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mercoledì 27 maggio 2026

LA DONNA FOCA

             


 
Fred Vignaux
Yann
THORGAL
LA DONNA FOCA
Alessandro Editore
2026, cartonato
50 pagine, 18,90 euro
 

Asterix, Thorgal, Yoko Tsuno, Tintin, Blake et Mortimer, Spirou, Blueberry, Gaston Lagaffe, Lucky Luke, i Puffi, Valérian. Queste, in ordine di gradimento, le dieci serie francesi più apprezzate dal sottoscritto. Mi sorprendo anch’io della seconda e della terza posizione, soprattutto perché precedono la quarta e la quinta, ma tant’è. Quella di Thorgal è una saga a fumetti iniziata Oltralpe nel 1977 sulla rivista "Tintin" ma che io ho imparato ad amare sulle pagine di "Comic Art" e che ho cercato di seguire in ogni possibile edizione italiana. Qualche anno fa ho avuto anche la fortuna di conoscere di persona lo sceneggiatore Jean Van Hamme, in una manifestazione fumettistica in Croazia in cui eravamo entrambi ospiti. Van Hamme, belga classe 1939, è un autore stellare con mille altre opere all’attivo – tra cui ricordo con piacere la serie “I maestri dell’orzo”, basata sulla saga di una famiglia di birrai. Insieme al disegnatore Grzegorz Rosiński, polacco classe 1941, dato vita all’universo fantastico di Thorgal, vichingo dai capelli neri perché piovuto letteralmente dal cielo tra i guerrieri norreni. “La donna foca” è il trentottesimo volume della saga, il secondo firmato da Yann ai testi e Fred Vignaux ai disegni (l’ultimo episodio firmato da Van Hamme e Rosiński è il ventinovesimo, del 2006). È uscito in Francia il 6 novembre 2020 per Le Lombard con il titolo La Selkie, mentre in Italia arriva nel 2026 per Alessandro Editore. Ho talvolta paragonato la saga di Thorgal a quella di Zagor: entrambe sanno mescolano avventura e azione, dramma e sfondo storico, con elementi fantastici, mitologici e a volte fantascientifici. Così come lo Spirito con la Scure combatte banditi, creature sovrannaturali, stregoni e minacce di ogni tipo tra le foreste del Nuovo Mondo, anche in Thorgal l’eroe si trova costantemente a confrontarsi con pericoli creati da avversari umani o sovrumani. In entrambe le serie l’avventura è il motore principale, ma è arricchita da uno strato di profondità emotiva e morale: Zagor è un difensore della giustizia tormentato dal suo passato, Thorgal è un uomo che cerca solo una vita serena con la sua famiglia ma viene continuamente trascinato dal Fato in imprese epiche. Thorgal Aegirsson, detto “il figlio delle stelle”, è un eroe atipico che mi ha sempre affascinato: un guerriero coraggioso ma tormentato, non un superuomo invincibile, ma un uomo comune con un destino straordinario. Orfano adottato da un clan vichingo, scoprirà di avere origini spaziali, discendendo da una razza di viaggiatori delle stelle (il figlio, e non lui, eredita poteri legati a questa ascendenza). Sua moglie Aaricia, figlia di Gandalf il Folle e principessa vichinga, è una donna forte, leale e profondamente umana, legata a Thorgal fin dalla nascita da un oggetto magico. Insieme hanno due figli: Jolan e Louve (Lupa). Pur essendo di ambientazione vichinga con molti riferimenti alla mitologia nordica, gli scenari variano continuamente in modo affascinante. La saga creata da Jean Van Hamme e Grzegorz Rosiński evolve nel tempo, passando da storie più autoconclusive a una vera e propria epopea familiare, dove i legami con Aaricia, Jolan e Louve diventano centrali. Ci sono anche personaggi memorabili come Kriss di Valnor, spietata e affascinante guerriera che si è meritata uno spin-off tutto suo. I testi di Van Hamme sono solidi, ritmati, con dialoghi efficaci e personaggi che crescono volume dopo volume. Sui disegni, Rosiński è un maestro nel rendere scenari suggestivi, battaglie e creature fantastiche. Con “La donna foca” Yann e Vignaux proseguono la nuova fase della serie. Louve viene rapita e portata sull’isola di Kalsoy; Thorgal e Jolan si lanciano al suo salvataggio finendo invischiati nelle trame di una comunità isolana brutale e nell’antica leggenda della Kopakonan, la donna foca (selkie) del folklore norreno. Niente di paragonabile alle storie di Van Hamme e Rosiński, ma l’avventura è solida, con buon ritmo e qualche approfondimento interessante, senza stravolgere la formula ma rispettando le radici mitologiche della saga.

 

Recensioni precedenti su Utili sputi di riflessione:

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/05/thorgal.html

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/05/thorgal-volume-2.html

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/07/thorgal-volume-3.html

 

domenica 10 dicembre 2023

SUSPIRIA: L’ERETICO


 

 
Luca Laca Montagliani
Andrea Bulgarelli
SUSPIRIA: L’ERETICO
Annexia
2023, brossurato, 
128 pagine

Esordire dicendo che il saggio su Lucifero firmato da Fabio Celoni (sì, proprio lui) vale da solo il prezzo dl biglietto, sarebbe ingeneroso verso la storia a fumetti che lo precede, che sicuramente suscita ammirazione, per i testi e per i disegni. Ma cominciano da Lucifero il cui nome, come ben spiega Celoni, significa “portatore di luce”, e che comunemente veniva dato ai bambini almeno fino al terzo secolo dopo Cristo (esiste persino un San Lucifero), prima che il teologo Tertulliano non lo indicasse come quello di un sovrano di Babilonia contro cui si scaglia il profeta Isaia, probabilmente per un errore di traduzione della Bibbia in latino, e quindi venisse indentificato a posteriori con Satana, o il Male assoluto. Del resto nella Bibbia non c’è traccia della leggenda, che pure tutti conoscono, dell’angelo ribelle esiliato dal Paradiso e fatto precipitare sulla Terra, un racconto cominciato a circolare in era volgare. Il personaggio di Suspiria, creato da Luca Laca Montagliani (il massino esperto vivente di fumetto erotico popolare, e s’intende “vivente” nel senso di “prima che Davide Barzi e Sylvester lo facciano fuori e diano inizio a una sua seconda vita zombesca") e protagonista con “l’Eretico” del suo terzo episodio, è la figlia di Lucifero: ma non di quello che noi conosciamo dalla tradizione cristiana, quello esiliato, sì, ma da un diverso pantheon demoniaco. L’Eretico è proprio lui, un dio ribelle che predica agli uomini la necessità di porre fine alla sudditanza dagli altri dei: “Il potere è dentro di voi, non piegatevi a nessuno né in spirito né in carne!”. Satanna, la madre di Suspiria, gli fa notare: “Se l’uomo si affrancasse dai timori e dalle superstizioni, avresti contro l’intero pantheon!”. “Non li temo!” replica Lucifero. Sono però le dee, divinità oscure che nulla hanno con le abitatrici dell’Olimpo o di Asgard, a convincere Lucifero a ritirarsi in una volontaria catalessi destinata a durare secoli, e tutto ciò per il più umano dei sentimenti: l’invidia. Tutte vorrebbero avere un figlio da lui ma è Satanna a essere stata fecondata. La scarnificano dunque il volto e uccidono il feto che ha nel grembo, costringendola a fuggire al di fuori del tempo a vegliare l’amante dormiente. Sopravvivono le figlie Suspiria e Nenia, che in questo episodio retrospettivo (in cui si svelano appunto gli antefatti) vediamo bambine. A quest’ultima è dedicato un albetto disegnato da Pierluigi Abbondanza allegato al volume, che in appendice propone anche una serie di matite di Andrea Bulgarelli, davvero evocative nel raffigurare figure sensuali e demoniache, eros e thanatos, orrore e lussuria. Suspiria va a far visita alla madre, che veglia il simulacro di Lucifero, e le domanda: “Perché non ti sei vendicata?”. “Doveva andare così. Perché…? Vorresti pensarci tu?” risponde Satanna. “Nel tempo eternalico del regno oscuro potrei averlo già fatto!”, replica enigmatica la figlia. I lettori più fedeli sanno o sapranno. Sbaglia chi si attende contenuti porno o trattazione banale della materia. Oltre alla copertina del bravo Andrea Jula, esiste una variant cover in tiratura limitata del maestro Emanuele Taglietti. Un servizio fotografico con una modella praticamente perfetta che si aggira per un cimitero completa l’opera. Dulcis in fundo, una storia bonus disegnata da Werner Maresta: Atto di Dolore.