sabato 11 febbraio 2023

L’AMICA DELLA SIGNORA MAIGRET

 
 
 

 
 
Georges Simenon
L’AMICA DELLA SIGNORA MAIGRET
Adelphi
brossurato, 2002
164 pagine, 10 euro
Traduzione di Massimo Scotti

“L’amie de Madame Maigret” (questo il titolo originale) è un giallo scritto da Georges Simenon nel 1949, durante gli anni in cui l’autore viveva negli Stati Uniti. Si tratta della trentaquattresima indagine del Commissario Maigret (su settantacinque, contando soltanto i romanzi), ed è caratterizzato da due elementi degni di nota (fermo restando che tutte le opere di Simenon, con Maigret o senza, sono degne di nota): vi compare per la prima volta l’ispettore Lapointe (qui descritto come un novellino ma in seguito destinato a diventare parte integrante della squadra del burbero investigatore parigino, unendosi a Lucas, Janvier e Torrance) e, soprattutto, la signora Maigret ha un ruolo di primo piano affiancando il marito nelle indagini. Non che la brava donna non appaia negli altri polizieschi, dove anzi è presenza costante al rientro a casa del consorte, in Boulevard Richard-Lenoir, ma qui non si limita ad attenderlo nel loro appartamento: di propria iniziativa indaga sul misterioso caso di cui lui si occupa, e nel quale si è trovata coinvolta suo malgrado. Benché la fedele, paziente, devota e ottima cuoca Madame non venga quasi mai chiamata per nome (ma, appunto, solo “signora Maigret”), sappiamo che si chiama Louise Léonard ed è nativa di Colmar, in Alsazia. La coppia si è sposata nel 1912 e ha avuto una bambina, morta quasi subito dopo la nascita. Un’altra curiosa caratteristica è che Maigret (che di nome fa Jules) non ha la patente e dunque quando i due vanno fuori città è lei a guidare la macchina. Louise ha l’hobby di collezionare, incollandoli su degli album, i ritagli di giornale in cui si parla del marito: proprio questo porterà a risolvere il caso del giallo di cui ci stiamo occupando. Giallo che vede Maigret in difficoltà per buona parte del romanzo, messo in crisi da un giovane avvocato senza scrupoli che, in cerca di celebrità, non esita a metterlo in ridicolo e a sfidarlo con continue dichiarazioni alla stampa sottolineando come il Commissario non riesca a trovare prove contro il suo cliente, il rilegatore di libri Frans Steuvels, trattenuto in carcere dal giudice istruttore solo perché la Polizia non vuole ammettere di essersi sbagliata. Steuvels è finito dietro le sbarre perché una lettera anonima ha avvisato le autorità che l’artigiano avrebbe bruciato un cadavere nella propria caldaia, dove sono stati ritrovati due denti umani. Le indagini del Commissario in effetti sembrano essere giunte in un vicolo cieco, finché un secondo caso, quello appunto in cui è coinvolta la signora Maigret, si interseca con il primo e porta alla soluzione di entrambi. Louise ha infatti stretto amicizia con un giovane donna che incontra ai giardini pubblici di square d’Anvers in compagnia di un bambino: un giorno, la ragazza affida improvvisamente il piccolo a Madame Maigret e scompare per lunghe ore lasciando la moglie del Commissario in grande imbarazzo, prima di ricomparire, riprendersi il figlio e svanire nel nulla senza alcuna spiegazione. Proprio indagando di sua sponte sull’identità della giovane donna, Louise fornisce al marito elementi decisivi per incastrare una banda di truffatori la cui ultima vittima è stata appunto fatta sparire nella caldaia di Steuvels, complice della gang ma non assassino. Come al solito, al di là della trama gialla, Simenon incanta per la ricostruzione degli ambienti, dell’umanità che popola i bassifondi parigini così come nei grandi alberghi, delle psicologie dei personaggi interrogati da Maigret.

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