domenica 19 giugno 2022

IL PARROCO DI TOURS

 


 
 Honoré de Balzac
IL PARROCO DI TOURS
Sellerio
brossurato, 2006
196 pagine, 9 euro


Tra il 1831 e il 1850 (anno della sua morte), Honoré de Balzac, nato a Tours nel 1799, scrisse le 137 opere, collegate tra loro attraverso un labirinto di connessioni, che vanno sotto il nome collettivo di “La commedia umana” ("La comédie humaine"), con riferimento a Dante, e che intrecciano le vicende di ben 2209 personaggi. Benché ogni romanzo o racconto della “comédie” si possa leggere in modo autonomo, come nel caso dei titoli più famosi quali “Papà Goriot” o “Eugénie Grandet”, i personaggi protagonisti di un libro compaiono come figure minori di altri, o sono collegati con vincoli di parentela, e risultano descritti pienamente soltanto collegando in un unico ritratto le loro apparizioni. Un’impresa titanica, senza subbio, su cui non si è ancora smesso di indagare, con la quale lo scrittore aveva l’obiettivo di descrivere la società francese a lui contemporanea, in tutti i suoi aspetti, nel modo più realistico possibile, a tutti i livelli sociali, influenzando gli autori successivi (come Flaubert, Zola o Proust). “Il parroco di Tours”, scritto nel 1832, si inserisce nella “Commedia” dimostrando come un romanzo possa avere come protagonisti persone del tutto comuni mostrate nella loro meschinità o insipienza, senza alcuna necessità né di un “eroe” né di un lieto fine. Il sempliciotto don François Birotteau, nel contesto della “comédie” è il fratello di César, a cui è dedicato il romanzo “Storia del successo e della decadenza di César Birotteau”. Un prete ingenuo, si diceva, vicario della cattedrale di Tours, il quale ha ereditato dal canonico Chapeloud (di cui era amico devoto) i mobili di un appartamento e una biblioteca, che sono tutto ciò che uno come lui, senza altre ambizioni che tenere i piedi al caldo, possa desiderare. Ma don Chapeloud aveva un nemico, un altro canonico, don Troubert, il quale si vendica in modo meschino trovando il modo di privare Birotteau della sua eredità e ridurlo in miseria. La trama del romanzo (piena di uomini di Chiesa ma senza alcun riferimento a Dio, dato appunto che la “Commedia” è umana, nella più meschina accezione del termine, e non divina) è tutta qui, ma è sufficiente a tenere incollati i lettori dall’inizio alla conclusione anche in assenza di un solo personaggio romanzesco. A corredo del libro, che gode di una nuova e brillante traduzione , ci sono un notevole apparato critico di note (curate da Clio Cicogni e Alessandra Cioncolini) e un saggio davvero illuminante di Pierluigi Perlini (che sembra averla letta proprio tutta la “Comédie humaine”). 

venerdì 17 giugno 2022

L'ULTIMA MISSIONE DI GWENDY

 
 

 
Stephen King
Richard Chizmar
L'ULTIMA MISSIONE DI GWENDY
Sperling & Kupfer
cartonato, 2022
328 pagine, 16.90 euro

Il fatto che "L'ultima missione di Gwendy" sia il terzo volume di una trilogia non deve scoraggiare il lettore occasionale di questo romanzo, e che sia in possesso di questo soltanto. La storia è affascinante di per sé, e gli antefatti sono tutto sommato comprensibili senza bisogno di lunghi riassunti. Il primo titolo della trilogia è "La scatola dei bottoni di Gwendy", sempre scritto a quattro mani da King e Chizmar: vi si narra di come la dodicenne Gwendy Peterson riceva la visita di uno sconosciuto, che dice di chiamarsi Richard Farris (anche se ha un aspetto umano, probabilmente non lo è) e che le affida una misteriosa scatola di legno da custodire con cura. Sembra un giocattolo: ci sono sette bottoni da premere, che elargiscono premi e punizioni e hanno il potere di distruggere il mondo. Il secondo romanzo, "La piuma magica di Gwendy" è opera del solo Richard Chizmar: la scatola dei bottoni continua a segnare il destino della protagonista che, cresciuta, è divenuta una scrittrice di successo ma deve fare i conti con la diabolica attrazione dell'oggetto che vorrebbe spingere chi lo possiede a premere i bottoni più pericolosi e letali, ed è sempre più difficile resistere. Per questo "L'ultima missione di Gwendy", ormai anziana e malata di Alzheimer, è quella di distruggere la scatola prima che accada l'irreparabile, sfuggendo alla caccia di chi vuole impadronirsene. Il racconto è ambientato nel 2026, in un mondo che fa ancora i conti con il Covid. Gwendy è stata eletta senatrice ed è riuscita a farsi inserire nell' equipaggio di una navetta spaziale in decollo verso la nuova stazione internazionale orbitante, là dove si spera di poter far arrivare anche dei turisti. A bordo con lei c'è appunto un miliardario, passeggero pagante, oltre a scienziati e astronauti. Gwendy spera di riuscire a sparare la scatola dei bottoni nello spazio cosmico così che nessuno la possa più recuperare. Ma la sua memoria vacilla: riuscirà a ricordare cosa fare e come fare? E ci riuscirà, dato che a bordo c'è chi vuole impedirle di farlo? La storia cattura fin dalle prime righe, ci sono agganci con la saga della Torre Nera e con It, è divertente vedere una storia di King ambientata nello spazio. "Adoro questa storia - scrive J.J.Abrams citato in quarta di copertina - un meccanismo perfettamente consegnato che fila come un treno, e ha molto da dirci nei suoi risvolti più sinistri"

lunedì 6 giugno 2022

VAN HELSING

 



 

Alfredo Castelli
Marco Baratelli
Carlo Peroni
VAN HELSING
Cut-Up Publishing
cartonato, 2022
138 pagine, 29.90 euro


Prosegue la riedizione in volumi cartonati, da parte di Cut-Up Publishing, delle "opere perdute" di Alfredo Castelli, quelle realizzate, come avrebbe detto Sergio Bonelli, quando ancora il BVZA portava i calzoni corti. Questa volta tocca a Van Helsing, "il detective del soprannaturale", personaggio creato da Castelli in coppia con Marco Baratelli (sceneggiatore purtroppo scomparso giovanissinmo in un incidente stradale, nel 1970) per la rivista "Psyco" (1969), diretta da Lionello Martini, e pubblicato da una casa editrice appena fondata da Marcel Navarro (delle Editions Lug di Lione) e da Giorgio Casarotti, patron della Dardo. Di Van Helsing, i cui disegni vennero affidati al poliedrico Carlo Peroni, uscirono solo cinque episodi, perché "Psyco" chiuse con il numero 6 (interamente dedicato a "La rivoltra dei racchi" di Guido Buzzelli). Come sempre in questi volumi, è Castelli stesso a fornire ogni sorta di informazioni introduttive corredate da una quantità di sfiziosissime immagini. Informazioni che, in questo caso, non riguardano soltanto Van Helsing (personaggio tratto dal "Dracula" di Bram Stoker), ma anche la complessa figura di Vlad III Dracula, personaggio storico inserito in un contesto difficile da districare ma che Castelli districa benissimo. Si ricostruisce poi, sia pure con indispensabile brevità, la tradizione letterartia (ma anche leggendaria e folkloristica) legata appiunto a Dracula, fino ad arrivare al Van Helsing di "Psyco", personaggio originale (non sovrapponibile a quello stokeriano), vampiro passato dalla parte del bene, indagatore di casi dell'occulto e del soprannaturale non necessariamente legati ai vampiri (benché Dracula resti il suo nemico giurato). Castelli ritiene che il suo Van Helsing sia il primo dei Van Helsing estrapolati dall'opera di Stoker ad agire come personaggio a se stante. Le cinque avventure raccolte in questo volume sono godibilissime anche a distanza di oltre cinquanta anni dalla loro prima uscita.

sabato 28 maggio 2022

SOTTOSOPRA 3

 
 
 
 
 

Luca
Enoch Riccardo Crosa SOTTOSOPRA 3 Sergio Bonelli Editore cartonato, 2022 72 pagine, 19 euro Terzo e ultimo volume della miniserie in tre episodi sceneggiata da Luca Enoch e disegnata da Riccardo Crosa. Miniserie stupefacente per testi e disegni negli sconvolgenti (almeno per il sottoscritto) primo due volumi, e con una inaspettata svolta mistica nell'episodio finale - di cui è difficile parlare senza spoilerare, per cui chi non voglia venire a conoscenza di rilevazioni indesiderate forse è meglio che non prosegua la lettura. Il primo e il secondo "Sottosopra" sono stati puntualmente recensiti in questo spazio e perciò, per non stare a ripetermi e a tessere nuove lodi agli autori, vi rimando a quelle recensioni raggiungibili con questi link: http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/01/sottosopra.html
 
http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/04/sottosopra-2.html Il terzo "Sottosopra" mette sottosopra i precedenti, nel senso che si svela il perché del ribaltamento gravitazionale che ha invertito il basso e l'alto del pianeta Terra (ma solo per ciò che è organico - e per l'acqua), causando in pratica la fine del mondo, con pochi sopravvissuti che non hanno speranza di sopravvivere a lungo. Inquietanti, per come si sino viste nei primi due volumi, le reazioni dei superstiti di fronte a una situazione estrema come quella prospettata da "Sottosopra". I due protagonisti, una ragazza e un ragazzo adolescenti, Giorgia e Alessandro, assistono alle reazioni folli di invasati religiosi e dei militari e alla fine si trovano di fronte a uno stuolo di angeli che inutilmente l'esercito cerca di abbattere. "Angeli" definiti così in termini umani, ma in realtà si tratta di creature la cui natura è ignota e la loro logica del tutto aliena. Il sottosopra l'hanno provocato loro, per motivi ignoti, e come hanno creato il ribaltone, rimettono tutto a posto, senza vere spiegazioni. Scrive Enoch: "Gli Angeli di questa storia fanno parte di una razza ancestrale, evolutasi allo stato di pura energia. Non possono né vogliono interferire nelle faccende, anche drammatiche, all'interno dei diversi mondi, e vigilano attentamente sulle interazioni trai vari universi per preservare la struttura pluridimensionale del Tutto".

venerdì 27 maggio 2022

DOMANI ANDRA' MEGLIO I RACCONTI DI DOMANI 6

 

 

 


 
 
Tiziano Sclavi
Angelo Stano
I RACCONTI DI DOMANI 6:
DOMANI ANDRA' MEGLIO
Sergio Bonelli Editore
cartonato, 2022
66 pagine, 19 euro
 
 
Si conclude con questo sesto volume la miniserie a fumetti "I racconti di domani", scritta da Tiziano Sclavi e illustrata ogni volta da un diverso artista. Tutte le cinque precedenti uscite sono state puntualmente recensite in questo spazio. Perciò, se volete approfondire (nonostante la brevità, voluta, di questi miei interventi) le caratteristiche, la struttura e le tematiche di questa collana, potete cliccare sui link elencati più più in basso, ognuno dei quali vi rimanderà a una singola recensione. "Domani andrà meglio" riporta Angelo Stano a illustrare testi di Sclavi, e fa bene al cuore rivedere i loro nomi, uno accanto all'altro, in apertura di un racconto a fumetti. Stano si dimostra il maestro di sempre per sintesi grafica e capacità di comunicare emozioni. Sclavi resta un punto di riferimento per l'abilità di raccontare con scelte perfette di tempi, stacchi, dialoghi, tutti essenziali ma efficacissimi per chiarezza e allo stesso tempo per agganci a imprevedibili altrove. Dylan Dog è presente (di sfuggita) e si conferma un pretesto (e lui che legge, o è a lui che si narrano da sole, le "storie di domani" contenute in in libro impossibile acquistato in un negozio che non esiste). La sua quasi assenza non dispiace, però: perché sono le storie, singoli e brevi episodi scollegati fra loro, a irretire e folgorare il lettore. Sono sette, questa volta, i racconti. Di nuovo storie fantastiche, horror, ironiche, poetiche, nello stile (e nella poetica) dello sceneggiatore. 1. Il libro impossibile https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2020/08/il-libro-impossibile.html 2. Della morte e del cielo https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/01/della-morte-e-del-cielo.html 3. Brevi cenni sull'universo e su tutto il resto https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/03/brevi-cenni-sulluniverso-e-tutto-il.html 4. Varie ed eventuali https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/07/i-racconti-di-domani-4-varie-ed.html 5. Ammazzando il tempo https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/11/ammazzando-il-tempo.html

lunedì 9 maggio 2022

IL SACCO DI ROMA

 


 

Antonio Di Pierro

IL SACCO DI ROMA

Saggistica storica - Mondadori

Collana Oscar Storia

Ristampa 2005

brossurato – Euro 8,80

 

Il saggio di Antonio Di Pierro, giornalista romano classe 1947, è uscito la prima volta nel 2002 all’interno della collana mondadoriana, dei volumi cartonati de “Le scie”, è stato ristampato negli Oscar Storia nel 2003. Dietro la bella copertina (un particolare di un dipinto di Gustave Jacquet – ma peccato che poi all’interno del volume l’iconografia lasci a desiderare), Di Pierro racconta i tragici fatti del Sacco di Roma di lunedì 6 maggio 1527 in presa diretta, come se fosse un giornalista inviato a riferire e a trasmettere un resoconto di ora in ora. In ognuno dei primi 24 capitoli (che appunto a partire dalla mezzanotte coprono ciascuno un lasso di tempo di 60 minuti) si raccontano i fatti con un buon piglio narrativo e poi si approfitta di uno spunto per raccontare qualche retroscena precedente o per descrivere le condizioni di vita nella Roma del Cinquecento o per esaminare la situazione militare e politica nel resto d’Italia. Così, viene offerto al lettore un quadro esaustivo e affascinante. La trovata della cronaca storica “in diretta” ha però il limite di non permettere giudizi a posteriori, perciò tutto si valuta per quel che era possibile valutare sul momento. Un venticinquesimo e ultimo capitolo è distanziato di un anno (e racconta del ritorno del Papa Clemente VII a Roma nel 1528) per potere, appunto, fare il quadro degli eventi nei dodici mesi successivi al Sacco. In tutto il libro si parla dei Lanzichenecchi come di milizie al soldo di Carlo V e dunque a volte sembra che il Sacco sia stato ordinato dal cattolicissimo imperatore, mentre la versione più accreditata dell’evento sostiene che Carlo V non fosse stato informato della piega che avevano preso gli eventi e che i Lanzichecchi abbiano attaccato Roma solo per saccheggiarla perché affamati e non pagati. Non che Di Pierro non dica anche questo, ma sotto sotto sembra pensare che Carlo V in realtà sapesse o prevedesse. In ogni caso, una lettura avvicente e interessante.

 

venerdì 6 maggio 2022

HANNIBAL

 

 


 

Thomas Harris
HANNIBAL
Romanzo - Mondadori
Prima edizione agosto 1999
Collana Omnibus
Titolo originale: “Hannibal”
Traduzione di Laura Grimaldi
cartonato - 468 pagine -  lire 34.000

 
Il dottor Hannibal Lecter, già protagonista di un precedente romanzo di Thomas Harris (il fortunato “Silenzio degli Innocenti”, trasportato con successo anche sul grande schermo), è tornato in azione. Si tratta del resto di un personaggio di grande fascino e spessore (crudele ma geniale, efferato ma esteta, cannibale ma coltissimo), e certi personaggi sono duri a morire. I lettori li richiedono a gran voce, vivono di vita propria. Thomas Harris coinvolge e disgusta (per le scee truci a cui ci costringe a essistere. Grande scrittore, comunque.
Dopo essere evaso dal manicomio in cui era rinchiuso, il dottor Lecter si è fatto operare la mano a cui aveva sei dita e si è trasferito a Firenze. Qui ha ucciso il vero professor Fell, sovrintendente di Palazzo Capponi, ne prende il posto e vive dunque nel centro storico della città d’arte per eccellenza, lavorando su libri antichi, suonando il clavicembalo, tenendo conferenze. Solo che Mason Verger, un miliardario americano perverso e pedofilo che Lecter ha ridotto a un mostro senza volto (non ha più la pelle della faccia, data in pasto ai cani o fatta mangiare a lui stesso), paralizzato e chiuso in un polmone d’acciaio, ha posto una taglia miliardaria sulla sua testa: lo vuole vivo per farlo divorare dai maiali di cui è allevatore (ne ha fatti addestrare alcuni ferocissimi, in Sardegna, abituati a nutrirsi di carne cruda e umana in particolare). Questo spinge Rinaldo Pazzi, poliziotto fiorentino che ha scoperto la vera identità di Fell, a consegnare Lecter a Verger. Da qui in poi, occhio allo spoiler perché vi racconto tutto - anche se ormai tutti lo sanno, quel che succede. 
Dunque Rinaldo Pazzi buol consegnare Lecter a Verer, si dicea. Ma non è facile mettere il sale sulla coda al dottor Lecter: non solo Hannibal sventa la trappola uccidendo Pazzi nello stesso modo del più celebre dei suoi antenati nella congiura contro i Medici (sbudellato e appeso fuori di Palazzo Vecchio), ma si trasferisce anche negli Stati Uniti per passare al contrattacco contro Verger. Il quale è un corruttore di prim’ordine e ha dalla sua persino i pezzi grossi dell’FBI, che trovano il modo di mettere sotto inchiesta Clarice Starling, l’unica che potrebbe fermare il dottor Lecter, avendo già trovato il modo di rintracciarlo dopo che è tornato in patria. In questo modo Hannibal resta a piede libero finché proprio la sua attrazione verso Clarice lo pone in condizione di cadere vittima dei poliziotti corrotti che lo catturano e lo consegnano a Verger (invece di arrestarlo). Così, Clarice e Hannibal si trovano a combattere gli stessi avversari e ne hanno ragione, e non è difficile capire che la tesi di fondo del romanzo è che coloro i quali vogliono catturare Lecter sono in realtà più cattivi di Lecter stesso. Così Hannibal, con il suo genio, diventa l’eroe con cui il lettore si identifica e quando alla fine vediamo lui e Clarice mangiare il cervello di Krendler, superiore dell’agente Starling all’FBI e artefice degli intrighi di Verger contro entrambi, ne siamo quasi contenti (anche se la scena è quanto di più efferato si possa immaginare, visto che Krendler è ancora vivo e cosciente e si spenge come il computer HAL in “Odissea nello Spazio” mentre lo mangiano). Verger, del resto, finisce in pasto agli stessi porci sa lui allevati per Lecter. Clarice e Hannibal fuggono insieme: resta il dubbio se lei sia stata ipnotizzata o plagiata o se segua il dottore perché innamorata di lui. Romanzo avvincente, anche se con qualche lentezza di troppo soprattutto nella fase iniziale.
 

sabato 16 aprile 2022

YOKO TSUNO: ALL’INSEGUIMENTO DEL TEMPO

 
 
 
 
 


Roger Leloup
YOKO TSUNO: ALL’INSEGUIMENTO DEL TEMPO
Nona Arte
Cartonato, 2021
180 pagine, 34.90 euro


“All’inseguimento del tempo” è il terzo volume di una collana che si propone di pubblicare in Italia l’edizione integrale della saga di Yoko Tsuno, composta da venticinque episodi, destinati a venire riuniti tre per volta. Edizione integrale ma non cronologica, dato che le tre avventure raccolte in questo cartonato non sono uscite una dopo l’altra nell’edizione originale franco-belga della Dupuis, ma rispettivamente nel 1981, nel 1988 e 1994. C’è però un fil rouge che le collega giustifica la proposta in un unico volume: tutti e tre gli episodi raccontano di viaggi nel tempo. Prima di arrivare a parlarne in dettaglio, presentiamo Yoko Tsuno, la protaginista. Si tratta di una deliziosa (e secondo me perfino sexy) giapponesina creata da Roger Leloup (classe 1933), cartoonist belga già collaboratore di Hergé (il papà di Tintin). Yoko Tsuno, ingegnere elettronico di origini nipponiche ma naturalizzata in Belgio, che non disdegna di fare da modella e lavorare a documentari per la TV, nacque nel 1968 come personaggio secondario della serie “Jacky et Celestine”, ma due anni dopo si guadagnò una collana tutta sua pubblicata da Dupuis, a puntate, sulla rivista “Spirou” a partire dal numero del 24 settembre 1970. Le sue avventure sono ambientate ai giorni nostri un po’ in tutto il mondo e dimostrano la grande attenzione dell’autore per la tecnologia e la scienza e nella ricostruzione di ambienti naturali e architettonici. La grande passione di Leloup per gli aerei e i treni è dimostrata da come sa muovere, in modo credibile e affascinante, mezzi di trasporto reali e immaginari, dagli aerei e dagli elicotteri fino alle astronavi aliene e le macchine del tempo. Per quanto i temi di anticipazione e il futuribile siano spesso alla base delle affascinanti avventure della giapponesina, tuttavia la materia è trattata con rigore: “la credibilità prima di tutto” dichiara l’autore. Tra i 1972 e il 1992 alcune storie di Yoko Tsuno sono state tradotte e pubblicate in Italia dalla rivista “Il Messaggero dei Ragazzi” (nota anche come Mera), ed è su quelle pagine che io, personalmente, mi sono imbattuto nel personaggio, innamorandomene all’istante, sia per le storie avventurose e fantascientifiche raccontate e illustrate in modo coinvolgente, grazie a testi e disegni maturi pur se rivolti a un target adolescenziale, sia per la personalità e l’avvenenza della protagonista. Nei tre episodi incentrati sui viaggi nel tempo proposti in questo volume, oltre ai soliti compagni d’avventura che abitualmente troviamo al fianco di Yoko (Vic e Pol, audace il primo, comico il secondo), compare anche una ragazza, Monya, che è ultima terrestre rimasta in vita nel XXXIX secolo, giunta nei nostri giorni per impedire, cambiando il corso della Storia, la fine del mondo nel 3872. E’ quanto raccontato nella prima avventura, “La spirale del tempo” (1981). “Il mattino del mondo” (1988) vede i nostri eroi raggiungere Bali nel 1359 per liberare una danzatrice destinata a una orribile sorte (per colpa di un oggetto incautamente sottratto dal suo tempo), ritrovandosi però coinvolti nella catastrofica eruzione di un vulcano. “L’astrologo di Bruges” (1994) ricostruisce, con certosina documentazione, la realtà delle Fiandre nel 1545, là dove Yoko e i suoi amici si recano per recuperare una fiala che potrebbe scatenare la peste nera ai nostri giorni. Se non conoscete la giapponesina di Leloup, ecco un’occasione per incontrarla.

giovedì 14 aprile 2022

E’ UNA VITA CHE TI ASPETTO



 

Fabio Volo

E’ UNA VITA CHE TI ASPETTO

Mondadori

brossurato, 2003

180  pagine -  Euro 13,00

Non è proprio un romanzo. Insomma, perché un libro sia un romanzo dovrebbe avere una trama. Dovrebbe succedere qualcosa. Qui invece non succede niente. Se si dovesse giudicare Fabio Volo come scrittore partendo dalla sua capacità di tessere un intreccio, un plot, una fabula, occorrerebbe astenersi, perché non è che la trama non stia in piedi, semplicemente è assente. Non ci sono personaggi (almeno, non ce ne sono che abbiano uno spessore, se non l’io narrante), non ci sono fatti, non ci sono dialoghi. A dire il vero, un minimo di riassunto degli eventi è possibile farlo: Francesco, single milanese affitto da sindrome di Peter Pan, incapace di innamorarsi e  di avere un rapporto vero con gli altri, decide improvvisamente, non si sa bene perché (in seguito a quale trauma o evento epocale, intendo: in realtà solo per un consiglio buttato lì dal suo medico) di cambiare vita e di crescere. Messosi alla ricerca di se stesso, si isola sempre di più per leggersi dentro e capirsi, passa dal tempo pieno al part time, e conosce una ragazza, Ilaria, che senza difficoltà (guarda caso è libera come l’aria e disponibilissima) si innamora di lui e lo fa innamorare. E tutti vissero felici e contenti. In realtà, il libro di Fabio Volo è migliore di quanto possa sembrare giudicando solo dalla quantità di colpi di scena che pure sarebbe bene aspettarsi da ogni romanzo. E’ migliore perché Volo sa scrivere abbastanza bene, è brillante, gradevole, spiritoso. Il suo Francesco  che va alla ricerca di se stesso passa in realtà in rassegna una quantità di situazioni quotidiane in cui tanti, in varia misura, modo e maniera, possono riconoscersi. Niente di particolarmente problematico, per carità, ma è appunto questo che l’autore intende ricercare: la levità di una condizione umana non necessariamente drammatica, eppure fonte di infelicità. Perché il punto è proprio questo: l’infelicità sempre in agguato, anche nella vita di chi non ha figli da mantenere, alimenti da pagare, affitti da saldare, problemi per trovare da scopare, angosce da lavori saltuari o da sottoccupazione. La soluzione proposta da Fabio Volo è essenzialmente new age: cambiare vita facendo un viaggio dentro se stessi, non farsi coinvolgere dallo stordimento a tutti i costi di una esistenza sotto stress, riassaporare la gioia delle piccole cose, scoprire continuamente nuove sorprese nella vita di tutti i giorni. Il tutto ricorda un po’, e scommetterei che Fabio Volo l’ha letto, il romanzo “Dio su una Harley”, in cui si racconta di una infermiera (americana) che, stressata e sull’orlo di una crisi di nervi, ugualmente (incontrando Dio e non il medico di famiglia) decide di ritrovarsi e resettare la propria vita, scoprendo infine la definitiva salvezza in una improvvisa e imprevista storia d’amore. Ci sarebbe molto da obiettare a questa visione edulcorata del mondo, basterebbe chiedere a Fabio Volo di provare a scrivere lo stesso libro con protagonista un Francesco quarantenne con tre figli, un mutuo da pagare e la casa affidata da un giudice alla moglie e al suo nuovo amante. Tuttavia, l’autore è brillante, e, intelligentemente, troverebbe il modo di evitare di impelagarsi in una simile prova.

 

domenica 10 aprile 2022

LA PREISTORIA DI TILT



 

LA PREISTORIA DI TILT
a cura di Alfredo Castelli
Cut-Up
cartonato, 2022
100 pagine, 23.90 euro


Tanto è interessante Alfredo Castelli quando racconta le vicende editoriali di pubblicazioni (a fumetti e non solo) degli anni passati, tanto è divertente il recupero, proposto in questo volume, delle parodie presentate dalla rivista "Tilt" alla fine degli anni Sessanta, di cui appunto l'illustratissima e brillante introduzione del BVZA rende conto e ragione. Gli autori citati in copertina, oltre allo stesso Castelli, sono Marco Baratelli, Mario Gomboli, autori dei testi, e Carlo Peroni, quest'ultimo spiritosissimo e talentuoso disegnatore, in pratica, dell'intera rivista. Di Baratelli si sa poco, perché scomparso giovanissimo in un incidente stradale (chissà quanto altro divertimento avrebbe potuto darci), i nomi degli altri tre sono una garanzia. "Tilt" nacque come una sorta di versione italiana di "Mad", proprio su proposta di Alfredo Castelli che della testata americana era un lettore accanito. Non si trattò di una banale imitazione, beninteso, ma di un prodotto originale con particolarità precipue dovute alle personalità e al talento dei quattro moschettieri che ci cimentarono nell'impresa. Di "Tilt" uscirono soltanto due numeri, poi l'editore Ivaldi ("poco portato per il fumetto umoristico", spiega Castelli) chiuse frettolosamente i battenti dopo aver distribuito tirature troppo limitate per garantire il successo dell'operazione. Peccato, perché c'era da ridere. "Tilt" è rimasta comunque nella storia del fumetto italiano, ricordata da chi la lesse al tempo e da chi potè recuperare in seguito i due numeri. Il volume edito da Cut-Up li ripropone in versione quasi anastatica. Resta il mistero del perché il cartonato si intitoli "La preistoria di Tilt" e si annunci un seguito: se c'è una "preistoria" ci sarà una storia (ulteriore) di cui Castelli si prepara a proseguire la narrazione. Vedremo! Intanto godiamoci le parodie di Diabolik, Charlie Brown, Topolino, Ringo, Sherlock Holmes, Calimero e altri sbeffeggiati ancora di cui tracimano le pagine di "Tilt". Castelli si chiede, in quarta di copertina, se il lettore di oggi può apprezzare e sorridere e battute riferite a personaggi e situazioni di più di mezzo secolo fa. La risposta, per quanto mi riguarda, è sì.

sabato 9 aprile 2022

GLI ULTIMI GIORNI DI QUIETE

 
 

 
 
Antonio Manzini
GLI ULTIMI GIORNI DI QUIETE
Sellerio
brossurato, 2020
240 pagine, 14 euro


Che fareste se foste i genitori di un giovane ucciso da un balordo durante un tentativo di rapina, e dopo cinque anni vi capitasse di riconoscere il suo assassino, condannato per omicidio, già in libertà? Capita a Nora e Pasquale, una coppia di Pescara, che dal giorno della morte del figlio vivono una non-vita quasi in stato catatonico, in preda a ricordi, rimpianti, rimorsi e tanto dolore. Alla scoperta che l'omicida, tale Paolo Dainese, è già libero ognuno dei due reagisce in modo diverso. Pasquale, per quanto uomo inoffensivo, si procura per vie traverse una pistola. Nora scopre dove vive il Dainese e lo segue dovunque. Antonio Manzini è bravissimo a descrivere sia gli accadimenti interiori che agitano i protagonisti (il complesso di paure e di pulsioni, oltre che di reminescenze del passato) sia il susseguirsi di vicende che movimentano la trama, sempre più interessante man mano che la lettura procede. Un noir senza poliziotti nè detective privati, senza metropoli tentacolari e locali notturni, animato da persone comuni, in uno scenario di provincia. Il finale sorprende e porta a destini diversi per Pasquale e Nora.