sabato 10 dicembre 2022

TIRAMOLLA



Roberto Renzi
Giorgio Rebuffi
Umberto Manfrin
 
TIRAMOLLA
 
Sbam!Libri
Brossurato, 2022
156 pagine, 15 euro


“Mi capitò di leggere, sul Corriere della Sera, un pezzo in cui si parlava di una nuova sostanza appena scoperta negli Stati Uniti che aveva la possibilità di allungarsi e cambiare forma senza perdere la sua consistenza. La sostanza era il silicone. Proposi quindi all’editore un nuovo personaggio che avrebbe esordito con le insolite fattezze di un essere composto di quella strana gomma appena inventata in America”. Così racconta Roberto Renzi in una intervista, a proposito della creazione di Tiramolla nel 1952, di cui lui fu il primo sceneggiatore, mentre la storia di esordio venne affidata a Giorgio Rebuffi. Il volume della meritoria “Sbam!” esce per celebrare il settantesimo compleanno di un personaggio memorabile, che ha divertito innumerevoli lettori per oltre quarant’anni di pubblicazioni (l’ultima avventura è del 1993). Il “figlio del caucciù e della colla”, come Tiramolla stesso si definisce alla sua prima apparizione, nasce sul n° 8 di “Cucciolo” (agosto 1952), un mensile della Casa editrice Alpe, fondata da Giuseppe Caregaro, creatore dodici anni prima proprio del personaggio che dava il nome alla testata, Cucciolo appunto, inizialmente raffigurato come un cagnolino e poi successivamente umanizzato, al pari del fedele amico Beppe. Inevitabile vedere in Cucciolo e Beppe un preciso riferimento alla coppia di Topolino e Pippo (tant’è vero che nelle loro avventure compaiono tre pestiferi nipotini chiamati con i nomi di Tip, Top e Tap). Si trattava comunque di personaggi di successo, inseriti in un microcosmo popolato da amici e nemici ricorrenti, realizzati da disegnatori di talento (oltre a Rebuffi è doveroso ricordare almeno Egidio Gherlizza, Tiberio Colantuoni, Alberico Motta e Onofrio Bramante), per non parlare degli sceneggiatori. Ma torniamo al numero di “Cucciolo” su cui nasce Tiramolla, comparendo come insolito e inaspettato co-protagonista. Il personaggio nasce dal modo maldestro con cui Beppe conduce un esperimento chimico sperando di scoprire l’identità di un misterioso ladro penetrato nel laboratorio di uno scienziato, il professor Nemus. Causando involontariamente un’esplosione, Beppe mescola chissà quali sostanze e provoca la nascita di un incredibile ometto dal corpo di gomma, che può allungarsi, gonfiarsi, cambiare forma a piacimento (un po’ come Reed Richards dei Fantastici Quattro, ma un po’ di anni prima). Tiramolla (che si dimostra subito adulto, capace di intendere e di volere, conscio di se stesso e dei propri poteri e dotato di una bombetta) colpisce subito la fantasia dei lettori, tanto da guadagnarsi fin dal 1953 una testata tutta sua, durata fino al 1988. L’aspetto e la caratterizzazione si assestano grazie soprattutto al disegnatore Umberto Manfrin, giunto ben presto a sostituire Rebuffi impegnato con il Lupo Pugacioff, realizzatore di centinaia di storie, molte di Renzi, altrettante di propria ideazione. All’eroe di gomma viene affiancato l’imperturbabile maggiordomo Saetta, viene data una casa, un nuovo copricapo (un cilindro), una serie di nemici. Le storie vengono ristampate numerose volte, a grande richiesta. Finché, ormai morto Caregaro, la Alpe deve affrontare una grave crisi di vendite (comune a tutte le pubblicazioni del target) e anche Tiramolla deve chiudere. Ci saranno due vani tentativi di riportarlo in vita rinnovato nella grafica (la tuba diventa un cappellino da basket), a opera della Vallardi (1990-1992) e della Comic Art (1993). Il volume della “Sbam!”, ottimamente curato da Antonio Marangi, propone non soltanto una selezione di alcune storie significative dei vari periodi, ma anche una serie di interventi critici e di omaggi grafici al personaggio da parte di vari disegnatori

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