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sabato 4 febbraio 2023

LUKE NESS, PHD - L'ESECRABILE UOMO DELLE NEVI

 

 


Francesco Manetti
Filippo Pieri
LUKE NESS, PHD - L'ESECRABILE UOMO DELLE NEVI
Amazon Italia
brossurato, 2023
60 pagine, 3.99 euro

Dalla mia introduzione.
Luke Ness ha una storia molto particolare, che vale la pena di raccontare. Trent’anni fa, un imprenditore pratese, Pascal Tripodo, gestiva una attività di fotocomposizione e stampa a cui, a un certo punto, venne affidata la realizzazione grafica e trupografica della fanzine “Collezionare”, realizzata da Francesco, dal sottoscritto, da Saverio Ceri e da Alessandro Monti. “Collezionare” aveva appena chiuso i battenti trasformandosi in “Dime Press”, quando Tripodo volle inventarsi editore di una rivista chiamata “Lotto Sì”, dedicata ai giocatori e agli scommettitori del mondo delle schedine e delle lotterie. Alla testata servivano però anche contenuti giornalistici, che vennero affidati appunto a Manetti, il quale si inventò articoli di colore dedicati alla cabala, all’oroscopo, alla superstizione. Ma, soprattutto, essendo appunto nato fumettaro, propose la realizzazione di una striscia a fumetti, denominata “Luke Ness, Phd”. Il buffo protagonista si occupava appunto di indagare misteri come quello dello Yeti o dei Dischi Volanti, dunque argomenti riguardanti leggende e arcani, in tono con il giornale di Tripodo. A disegnarne le avventure venne chiamato il giovane Simone Frasca, divenuto con il tempo uno dei più noti illustratori italiani da bambini. Purtroppo di “Lotto sì” uscirono unicamente due numeri, e quindi venne pubblicata una sola coppia di strisce, della decina che Manetti & Frasca stavano preparando. Il povero Luke Ness finì in un cassetto. Finché, nel 2019, Francesco propone a Filippo Pieri di recuperarlo, e costui accetta con entusiasmo. La cosa singolare è che io conoscevo Pieri come sceneggiatore, e lo ritrovo qui quale disegnatore. Ma si sa, se uno vuol fare il fumettaro, e non il pompiere, deve mettersi in gioco fino in fondo. Filippo ridisegna ex novo le vignette già fatte a suo tempo da Frasca, e così le strisce di Luke Ness hanno ripreso vita venendo pubblicate in Rete sul blog “Dime Web. Non tutte, però: attenzione! Il finale della prima storia è rimasto inedito per questa edizione cartacea autoprodotta. La prima, lunga avventura è raccontata alla maniera delle avventure di Topolino (e di mille altri personaggi) dell’epoca d’oro delle strisce sindacate che apparivano sui quotidiani americani: ogni striscia propone una gag, ma rimanda al seguito nella striscia successiva. Già, perché Manetti vuol fare sfoggio di cultura fumettistica. Perché fumettari si nasce e chi ci nacque conosce anche i fumetti degli anni Trenta. Disponibile solo sulla piattaforma Amazon.

domenica 27 gennaio 2019

BESTIARIO UMORISTICO





Tino Adamo

Luca Barbieri
BESTIARIO UMORISTICO
Elletì Edizioni
brossurato, 2018
128 pagine, p.n.i.


Ci sono dappertutto i colleghi battutisti. Quelli che in pausa caffè fanno ridere i presenti con i loro commenti salaci o i loro giochi di parole, sparati a raffica. Luca Barbieri l'hanno cacciato per questo dalla banca dove, prima di venire assunto in Bonelli come redattore, faceva l'impiegato. Lui racconta di essersene andato volontariamente perché appassionato di fumetti, ma tutti conoscono la verità. Adesso anche noi in Bonelli cerchiamo il modo di liberarcene: ne parliamo bene a quelli della Panini sperando che se lo accattino loro. Con Tino Adamo non c'è speranza: non lo vorrebbe nessuno, ci tocca tenercelo noi. Per farlo stare buono gli abbiamo dato da fare i Bonelli Kids. I due hanno stretto comunella e hanno realizzato un libro di battute grafiche: un bestiario di animali fantastici dai nomi storpiati o fraintesi. Il risultato è esilarante.

Nella mia prefazione (sì, perché c'è anche una mia prefazione: l'hanno chiesta a me perché sono il terzo battutista della Bonelli e mi considerano del club) ho citato il cartoonist Mort Walker che con lo pseudonimo di Addison ha disegnato, dal 1968 al 2000, una serie di strisce umoristiche intitolata “Boner’s Ark” con protagonisti gli animali di una sorta di Arca di Noè. Ma, restando in tema di fumetti, c’è anche lo “Zoo pazzo” di Mario Gomboli e Massimo Mattioli che suscitava l’ilarità dei lettori del “Corrierino”. Barbieri e Adamo, ci consegnano adesso un loro bestiario in cui si divertono a giocare, oltre che con le bestie, anche con le parole. Ed è questo il bello: come moderni dottor Moreau danno vita a creature che incrociano le specie viventi con i calembour. Isaac Asimov, uno che sia di humour che di parole se ne intendeva, soleva ripetere: “considero il gioco di parole la forma più nobile di umorismo”. Voleva dire che mentre gli scivoloni sulle bucce di banana o le torte in faccia sono un tipo di humour molto immediato, godibile anche da un analfabeta, il gioco di parole richiede non di rado, per essere perfettamente compreso, una certa cultura, una certa dimestichezza con le lettere, una certa raffinatezza di palato da parte del fruitore. Non mi resta che invitarvi la lettura delle scompiscianti vignette di Luca e Tino:vi assicuro che fanno ridere. Da montanaro qual sono, rido anche adesso pensando al Corilla di Montagna che canta lo jodel, o alla Montide Religiosa che si inerpica un cerca di un santuario alpino. Unico problema: il libro non è in vendita, per ora, se non dagli autori che lo promuovono in giro per le mostre, faticando come bestie e facendo faticare come bestie i loro lettori. Ma potrebbe esserci presto una distribuzione.

mercoledì 2 maggio 2018

CONTRO (VERSI)!




Franco Lana
CONTRO (VERSI)!
Book Sprint Edizioni
2018, brossurato
40 pagine, 15.90 euro

In una breve intervista pubblicata sul sito Web della Casa Editrice, Franco Lana spiega come è stato spinto a scrivere questa silloge poetica: "Una persona, molto colta, mi disse: Franco, perché non fa il poeta?". In realtà, Franco un poeta lo è quotidianamente nella multiforme attività con cui esprime se stesso e il suo modo di essere. Si tratta davvero di un personaggio fuori dal comune, come sa bene chi lo conosce di persona e chi ha imparato a conoscerlo in Rete. Un minimo contributo alla sua fama l'ho dato anch'io creando la rubrica dedicata a "Il Solito Franco Lana" sulla mia pagina Facebook dove ho pubblicato le battute fotografiche dedicata a Zagor che in mandava. Ho fatto anche in modo che le battute venissero raccolte in un opuscolo di cui ho scritto la prefazione (le potete comunque rintracciare sul mio blog a questo indirizzo: 
Tuttavia Franco è soltanto quel "Solito" lì.
Frequentandolo si scopre tutto un mondo di altre cose che lui ha realizzato (e continua a realizzare): cortometraggi, alcuni con lui stesso nel ruolo di attore, sceneggiature di fumetti, articoli per riviste come "Il veliero", dedicata al disagio sociale, ma anche collaborazioni a siti Internet come Dime Web con interviste a personaggi famosi. E' comparso persino, con un suo contributo, nel film-documentario "Springsteen and I" di Ridley Scott. Vittima lui stesso di una sindrome da "mal di vivere" (la stessa che, chi in maggior grado chi in minore, colpisce quasi tutti, sottoscritto compreso), la supera facendo parte di una associazione che aiuta gli altri, quelli che il disagio rischia di annichilire. "Sono nato a Torino, dove tuttora sopravvivo", scrive di sé in quarta di copertina del suo libro di poesie (nella prima c'è una foto appunto della Mole). Ad aiutarlo a sopravvivere ci sono le sue passioni per i fumetti (Zagor in primis), cinema e musica. "Leggere e scrivere sono per me tra le cose più belle del mondo", dice. E spiega: "Le poesie che compongono il libro, sono state scritte nel corso di diversi anni, e rappresentano la voglia di comunicare con il mio prossimo, soprattutto per quanto riguarda tematiche attuali, ma anche personali. Il messaggio che (spero) vorrei trasmettere è quello che chi vive un senso di inadeguatezza verso la vita, può comunque riuscire (o tentare), di fare cose utili per sé e per il prossimo". In tutto, sono 33 i componimenti racconti in "Contro (Versi)!", tutti molto brevi, semplici, comprensibili e nella maggior parte dei casi toccanti (cioè, giungono al punto). In "Non so dove andare" scrive: "La vita è là / io dove sono? / Senza una strada / poche indicazioni / cosa farò da grande?".
Se lo chiede persino Gino Paoli un una canzone scritta in età matura, figuriamoci. E appunto a testi di canzoni posso essere accomunati queste i versi di Lana, che del resto in "Canzoni allo specchio" conferma: "Sono un cantante di strada / e ho composto (...) questi versi che parlano del mondo / ma li ho scritti per me". Una poesia è dedicata a Zagor ("L'uomo dalla casacca rossa"), identificato in un eroe "sempre in cerca del giusto equilibrio". In cerca, appunto, come tutti noi, "under construction", per citare il titolo di un altro componimento di Franco. Non c'è la pretesa di ritenersi un grande poeta, ci sono le confessioni di uno che ha sopportato "medicine / cure e sofferenze / le visite infinite / la pazienza, la speranza". E che conclude: "sono ancora qui / ormai da lunghi mesi / ma ora va meglio / sono under construction".