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domenica 11 aprile 2021

QUEI DUE: UN BUON PARTITO

 
 

Tito Faraci

Silvia Ziche
QUEI DUE: UN BUON PARTITO
Sergio Bonelli Editore
2020, cartonato
74 pagine, 16 euro


Non c'è due senza tre, anche per una serie intitolata, in attesa del quarto volume che verrà da sé, anche se il titolo della serie è "Quei due". Delle precedenti uscite abbiamo già parlato, in questo spazio, e valgono le cose già dette. Le potete leggere o rileggere qui:

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/.../quei-due...

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/.../quei-due...

Torna dunque il teatrino dei personaggi mossi da Tito Faraci e da Silvia Ziche sullo sfondo dei Navigli, con la coppia in crisi (anzi, già definitivamente scoppiata) composta da Marco e Marta, proprietari di un ristorante chiamato "Da Marto". Animale da bar, donnaiolo, immaturo e fifone nei confronti delle malattie (con l'unico pregio di essere un collezionista di fumetti) lui, frantuma-maroni e spietata nei confronti dell'ex che ancora le ingombra la casa con la propria roba, lei. Attorno a loro, un gruppo di amici, fra cui Carlo e Valeria, altra coppia in crisi (qui le simpatie vanno a lui, tanto è stronza lei). Alla ribalta giungono adesso Anna, la dottoressa che cura Marco dal un certo dolorino lì, e Baldo Comini, uomo politico di bell'aspetto, dalle idee illuminate ammirato da tutti ma che nessuno vota. In quest'ultimo, per chi conosca le simpatie e le amicizie di Faraci, è facile riconoscere Pippo Civati. Pare che nasca del tenero fra Comini e Marta, e del resto anch'io su Marta ci farei un pensierino, nonostante il caratteraccio. Assisteremo nel quarto volume alla formazione delle nuove coppie Anna/Marco (in onore di Lucio Dalla) e Marta/Baldo? Ai posteri l'ardua sentenza.

venerdì 15 gennaio 2021

QUEI DUE: UN DOLORINO QUI


 
 
 
Tiro Faraci
Silvia Ziche
QUEI DUE: UN DOLORINO QUI
Sergio Bonelli Editore
cartonato, 2020
74 pagine, 16 euro


Seconda puntata della sit-com a fumetti di Tito Faraci e Silvia Ziche, "Noi due". La prima, è stata recensita qui: https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/01/quei-due.html. In realtà, sebbene io stesso abbia usato il termine "sit-com" per definire questa serie, me ne pento. Infatti, leggere in quarta di copertina che "Noi due" parla "il linguaggio moderno delle serie televisive" mi ha dato il briciolo di fastidio che provo sempre se mi si prospetta una sudditanza del fumetto verso la televisione. Vade retro! Il fumetto è fumetto e parla il linguaggio del fumetto. E non deve fare il verso alla TV per essere (men che mai per sembrare) moderno. E grazie al Padreterno, che sicuramente ha agito attraverso i due autori, "Noi due" è puro fumetto e non ha bisogno di assomigliare a niente du trasmesso via etere. E' fumettoso nella recitazione dei due protagonisti (io, lo confesso, su Marta ci farei un pensierino; e Marco lo prenderei a calci in culo); è fumettoso nei ritmi e nei tempi con cui si raggiungono gli effetti voluti; è fumettoso nei dialoghi e nella ricostruzione (essenziale ma efficacissima) della vita da bar dei Navigli; è fumettoso per come Tex (o un personaggio che gli somiglia moltissimo) compare a dare consigli quando servono, e spesso quando non servono (a fare da contrappasso, le amiche di Marta, che non può contare su un Ranger come confidente). La trama (a quella del primo volume abbiamo già accennato) si complica ed entrano in scena nuovi personaggi, come Valeria, l'ex moglie di Carlo, che è ha avuto una breve storia con Marta pur essendo il miglior amico di Carlo, che di Marta è l'ex marito in guerra. Non posso spiegare tutta la soap-opera... argh! Ho detto soap opera, facendo un paragone con la TV! Insomma, comunque sia ci si diverte.

venerdì 24 maggio 2019

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE





Milan Kundera
L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE
La Biblioteca di Repubblica
2002, cartonato, 260 pagine

Si può ben capire perché questo romanzo, scritto nel 1982 e pubblicato in Francia nel 1984, non abbia potuto uscire subito anche in Cecoslovacchia, patria dell'autore (nato a Brno nel 1929): si parla della Primavera di Praga del 1968e della repressione sovietica che ne seguì, e quindi i toni sono anticomunisti. Del resto Kundera fuggì a Parigi proprio in seguito all'invasione dei carri armati russi e si stabilì in Francia, dove ha insegnato all'università di Rennes. Stupisce casomai il fatto che, anche dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 siano passati diciassette anni prima che ci fosse una edizione praghese. "L'insostenibile leggerezza dell'essere" si sviluppa in lungo arco narrativo che abbraccia più decenni. E' una lettura quasi obbligatoria, nel senso che dopo averne sentito parlare per ogni dove, e non aver mai visto passare di moda il nome (per carità, degno di ogni lode) dell'autore, uno si convince che fra un libro di Stephen King e l'altro sia cosa buona e giusta non farsi cogliere impreparati e annoverare fra i titoli di cui saper disquisire anche il capolavoro di Milan Kundera. Ecco, a libro chiuso dopo l'ultima pagina mi vien da pensare che anche questo, come in altri casi mi sono trovato a dover dire, è uno di quei romanzi di cui non si capisce fino in fondo il motivo di tanto entusiasmo. Libro gradevole, ma di certo non uno di quelli che illuminano la vita (almeno, non la mia). E' chiara l'eco delle "Affinità elettive" di Goethe, con la doppia coppia alla base di un complicato gioco di relazioni incrociate, ma per il resto si tratta del racconto di una storia d'amore fra Tomáš (un medico), la sua compagna Tereza (una fotografa), la sua amante Sabina (una pittrice) e un altro amante di Sabina, Franz (un professore universitario). Tomáš non riesce a essere fedele, Tereza finge di non vedere i tradimenti di lui ma si tribola nella gelosia. Lui è materialista, legato alla fisicità delle relazioni, lei sentimentale, legata alle ragioni dell'anima: il confronto fra queste diverse indoli anima il dipanarsi dei capitoli, privi tuttavia di accadimenti clamorosi, con la noia sempre in agguato, per fortuna leggera e dunque sostenibile.