Lorenzo Bartoli
Vincenzo Beretta
Bane Kerac
EX INFERIS
Veseli Četvrtak
2023, cartonato
114 pagine, 3000 RSD
Ogni tanto capita di riscoprire piccoli gioielli del nostro patrimonio fumettistico che il tempo ha un relegato nell’ombra. È il caso di “Ex Inferis” (titolo originale: “Giochi pericolosi”), edito in un bel volume cartonato dalla Casa editrice serba Veseli Četvrtak nella collana Međuvreme, dedicata alle opere legate al grande Bane Kerac.
La storia, sceneggiata da Vincenzo Beretta e Lorenzo Bartoli, vide originariamente la luce nel luglio del 1996 su Zona X n. 17 della Sergio Bonelli Editore. Ricordo bene quel periodo: Zona X era la creatura di Alfredo Castelli, uno spazio di “libero gioco alla fantasia” nato come spin-off di Martin Mystère. Nei primi numeri presentava due storie complete per albo (spesso una legata a Mystère, l’altra autonoma), con un taglio antologico che spaziava dal fantasy alla fantascienza in tutte le sue declinazini. Dal n. 10 in poi la testata evolse verso miniserie e storie più strutturate, diventando un laboratorio ideale per autori emergenti o per sperimentazioni. “Giochi pericolosi” occupava la seconda parte del diciassettesimo volumetto, affiancando l’episodio “I viaggiatori delle tenebre” de La stirpe di Elan. Ambientata in un futuro post-apocalittico, la vicenda mescola realtà virtuale, tecnologia invasiva e un’umanità degradata. Beretta e Bartoli costruiscono una trama solida, con ritmo cinematografico e quel tanto di inquietudine che ben si sposa con lo spirito di Zona X. Bane Kerac, però, la scena ai due autori dei testi. Branislav “Bane” Kerac, nato il 7 settembre 1952 a Novi Sad, è uno dei grandi maestri del fumetto serbo e balcanico. Fin dagli anni Settanta si è fatto le ossa su testate come YU strip, Strip art e Kerempuh, passando con naturalezza dall’umoristico al western, dall’horror all’avventura. Nel 1975 crea Kobra con Svetozar Obradović, un agente segreto dal tratto nervoso e tagliente. Negli anni Ottanta arriva il successo internazionale con Cat Claw, la vigilante felina sexy e parodistica, tradotta in decine di lingue e pubblicata anche negli USA. Ha disegnato Tarzan, poster per Masters of the Universe, Gvozdeni Ratnik e tantissimo altro, sempre con quel suo stile inconfondibile: dinamico, energico, quasi rock (non a caso suona la batteria nei GeroMetal).
Ho avuto la fortuna di incontrarlo nel 2011 a Kragujevac. Abbiamo scoperto di condividere la stessa data di nascita (io dieci anni dopo di lui) e da lì è nata una bella amicizia e una proficua collaborazione. Dal 2015 abbiamo realizzato insieme quattro storie di Zagor per quasi novecento pagine. Lavorare con Bane è un piacere: è un narratore esperto che migliora le sceneggiature con trovate dinamiche, inquadrature spettacolari e un gusto particolare per le figure femminili forti (del resto, viene da Cat Claw). In “Giochi pericolosi”, il suo primo lavoro per la Bonelli – si vede già tutto questo talento: tavole piene di impatto, architetture futuristiche decadenti rese con maestria, corpi in movimento e un bianco e nero profondo e materico.
L’edizione di Veseli Četvrtak è una vera gioia per gli occhi. Il volume cartonato A4, con 112 pagine in bianco e nero, valorizza magnificamente il tratto poderoso di Kerac: le tavole respirano, i neri sono profondi, i dettagli esplodono in grande formato. Certo, il testo è interamente in serbo (traduzione di Aleksandra Milovanović), e chi non conosce la lingua non lo leggerà agevolmente (io per primo, naturalmente). Però, proprio questa bellezza visiva spinge a recuperare il vecchio albo di Zona X per rileggere la storia in italiano. Sarebbe davvero bello avere un’edizione cartonata simile anche in Italia: Kerac lo meriterebbe ampiamente. Dato che ci siamo: vorrei vedere anche una serie di volumi con le avventure di Cat Claw. In appendice al cartonato serbo c’è inoltre una intervista a Bane Kerac (sempre in serbo), nella quale mi pare di aver visto citare il mio nome. Chissà cosa dice esattamente Branislav di me.