martedì 23 giugno 2026

IL RESPIRO E IL SOGNO

 

 


 

Giancarlo Berardi

Ivo Milazzo

IL RESPIRO E IL SOGNO

Sergio Bonelli Editore

2025, cartonato

140 pagine, 25 euro

Prefazione di Graziano Frediani

Tra le opere di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, Il respiro e il sogno è quella che più mi ha folgorato (e sì che mi hanno folgorato quasi tutte). Si tratta di una raccolta di quattro storie mute con protagonista Ken Parker, una per ogni stagione, pubblicate originariamente su rivista e poi riunite in volume. La prima, “Cuccioli”, apparve su Orient Express nel 1984: una bellissima favola senza parole, tenera e tragica allo stesso tempo. Ambientata in un gelido e innevato bosco invernale, non ha bisogno di dialoghi per trasmettere emozioni profonde. Le altre tre – “La luna delle magnolie in fiore”, “Soleado” e “Pallide Ombre” – completano il ciclo con lo stesso approccio visivo raffinato e poetico. Berardi & Milazzo rinnovano il western tradizionale attraverso un’ottica problematica e psicologicamente profonda, contaminata da cinema, letteratura, musica e fumetto.

Le tavole sono colorate dallo stesso Ivo Milazzo, straordinario disegnatore ma anche copertinista e acquarellista eccezionale. Proprio l’acquerello diventa strumento di narrazione al pari delle chine e della sceneggiatura.  Giancarlo Berardi, del resto, quale sceneggiatore, raggiunge livelli altissimi di finezza espressiva. La sua tecnica è fatta di continua variazione dei campi e dei piani di inquadratura, collegamenti arditamente sintetici, zoomate, controcampi, dissolvenze e corrispondenze simmetriche nella costruzione delle tavole e nella loro scansione. Inquadrature calibrate con precisione, uso magistrale della dissolvenza, soggettive, sguardi “in camera”, rimandi fra oggetti, luoghi e persone: la scrittura di Berardi richiede al lettore un atteggiamento attivo e un livello di cooperazione alto, rivelando quanto il fumetto possa avere strutture elaborate e complesse.

Gli episodi de Il respiro e il sogno coincidono non a caso con il trasferimento di Ken Parker dalla serie mensile bonelliana alla  rivista Orient Express, trasferimento che sottolineava le caratteristiche da “fumetto d’autore” del personaggio. È doveroso, oltre che benemerito, il fatto che la Sergio Bonelli Editore ristampi in eleganti volumi da libreria le migliori opere di Berardi & Milazzo, affiancando la ristampa da edicola dell’intera collana di Ken Parker. 

Da ultimo, una curiosità: nella storia “Ai tempi del Pony Express” (1997), che racconta in flashback un episodio risalente a quando Ken aveva diciotto anni, rivediamo l’indiano Due Pance, amico di gioventù di Ken già apparso in “Pallide Ombre”, l’episodio autunnale de Il respiro e il sogno

 

Su Berardi e Milazzo, in questo blog:

Fin dove arriva il mattino

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2025/10/fin-dove-arriva-il-mattino.html

Julia nel paese dei burattini  

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2022/08/julia-nel-paese-dei-burattini.html

Giancarlo Berardi, un narratore fra le nuvole

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2023/10/giancarlo-berardi-un-narratore-fra-le.html

Il boia rosso

https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2020/03/il-boia-rosso.html

 

domenica 21 giugno 2026

LA FAMIGLIA PASSERINI

 



Filippo Pieri

Cristiano ‘Cryx’ Corsani

LA FAMIGLIA PASSERINI

Amazon Kdp

2026 

52 pp. a colori

brossura

9,90 €


 

Ho sempre seguito con affetto e simpatia il percorso di Filippo Pieri, fumettista per autentica passione, sceneggiatore (ma in grado di disegnare, all’occorrenza), umorista (ma capace di muoversi tra generi diversi, quando serve). Insieme al socio ideale Cristiano “Cryx” Corsani ha  realizzato la trilogia di Viviane l’Infermiera (Sbam! Libri, 2018-2024), tre albi che mescolano la commedia sexy all’italiana degli anni Settanta con lo spirito di Amici Miei e un pizzico di satira amara. Ne abbiamo parlato in dettaglio su questo stesso blog.

Con La Famiglia Passerini i due autori si applicano a un umorismo più quotidiano e generazionale. La serie, composta da tavole autoconclusive, ha debuttato nell’ottobre 2018 sul sito Cryx Comics con il titolo The Flippies. Successivamente è approdata sulla rivista cartacea Il Vernacoliere, il celebre mensile satirico toscano diretto da Mario Cardinali, dove viene pubblicata con il nome definitivo La Famiglia Passerini.

Come spiega Filippo Pieri: «Inizialmente la serie si chiamava The Flippies, dal nome di un trucco degli smanettoni di un tempo sui floppy disk da 720 byte per raddoppiare la capacità praticando un foro sul lato, e per questo c’è un floppy sul logo della serie. Quando però abbiamo proposto la serie a Mario Cardinali ci ha detto che i nomi in inglese non sono graditi sulla rivista e quindi abbiamo pensato a “passera” (variante di “topa”, parola cara ai livornesi) da lì il cognome Passerini».

Il protagonista è il classico pre-digitale, nato in un’epoca in cui i computer non c’erano o stavano appena arrivando, che viene catapultato da adulto in un mondo di smartphone, app, WiFi, aggiornamenti forzati, smart home e intelligenza artificiale. Accanto a lui troviamo la moglie, che ama la tecnologia e la usa con entusiasmo pur capendola solo il giusto, e la figlia, nativa digitale, che risolve i problemi in modo rapido e naturale. Completano il cast un cane e un pesce rosso che commentano sarcasticamente le disavventure dei padroni di casa.

Cryx e Pieri sembrano aver spiato una famiglia vera per mesi e averla raccontata senza filtri, ma con grande affetto. Le gag nascono dal diverso rapporto delle generazioni con la tecnologia: la serie satireggia con intelligenza sulle difficoltà, i paradossi e le situazioni comiche generate da una dipendenza che dovrebbe semplificare la vita ma spesso la complica.

I disegni di Cryx sono puliti e vivaci, dal tratto cartoonesco efficace. Le espressioni del capofamiglia, che passa dall’aria da esperto a quella da vittima in un attimo, sono un piccolo capolavoro, così come le occhiate esasperate della moglie e lo sguardo clinico della figlia, che osserva i genitori come una specie in via di estinzione. Il cane e il pesciolino rosso rubano spesso la scena con i loro commenti cinici.

La Famiglia Passerini è una lettura fresca e divertente, capace di far sorridere riconoscendo situazioni tristemente vere, come testimonio io stesso medesimo nella mia introduzione.

 

FILIPPO PIERI SU QUESTO BLOG 

Luke Ness, PHD - L’esecrabile uomo delle nevi https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2023/02/luke-ness-phd-lesecrabile-uomo-delle.html

Il passato di Viviane l’infermiera https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2024/08/il-passato-di-viviane-linfermiera.html

Sulle tracce di Viviane l’infermiera https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2021/12/sulle-tracce-di-viviane-linfermiera.html

Viviane l’infermiera https://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2018/07/viviane-linfermiera.html

 

mercoledì 17 giugno 2026

EX INFERIS

 

Lorenzo Bartoli

Vincenzo Beretta

Bane Kerac

EX INFERIS

Veseli Četvrtak

2023, cartonato

114 pagine, 3000 RSD

 

Ogni tanto capita di riscoprire piccoli gioielli del nostro patrimonio fumettistico che il tempo ha un relegato nell’ombra. È il caso di Ex Inferis” (titolo originale: “Giochi pericolosi”), edito in un bel volume cartonato dalla Casa editrice serba Veseli Četvrtak nella collana Međuvreme, dedicata alle opere legate al grande Bane Kerac.

La storia, sceneggiata da Vincenzo Beretta e Lorenzo Bartoli, vide originariamente la luce nel luglio del 1996 su Zona X n. 17 della Sergio Bonelli Editore. Ricordo bene quel periodo: Zona X era la creatura di Alfredo Castelli, uno spazio di “libero gioco alla fantasia” nato come spin-off di Martin Mystère. Nei primi numeri presentava due storie complete per albo (spesso una legata a Mystère, l’altra autonoma), con un taglio antologico che spaziava dal fantasy alla fantascienza in tutte le sue declinazini. Dal n. 10 in poi la testata evolse verso miniserie e storie più strutturate, diventando un laboratorio ideale per autori emergenti o per sperimentazioni. “Giochi pericolosi” occupava la seconda parte del diciassettesimo volumetto, affiancando l’episodio “I viaggiatori delle tenebre” de La stirpe di Elan. Ambientata in un futuro post-apocalittico, la vicenda mescola realtà virtuale, tecnologia invasiva e un’umanità degradata. Beretta e Bartoli costruiscono una trama solida, con ritmo cinematografico e quel tanto di inquietudine che ben si sposa con lo spirito di Zona X. Bane Kerac, però, la scena ai due autori dei testi. Branislav “Bane” Kerac, nato il 7 settembre 1952 a Novi Sad, è uno dei grandi maestri del fumetto serbo e balcanico. Fin dagli anni Settanta si è fatto le ossa su testate come YU strip, Strip art e Kerempuh, passando con naturalezza dall’umoristico al western, dall’horror all’avventura. Nel 1975 crea Kobra con Svetozar Obradović, un agente segreto dal tratto nervoso e tagliente. Negli anni Ottanta arriva il successo internazionale con Cat Claw, la vigilante felina sexy e parodistica, tradotta in decine di lingue e pubblicata anche negli USA. Ha disegnato Tarzan, poster per Masters of the Universe, Gvozdeni Ratnik e tantissimo altro, sempre con quel suo stile inconfondibile: dinamico, energico, quasi rock (non a caso suona la batteria nei GeroMetal).

Ho avuto la fortuna di incontrarlo nel 2011 a Kragujevac. Abbiamo scoperto di condividere la stessa data di nascita (io dieci anni dopo di lui) e da lì è nata una bella amicizia e una proficua collaborazione. Dal 2015 abbiamo realizzato insieme quattro storie di Zagor per quasi novecento pagine. Lavorare con Bane è un piacere: è un narratore esperto che migliora le sceneggiature con trovate dinamiche, inquadrature spettacolari e un gusto particolare per le figure femminili forti (del resto, viene da Cat Claw). In “Giochi pericolosi”, il suo primo lavoro per la Bonelli – si vede già tutto questo talento: tavole piene di impatto, architetture futuristiche decadenti rese con maestria, corpi in movimento e un bianco e nero profondo e materico.

L’edizione di Veseli Četvrtak è una vera gioia per gli occhi. Il volume cartonato A4, con 112 pagine in bianco e nero, valorizza magnificamente il tratto poderoso di Kerac: le tavole respirano, i neri sono profondi, i dettagli esplodono in grande formato. Certo, il testo è interamente in serbo (traduzione di Aleksandra Milovanović), e chi non conosce la lingua non lo leggerà agevolmente (io per primo, naturalmente). Però, proprio questa bellezza visiva spinge a recuperare il vecchio albo di Zona X per rileggere la storia in italiano. Sarebbe davvero bello avere un’edizione cartonata simile anche in Italia: Kerac lo meriterebbe ampiamente. Dato che ci siamo: vorrei vedere anche una serie di volumi con le avventure di Cat Claw. In appendice al cartonato serbo c’è inoltre una  intervista a Bane Kerac (sempre in serbo), nella quale mi pare di aver visto citare il mio nome. Chissà cosa dice esattamente Branislav di me.

LIBERTY BAR

 

 
Georges Simenon
LIBERTY BAR
Adelphi
brossura
138 pagine, 11 euro

Più si leggono i romanzi con le inchieste del commissario Maigret, più il burbero poliziotto del Quai des Orfèvres, dalle spalle larghe e dalla pipa in bocca, finisce per apparirci come un personaggio reale, di cui Simenon è il semplice biografo. Maigret non è un investigatore alla Sherlock Holmes, con deduzioni brillanti e metodi infallibili: il suo modo di procedere paradossalmente consiste proprio nell’assenza di un metodo rigido. Cerca di cogliere le sensazioni suggerite dall’ambiente e dalle persone, annusa l’aria, legge negli occhi degli interlocutori, si immedesima nel loro microcosmo fino a quando non intuisce una pista. La sua tecnica si basa sulla comprensione delle dinamiche interiori, sull’acume psicologico e sulla capacità di instaurare empatia, soprattutto con l’umanità dei bassifondi. Attenzione, però: i romanzi con Maigret danno dipendenza e una volta che ci si abitua non si riesce più a smettere (per fortuna ci sono settantacinque dosi). Le inchieste sono coinvolgenti e ipnotiche da seguire, si divorano una dopo l’altra. Prima di essere gialli di Maigret, infatti, sono romanzi di Georges Simenon, uno scrittore notevole anche quando non mette in scena il suo commissario. 
"Liberty Bar", scritto nel maggio 1932 presso la tenuta La Richardière di Marsilly, in Francia, e pubblicato a luglio dello stesso anno da Fayard, è il diciassettesimo romanzo della serie con i celebre Commissario. Ci propone, come talvolta accade, un Maigret “in trasferta”, lontano dal Quai des Orfèvres, mandato sulla Costa Azzurra per indagare con la massima discrezione sull’omicidio di William Brown, un ex agente segreto australiano. Niente scandali, niente clamore: così gli ordinano i superiori. Il poliziotto, vestito di scuro fuori luogo sotto il sole abbagliante, si trova a disagio tra le ville bianche, le palme e il lusso  del jet-set. 
abituato ai bassifondi parigini, si sente spaesato sulla Riviera: il caldo, la luce accecante, i rituali mondani e il contrasto tra facciata glamour e la decadenza morale gli danno uggia. Il lettore segue Maigret mentre ricostruisce gli ultimi giorni di Brown: una vita divisa tra i giorni trascorsi in una villa ad Antibes, con l’amante e la suocera, e le periodiche fughe verso il sordido Liberty Bar di Cannes, gestito dalla grassa e materna Jaja, con la giovane Sylvie che si aggira nel locale mezza nuda, e frequentato da una congrega di personaggi falliti, ubriaconi, gente che vuole solo dimenticare il passato e vivere alla giornata. Maigret annusa l’aria, capisce che la chiave per risolvere il mistero è lì e perciò si immerge nel microcosmo del bar come se fosse casa sua. I personaggi sono memorabili, soprattutto Jaja e il suo piccolo mondo di illusoria libertà fatto di bicchieri, confidenze e silenzi. Il finale è amaro, come spesso accade in Simenon: Maigret arriva alla verità, ma di fronte alla scoperta di come tutto abbia girato attorno a una storia d’amore tragicamente conclusa, decide di non fare un rapporto completamente veritiero. "Liberty Bar" propone un Maigret atipico ma intenso: benché  “fuori posto” il Commissario, anche in Costa Azzurra, rimane fedele al suo burbero acume psicologico.                                         
 
SU QUESTO  BLOG                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
1. Romanzi con Maigret
 
L’amica della signora Maigret

La balera da due soldi
 
Il cavallante della “Providence”
 
Cécile è morta
 
Félicie
 
Maigret a New York
 
Maigret e il fantasma
 
Maigret e i testimoni recalcitranti
 
Maigret e la Stangona
 
Maigret e l’uomo della panchina
 
Maigret, Lognon e i gangster
 
Il mio amico Maigret
Il morto di Maigret
Pietr, il lettone
 
I sotterranei del Majestic
 
Una testa in gioco
 
La trappola di Maigret
 
Le vacanze di Maigret 
 

2. Romanzi di Simenon senza Maigret
 
L’assassino
 
Le finestre di fronte
La fuga del signor Monde 
 
La neve era sporca
 
Lettera a mia madre
 
Le persiane verdi
 
L’uomo che guardava passare i treni