsela e che sorte abbia avuto - qui lo ritroviamo di nuovo come nemico, ma non da solo. Le atmosfere alla Indiana Jones (ma anche alla James Bond) si mescolano con suggestioni di fantapolitica, di fantarcheologia, di fantascienza, e si capisce come da Olrik sia nato l'Orloff di Martin Mystere.