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domenica 24 marzo 2024

BREVE STORIA DELLA CHIMICA



Isaac Asimov
BREVE STORIA DELLA CHIMICA
Zanichelli
2019, brossurato
202 pagine, 26.40 euro

Da grande appassionato di qualunque cosa abbia scritto Isaac Asimov (le cui opere occupano tre ripiani in tripla fila nella mia libreria in salotto) colleziono non soltanto i suoi romanzi e le sue antologie di racconti (fantascienza e giallo, soprattutto) ma anche tutta la sua sterminata produzione saggistica (saggi, raccolte di articoli). Proprio i suoi articoli di divulgazione scientifica hanno fondato le basi della mia curiosità sulla fisica, l’astronomia, la chimica, la biologia ma anche le mie prime conoscenze sulla storia della scienza e le mie convinzioni sulla necessità della lotta alle superstizioni e all’oscurantismo. Da quel grande narratore che era, Asimov (1920-1992) si è dimostrato anche uno straordinario divulgatore. Era chimico e biochimico e, con il titolo di Ph.D, ha insegnato alla Columbia University e alla Boston University School of Medicine, ma sapeva spaziare in ogni campo, compreso quello filosofico e letterario. Il suo saggio “Breve storia della chimica” è del 1965, e tratta della nascita e dell’evoluzione delle conoscenze dell’uomo in campo chimico, dalla preistoria fino agli studi sugli elementi transuranici: il saggio si ferma con l’annuncio dei fisici sovietici, nel 1964, della scoperta dell’elemento 104, da loro chiamato “kurchatovium” (ma dal 1969 il nome divenne rutherfordio). Da allora siamo arrivati all’elemento 118, ma non per questo il resoconto di Asimov può dirsi superato perché, si tratta di una cronistoria dei progressi sempre più rapidi dell’umanità e non dell’esposizione delle più recenti novità. La parte più affascinante, secondo me, è quella che va dall’età della pietra fino al XVII secolo, quando i chimici smisero di essere alchimisti, più o meno ai tempi di Robert Boyle, e quando le scoperte cominciarono a succedersi a rotta di collo. Per quanto entusiasmanti possano essere stati i successi del Settecento, dell’Ottocento e del Novecento, niente mi ha emozionato di più le supposizioni di Asimov su come gli uomini primitivi abbiano imparato ad accendere il fuoco prima e a fondere il rame poi. Per quanto l’argomento vada sempre più complicandosi per la necessità di spiegare fenomeni chimici anche molto complessi, è ammirevole la capacità del “good doctor” di esporre tutto con chiarezza estrema. Due parole sul volume Zanichelli del 2019 che ho in mano nella foto allegata: non si tratta di una nuova edizione del testo uscito in Italia nel 1968, ma di una sorta di ristampa anastatica ottenuta, si direbbe, scansionando un po’ alla meno peggio il libro originale.


mercoledì 26 agosto 2020

LA REALTA' NON E' COME CI APPARE






Carlo Rovelli
LA REALTA' NON E' COME CI APPARE
La struttura elementare delle cose
Raffaello Cortina editore
2014, brossura
240 pagine


Questo fantastico saggio è uscito nel 2014. La data è importante perché Rovelli non sapeva ancora che di lì a un anno, e più precisamente il 14 settembre del 2015, gli inteferometri del LIGO, negli Stati Uniti, avrebbero registrato per la prima volta le onde gravitazionali ipotizzate da Albert Einstein cento anni prima. L'osservazione seguiva un colossale scontro fra due buchi neri in una galassia lontana, evento apocalittico che ha appunto scatenato un'onda cosmica che, viaggiando alla velocità della luce, è giunta fino a noi ed è stata captata grazie a un apparecchio finalmente messo a punto e tarato nel modo giusto (in passato non avevamo interferometri del genere e anche la prima versione del LIGO non aveva ottenuto risultati). In seguito, altri eventi del genere sono stati registrati e il continuo aggiornamento dei dati apre una porta in grado di farci affacciare su scenari che prima era possibile soltanto ipotizzare. Nonostante il mancato aggiornamento, "La realtà non è come ci appare" è una lettura entusiasmante che ci porta davvero dentro "la struttura elementare delle cose", come recita il sottotitolo. E lo fa mostrandoci come gli scienziati, uno dopo l'altro, ognuno arrampicandosi sulle spalle degli altri, siano arrivati al punto in cui ci troviamo oggi. Un punto in cui persino Einstein, che già aveva sorpassato Newton, è stato sorpassato a sua volta dalla squadra dei fisici delle ultime generazioni, arrivati ormai a considerare acquisito il dato che al livello dell'infinitamente piccolo la realtà perde ogni riferimento con l'apparenza che noi percepiamo. Non solo i quanti sono l'unica realtà che costituisce ogni cosa, ma è la stessa materia che non esiste, e ci sono campi quantistici che creano lo spazio e il tempo, e il tempo non esiste o comunque si avvolge su se stesso e lo spazio è in realtà la gravità stessa, creato dalle onde gravitazionali. Onde che costituiscono il tutto e il nulla, in un ribollire di particelle che scaturiscono dal vuoto e nel vuoto ritornano. Non ci resta che convincerci, anche noi, del fatto che siamo energia fluttuante che interagisce in modi che nulla hanno a che fare con la nostra esperienza quotidiana, e aspettiamo nuove rivelazioni. Per fortuna, la matematica che descrive i fenomeni quantistici è in grado di fare previsioni probabilistiche tali da far funzionare grazie ad esse computer superveloce sempre più avanzati, perché la fisica dei quanti può essere sfruttata a nostro vantaggio anche se non la capiamo.