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martedì 7 dicembre 2021

NATIVI AMERICANI

 

 

 

Raffaella Milandri
NATIVI AMERICANI
Guida alle Tribù e Riserve degli Stati Uniti
Mauna Kea
2021, brossurato
416 pagine, 18 euro


Attenzione a non scambiare questo libro per una guida turistica. E' una guida per viaggiatori. "Indispensabile per chi vuole informarsi, studiare o organizzare un viaggio tra i nativi americani", recita una scritta in quarta di copertina. Quindi è un vademecum per chi voglia compiere un viaggio informato e consapevole della complessità delle culture e delle realtà delle tribà degli Indiani d'America. Raffaella Milandri, attivista della causa dei nativi americani, adottata da una tribù Crow, esperta conoscitrice della materia, introduce il lettore al concetto di "riserva" e ne illustra le principali problematiche e tipologie, tracciando un quadro storico ma soffermandosi sulla realtà attuale, anche dal punto di vista politico-amministrativo-legislativo, di cui offre una panoramica aggiornata. Poi, esamina la situazione stato per stato, fornendo indirizzi e link utili per organizzare una visita. Non come turisti, ma come viaggiatori. 
i un altro libro, meno manualistico e più avventuroso, un vero e proprio diario di viaggio, scrutto da Raffaella Milandri, ci eravamo già occupati in questo spazio: si tratta di "In Alaska". Trovate la recensione seguendo il link qui sotto:
 
 

lunedì 21 novembre 2016

VIAGGIO IN SARDEGNA




VIAGGIO IN SARDEGNA
di Michela Murgia
Einaudi
2008, brossurato,
200 pagne, euro 13.50

"Undici percorsi nell'isola che non si vede", spiega il sottotitolo e già chiarisce il punto di partenza: non si tratta di una raccolta di cartoline, di una guida turistica a uso dei bagnanti, di un elenco di luoghi comuni. L'autrice, Premio Campiello e sardissima a dispetto del cognome che fa venire in mente la Puglia, conduce il lettore nel cuore dell'isola, quello che dalle spiagge di certo non si scorge. E lo fa senza il provincialismo di chi vuol esaltare le bellezze di un luogo per il pur legittimo orgoglio di esserci nato, ma con la consapevolezza di chi ha coscienza del vero spirito di una terra e dell'autentico animo dei suoi abitanti e cerca di raccontarli con una scrittura chiara ma di grande respiro a chi, da lontano, ne ha una conoscenza filtrata da stereotipi, depliant di villaggi vacanze, notizie di cronaca nera del telegiornale. Si scopre subito come la cosa più interessante della Sardegna sono i sardi, misteriosi fin dalle risultanze genetiche, abituati a parlare più attraverso i silenzi che le parole, discendenti da società matriarcali di cui ancora oggi si tramanda il ricordo della grande importanza data alle donne, così marcati dal' "alterità" da sentirsi diversi non solo da quelli del "continente" ma anche dagli abitanti dei paesi vicini. E poi il mare: amico, forse, oggi, per il beneficio recato all'economia da chi va a prendere il sole sulle spiagge, ma nemico storicamente perché porta di ogni invasione. Ed ecco i nuraghi, da ciascuno dei quali un tempo se ne potevano vedere almeno altri due, e che comunicavano subito a grandi distanze, con fuochi accesi sulle sommità, se un pericolo incombeva sulle misteriose e antichissime comunità che li avevano eretti. Così bravi a difendersi, i dardi, rifugiandosi nell'interno aspro e impenetrabile della loro isola, che i romani, pur avendo pianificato la conquista e la colonizzazione della Sardegna, dovettero loro malgrado fermarsi sulle coste e chiamarono "barbare" le regioni dell'entroterra: da cui Barbagia, appunto. E quindi un popolo di contadini e di pastori, e non di naviganti e marinai, vestiti però di tutto punto, come se che invece di andare a pascolare le pecore o a zappare i campi partissero ogni mattina per una sfilata di moda, come già notava Lawrence nel suo diario di viaggio, descrivendo i pizzi e i merletti dei vestiti. La lettura della Murgia fa venire voglia di seguire gli itinerari da lei consigliati, lontani da quelli più battuti dai turisti. Ma anche senza partire, o in attesa di farlo, qualcosa in più sull'isola si riesce a capirlo.

martedì 1 dicembre 2015

LONDON CALLING


LONDON CALLING
di Andrea Barattin
Kleiner Flug
2015, brossurato
90 pagine, 17 euro

Chi ha amato (nel mio caso, adorato) le vignette di Andrea Barattin (Belluno, 1987, donna) pubblicate in due strepitosi volumi editi da Slow Comics ("Ah, l'Amour!" e "Ah, l'Amour! 2") non può farsi sfuggire questo nuovo libro. Questa volta, niente sesso. Del resto, siamo inglesi. O meglio: tentano di diventare inglesi di adozione i due protagonisti: la stessa Andrea e il compagno Tommaso, che si trasferiscono a Londra in cerca di orizzonti più ampi, di lavoro e di fortuna. "London Calling" è un diario di viaggio e al tempo stesso una guida per italiani desiderosi di tentare la sorte tra le brume londinesi. Una guida a fumetti costellata di gag, ma non per questo meno efficace e pratica delle tante, tutte scritte, che si trovano in libreria. Nel finale, i due emigranti cambiano città per stabilirsi a Valencia, in Spagna, dove il clima è migliore e la vita meno cara: nonostante le traversie e le difficoltà, Londra ha comunque lasciato il segno nei loro cuori e ne sentono la nostalgia. Come arrivare in Inghilterra, dove andare, in che modo cercare lavoro, il problema della lingua e degli adempimenti burocratici, tutto viene raccontato in modo ironico ma esaustivo dalle garbatissime vignette di Andrea, il cui tratto grafico originale riesce perfettamente a veicolare contenuti apparentemente tecnici come i consigli sull'apertura di un conto in banca: "London Calling" potrebbe essere studiato nelle scuole di comics come un perfetto esempio del modo in cui il linguaggio del fumetto si può applicare persino alle guide pratiche per viaggiatori. A dispetto delle tante opportunità che effettivamente Londra offre a chi ci si trasferisce (sempre di più gli italiani), dopo aver letto le disavventure dei protagonisti di questo libro personalmente me ne terrò lontano, se non come turista toccata e fuga. E nel caso mi trasferirò a Valencia.