martedì 3 novembre 2020

INSEGUENDO QUEL SUONO

 
 

 
Ennio Morricone
Alessandro De Rosa
INSEGUENDO QUEL SUONO
Mondadori
cartonato - 2016
490 pagine - 22 euro

Ennio Morricone si è spento nel luglio del 2020, all'età di 92 anni, in quella Roma dove era nato nel 1928. A partire dal gennaio 2013, fino al maggio del 2015, il giovane musicologo e compositore Alessandro De Rosa (classe 1985), si è incontrato con il compositore per raccogliere dalla sua viva voce ricordi e riflessioni sulla sua arte e sulla sua vita. Il risultato è questo straordinario libro che lascia stupefatti. Il ritratto che ne viene fuori è quello di un artista tanto geniale quanto schivo, metodico, professionale, instancabile e incredibilmente versatile. L'autobiografia dettata da Morricone comincia con il compositore raccontato attraverso la sua passione per gli scacchi, di cui è stato un cultore e anche un campione: non per caso, visto che il metodo necessario per vincere sulla scacchiera non è poi così diversi dal gioco delle note sugli spartiti, dove nulla è lasciato al caso. Poi si passa a parlare di suo padre trombettista e degli studi in conservatorio, dove fu allievo di Goffredo Petrassi, uno dei massimi compositori di musica contemporanea, soprattutto noto per il suo astrattismo atonale. Da questa esperienza deriva, oltre che dalla propria personale sensibilità, il desiderio che ha accompagnato Morricone di scrivere musica "assoluta" (da lui distinta da quella "applicata", cioè al servizio di un film e o di altre espressioni artistiche o comunque altri usi), e di farlo rompendo gli schemi della tradizione, della tonalità, del consenso più facile. Questa dicotomia fra musica alta, colta, di difficile lettura, e quella più vicina ai gusti di un pubblico non iniziato lo ha in qualche modo inquietato tutta la vita, spingendolo a interrogarsi su come si potesse ricomporre la frattura. A lungo  il compositore si è prestato alla musica "applicata", e quindi agli obblighi imposti dalla committenza (senza mai asservirsi a essa, beninteso), cercando di sperimentare quanto più possibile, e continuando comunque a scrivere anche musica "assoluta", al punto che la cronologia dei brani di quest'ultima finisce per essere un elenco lungo sei pagine di "Inseguendo quel suono", contro le diciotto occupate dalle centinaia di titoli di film per i quali Morricone è soprattutto noto. Il successo internazionale del musicista come compositore di colonne sonore ha comunque portato a un riconoscimento di questa particolare manifestazione artistica come espressione di musica in grado di raggiungere le vette più alte. Oggi, tutti riconoscono la grandezza del maestro anche negli arrangiamenti fatti per anni, all'inizio delle sua carriera, per le produzioni della RCA; e del resto il compositore era in grado di arrangiare brani di ogni tipo in tempi rapidissimi, quasi stupefacenti, ricorrendo per altro a strumenti insoliti, o a combinazioni di strumenti sperimentate in ogni possibile contaminazione (alla ricerca, appunto, di "quel suono"). Estremamente interessanti sono, nel libro, le parti in cui si raccontano gli incontri con i registi più diversi, da Pier Paolo Pasolini e Carlo Verdone, e il  modo in cui il maestro si è appropriato alle immagini dei loro film, studiando sempre soluzioni innovative. Se queste narrazioni fanno la gioia dei cultori di cinema, Morricone e De Rosa, tuttavia, si dilungano in analisi approfondite delle tecniche musicali, arrivando persino a commentare degli spartiti. E qui, il non iniziato ci si perde. Perché discutere di unità frescobaldiane o di dodecafonia, e di mille altri tecnicismi affascinanti quanto criptici, fa perdere l'orizzontamento. Soprattutto, fa capire quanto la musica sia complicata dietro la parete di bellezza estetica fruibile da tutti, come le componenti di un macchinario perfettamente funzionante nascoste dal pannello che le copre, o come gli organi interni di un corpo umano di cui ammirano le forme esteriori. Noi comuni mortali ascoltiamo una musica e possiamo solo dire se ci emoziona oppure no, il musicista capisce l'architettura che c'è dietro. In appendice, registi e musicologi lasciano le loro (interessati) testimonianze sulla figura di Morricone.

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